Il panorama tecnologico globale si trova oggi, nel 2026, di fronte a un bivio fondamentale tra l'inarrestabile espansione delle infrastrutture per l'intelligenza artificiale e la necessità impellente di rispettare i parametri di sostenibilità ambientale. In questo scenario si inserisce la durissima battaglia legale avviata dal Southern Environmental Law Center (SELC), un gruppo di avvocati e attivisti che ha formalmente accusato i colossi Amazon e Duke Energy di aver adottato strategie poco trasparenti per aggirare le rigide normative del Clean Air Act negli Stati Uniti. Al centro della controversia c'è la costruzione di un imponente campus di data center a Hamlet, cittadina situata nella Richmond County, in North Carolina, dove è prevista l'installazione di ben 649 generatori diesel di grandi dimensioni.
Secondo i documenti presentati dal SELC, la strategia adottata dalle due società sarebbe stata studiata a tavolino per evitare controlli ambientali più severi. Nello specifico, Amazon ha presentato una richiesta per l'installazione di 592 generatori diesel definiti di "emergenza" per garantire la continuità operativa del campus. Quasi simultaneamente, Duke Energy ha depositato una domanda separata per l'utilizzo di ulteriori 57 generatori mobili sullo stesso sito, destinati all'alimentazione "primaria" dei data center in attesa del completamento del collegamento alla rete elettrica principale. Questa separazione delle istanze è, secondo i legali del SELC, un escamotage deliberato per non superare le soglie di inquinamento che farebbero scattare l'obbligo di permessi molto più restrittivi e costosi, previsti appunto dal Clean Air Act per i grandi impianti industriali.
La risposta di Duke Energy non si è fatta attendere. La compagnia energetica ha ribadito che i 57 generatori mobili serviranno esclusivamente per la fase di test e per l'alimentazione temporanea durante il periodo di costruzione, assicurando che non saranno collegati stabilmente alla propria rete elettrica. Inoltre, Duke Energy ha sottolineato che tutti i costi associati a queste unità temporanee saranno a carico di AWS (Amazon Web Services) e non ricadranno sulle bollette degli altri clienti. La compagnia sostiene inoltre che l'uso di tali generatori è previsto per un periodo inferiore a un anno e che la loro vicinanza allo Smith Energy Complex, una centrale elettrica a gas di proprietà di Duke Energy, renderebbe superflui ulteriori permessi specifici secondo la loro interpretazione delle normative locali vigenti in North Carolina.
Lo Smith Energy Complex, situato letteralmente dall'altra parte della strada rispetto al nuovo sito di Amazon, è un impianto da 1,247 GW costruito nel 2001. Nell'ambito degli accordi con il gigante tecnologico, Duke Energy prevede di potenziare la centrale aggiungendo una nuova turbina a gas da 240 MW. Tuttavia, il SELC ribadisce che l'impatto cumulativo di centinaia di generatori diesel, unito alle emissioni della centrale a gas esistente, rappresenti un rischio concreto per la salute pubblica degli abitanti di Hamlet. La Richmond County è infatti descritta come una delle aree economicamente più svantaggiate della regione, rendendo la questione una vera e propria battaglia di giustizia ambientale contro quello che viene definito come un sopruso da parte di una delle aziende più ricche del mondo.
I lavori per il campus tecnologico sono iniziati ufficialmente nell'ottobre 2025, segnando l'avvio di un progetto mastodontico che prevede la realizzazione di 20 edifici, ciascuno con una superficie superiore ai 18.580 metri quadrati. Sebbene la costruzione vera e propria entrerà nel vivo alla fine del 2027, con una messa in funzione prevista per la fine del 2029, le tensioni attuali rischiano di rallentare i piani di espansione di Amazon nel settore dei servizi cloud. La denuncia del SELC mette in luce come i cosiddetti "trucchi legali" energetici stiano diventando una pratica comune tra le Big Tech per stare al passo con la fame di energia dei data center. Solo pochi giorni prima di questo caso, anche SpaceX e xAI erano finite sotto i riflettori per l'uso di turbine a gas non completamente autorizzate per alimentare i propri impianti, promettendo poi di sostituirle con una centrale stanziale altrettanto impattante.
In conclusione, il caso di Hamlet rappresenta un precedente fondamentale per il futuro dei data center negli Stati Uniti e nel mondo. Mentre Amazon difende la propria necessità di infrastrutture resilienti per supportare l'economia digitale, la comunità scientifica e i gruppi per i diritti civili avvertono che il costo ambientale del diesel non può essere ignorato, specialmente in territori già fragili. La disputa legale in corso determinerà se le grandi aziende potranno continuare a frazionare i propri progetti per aggirare le leggi nazionali o se il Clean Air Act manterrà la sua integrità, imponendo standard uniformi per la protezione della qualità dell'aria e della salute dei cittadini, indipendentemente dal prestigio o dal potere economico dei soggetti coinvolti.

