Allarme collisioni nello spazio: il frammentamento del razzo cinese Long March 6C minaccia Starlink

Centinaia di detriti vagano in orbita bassa dopo l'esplosione dello stadio superiore del vettore asiatico, costringendo SpaceX a manovre di emergenza senza sosta

Allarme collisioni nello spazio: il frammentamento del razzo cinese Long March 6C minaccia Starlink

Il panorama della sicurezza orbitale ha subito un brusco scossone nelle ultime ore, a seguito della conferma ufficiale di un grave incidente che ha coinvolto un vettore spaziale asiatico, sollevando nuove preoccupazioni sulla sostenibilità delle attività umane nello spazio. I radar della società LeoLabs, leader globale nel monitoraggio dei detriti spaziali con sede in California, hanno rilevato una nuvola di frammenti derivante dalla distruzione dello stadio superiore del razzo Long March 6C. Il vettore, lanciato dalla Cina all'inizio di questa settimana, aveva completato con successo la sua missione primaria posizionando sette satelliti in orbita, ma un malfunzionamento post-distacco ha causato il collasso strutturale della sua sezione superiore, trasformando quello che doveva essere un successo tecnologico in un potenziale disastro per le comunicazioni globali.

Le prime anomalie sono state registrate il 26 agosto dal centro radar di LeoLabs situato nell'Australia Occidentale. La rapidità dell'evento ha richiesto una conferma immediata, giunta poco dopo grazie al sorvolo sopra la stazione radar gemella in Nuova Zelanda. Secondo le stime preliminari fornite dagli analisti, l'esplosione avrebbe generato una quantità di frammenti compresa tra alcune decine e diverse centinaia, sparpagliati lungo una traiettoria che interseca rotte orbitali cruciali. Sebbene l'analisi completa dei dati non sia ancora conclusa, gli esperti di LeoLabs hanno lanciato un avvertimento chiaro: la dispersione dei rottami rappresenta un rischio di collisione concreto per qualsiasi veicolo spaziale operante a un'altitudine inferiore ai 1000 chilometri. Attualmente, il corpo principale del razzo si trova a un'altezza compresa tra 396 e 482 chilometri, mentre la nuvola di detriti principali si è stabilizzata in una fascia tra i 500 e i 520 chilometri.

Questa specifica altitudine mette in rotta di collisione i frammenti con la vasta costellazione Starlink gestita da SpaceX. L'azienda di Elon Musk gestisce attualmente circa 11.000 satelliti in orbita bassa, di cui oltre 8.500 si trovano proprio nel range tra i 460 e i 490 chilometri. Nel corso del 2026, SpaceX ha accelerato il trasferimento di circa 4.000 unità verso orbite più basse per migliorare la latenza dei servizi internet, posizionandoli esattamente sotto la zona di frammentazione del Long March 6C. Il rischio non è solo teorico: la densità di oggetti in quell'area aumenta esponenzialmente la probabilità della cosiddetta Sindrome di Kessler, un effetto a catena in cui una singola collisione genera ulteriori detriti, rendendo l'orbita inutilizzabile per generazioni. Per contrastare questa minaccia, i satelliti Starlink sono dotati di motori a propulsione ionica che permettono manovre evasive autonome. Tra il dicembre 2025 e il maggio 2026, la costellazione ha già eseguito oltre 207.000 manovre di evitamento, una media di 40 interventi per singolo satellite, a dimostrazione di quanto l'ambiente spaziale sia diventato congestionato.

Per gestire questa emergenza, SpaceX si affida al sistema Stargaze, una tecnologia proprietaria di gestione del traffico che utilizza sensori di bordo per tracciare oggetti non identificati in tempo reale. Tuttavia, la natura imprevedibile dei detriti del Long March 6C, molti dei quali troppo piccoli per essere tracciati con precisione millimetrica ma abbastanza veloci da perforare le schermature, mette a dura prova anche i sistemi più avanzati. Non è la prima volta che la famiglia di vettori cinesi causa problemi simili: incidenti di frammentazione quasi identici hanno coinvolto i razzi Long March 6A nel 2022 e nel 2024, sollevando critiche internazionali sulla gestione dei rifiuti spaziali da parte del programma spaziale di Pechino. Secondo LeoLabs, i frammenti di quest'ultimo incidente rimarranno in orbita per diversi anni prima che l'attrito atmosferico li trascini verso il basso per bruciare al rientro, costringendo tutti gli operatori satellitari a mantenere uno stato di allerta permanente. La mancanza di trasparenza ufficiale da parte delle autorità spaziali cinesi complica ulteriormente la situazione, rendendo i dati forniti da agenzie indipendenti come LeoLabs l'unica risorsa affidabile per la prevenzione di catastrofi orbitali in questo critico scenario di metà decennio.

Pubblicato Domenica, 30 Agosto 2026 a cura di Anna S. per Infogioco.it

Ultima revisione: Domenica, 30 Agosto 2026

Anna S.

Anna S.

Anna è una giornalista dinamica e carismatica, con una passione travolgente per il mondo dell'informatica e le innovazioni tecnologiche. Fin da giovane, ha sempre nutrito una curiosità insaziabile per come la tecnologia possa trasformare le vite delle persone. La sua carriera è caratterizzata da un costante impegno nell'esplorare le ultime novità in campo tecnologico e nel raccontare storie che ispirano e informano il pubblico.


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