Il sabato di Assen si tinge dei colori del team Aprilia Trackhouse, protagonista di una prestazione che resterà scolpita nella storia della MotoGP moderna. Nella suggestiva cornice della Cattedrale della Velocità, Raul Fernandez ha siglato una vittoria schiacciante nella gara Sprint del Gran Premio d’Olanda, confermando una crescita tecnica e mentale che lo pone ormai stabilmente tra i top rider della categoria. La giornata trionfale per la squadra satellite della casa di Noale è stata completata dallo straordinario secondo posto di Ai Ogura, che ha regalato una doppietta inaspettata quanto meritata, mettendo in scacco i giganti della griglia in un 2026 che continua a regalare colpi di scena.
La gara è iniziata sotto un sole radioso che ha scaldato l'asfalto olandese, rendendo cruciale la gestione degli pneumatici fin dai primi metri. Al semaforo verde, lo scatto fulmineo di Jorge Martin aveva inizialmente illuso i sostenitori della Ducati. Il poleman spagnolo si è portato immediatamente al comando, ingaggiando un duello ravvicinato con Ai Ogura. Tuttavia, la resistenza del pilota giapponese e la pressione costante di Raul Fernandez hanno subito chiarito che il ritmo impresso dalle Aprilia RS-GP era di un altro livello. Dopo soli due giri, Martin ha iniziato a mostrare i primi segni di sofferenza, perdendo progressivamente terreno a causa di un improvviso calo di grip al posteriore, lasciando la strada libera al duo Trackhouse e a un arrembante Fabio Di Giannantonio.
La fase centrale della competizione ha visto Raul Fernandez e Di Giannantonio tentare una fuga solitaria. Il pilota romano, in sella alla Ducati del team VR46, è stato l’unico capace di impensierire seriamente le moto venete nelle prime fasi, ma nulla ha potuto contro la costanza millimetrica di Fernandez. Dietro di loro, la battaglia per le posizioni di rincalzo è stata feroce: Ai Ogura, dopo aver ceduto momentaneamente il passo, ha iniziato una rimonta metodica che lo ha portato a scavalcare nuovamente Di Giannantonio a metà gara. Mentre le Ducati ufficiali sembravano lottare con un degrado gomma inaspettatamente precoce, le moto della scuderia americana apparivano sui binari, pennellando le curve veloci di Assen con una naturalezza disarmante.
Nel finale, la tensione è salita alle stelle per quanto riguarda la lotta per il podio e i punti pesanti. Marco Bezzecchi, autore di una gara in progressione, è riuscito a liberarsi della resistenza di Jorge Martin, lanciandosi all’inseguimento di Di Giannantonio per strappargli il terzo gradino del podio. Nonostante i tentativi e i tempi record nei settori centrali, il pilota riminese si è dovuto accontentare della quarta piazza, confermando comunque l'ottimo feeling con il tracciato olandese. La delusione più grande della giornata è arrivata però dal box Ducati Lenovo Team: Francesco Bagnaia e Marc Marquez hanno vissuto una gara anonima e complicata. Il campione del mondo in carica ha tentato un timido attacco su Martin nelle ultime curve per agguantare la quinta posizione, ma senza successo.
A rendere ancora più amaro il sabato di Bagnaia è intervenuta la direzione gara: a causa di ripetute infrazioni dei limiti del tracciato proprio nell'ultimo giro, il pilota torinese è stato retrocesso di una posizione, scivolando al settimo posto alle spalle di un Marc Marquez apparso lontano dai suoi giorni migliori. La classifica finale vede dunque Raul Fernandez sul gradino più alto, seguito da un solido Ai Ogura e da un consistente Fabio Di Giannantonio, quest'ultimo premiato come miglior pilota Ducati al traguardo. Enea Bastianini ha chiuso in ottava posizione risultando la miglior KTM in pista, beneficiando anche di un errore di Pedro Acosta, finito lungo nelle prime battute di gara. Questo risultato rimescola le carte in ottica campionato, dimostrando che il pacchetto tecnico Aprilia, supportato dall'energia del team Trackhouse, è ormai pronto a sfidare l'egemonia di Borgo Panigale su ogni terreno.

