Crisi di sicurezza per Anthropic: il mistero dei token rubati che svuota gli account Claude

Esperti e sviluppatori denunciano vulnerabilità critiche e consumi anomali sulla piattaforma di intelligenza artificiale di punta

Crisi di sicurezza per Anthropic: il mistero dei token rubati che svuota gli account Claude

Nel panorama tecnologico attuale del 2026, dove l'intelligenza artificiale rappresenta il cuore pulsante della produttività globale, emergono minacce alla sicurezza sempre più sofisticate e insidiose. Recentemente, il caso di Grant De Swardt, un autorevole consulente indipendente di intelligenza artificiale con base nel Regno Unito, ha sollevato interrogativi allarmanti sulla robustezza delle infrastrutture di Anthropic. De Swardt, titolare di un abbonamento professionale Claude Max 20x dal valore di 200 dollari al mese, ha riscontrato un'attività anomala sul proprio account: un consumo di token che cresceva vertiginosamente senza alcuna giustificazione operativa. Nonostante l'utente avesse prontamente interrotto ogni attività e scollegato i servizi correlati, il drenaggio di risorse è continuato inesorabile, evidenziando una falla di sicurezza che sembra colpire i vertici del settore AI.

La scoperta dell'anomalia è avvenuta durante un normale controllo di routine, quando De Swardt ha notato che i suoi limiti di utilizzo venivano erosi anche in periodi di inattività assoluta. In un tentativo di isolare il problema, il consulente ha disattivato ogni task programmato tramite Cowork e ha interrotto l'esecuzione di processi in cloud, ma i dati di monitoraggio hanno mostrato un balzo del consumo dal 45% al 55% in pochissimo tempo. Senza alcun processo attivo su Claude Code o query inviate localmente, l'account stava letteralmente lavorando per qualcun altro. La richiesta di un audit dettagliato ad Anthropic ha portato alla luce una realtà inquietante: la società ha ammesso l'irregolarità della situazione, procedendo al congelamento dell'abbonamento e all'annullamento di tutte le sessioni e dei token OAuth attivi, ma senza fornire una spiegazione tecnica esaustiva sulle dinamiche dell'intrusione.

Le indagini interne condotte dai tecnici di Anthropic hanno successivamente rivelato che una chiave di sessione compromessa era stata utilizzata per generare token OAuth non autorizzati, specificamente per il servizio Claude Code. Secondo quanto riferito da De Swardt, l'azienda ha ipotizzato che il suo account fosse stato sfruttato da un servizio di terze parti per soddisfare le richieste computazionali di altri utenti, trasformando di fatto il suo abbonamento premium in una risorsa gratuita per malintenzionati. Nonostante la gravità dell'accaduto, il rimborso concesso è stato solo parziale, circa 60,51 dollari, una cifra che molti esperti considerano irrisoria rispetto al danno potenziale e alla violazione della privacy subita da un professionista del settore.

Il caso di De Swardt non è purtroppo isolato. Numerose segnalazioni provenienti dalla comunità degli sviluppatori descrivono scenari analoghi: utenti che hanno visto il proprio consumo schizzare dallo 0% al 100% in pochi minuti, con conseguenti addebiti automatici sulla carta di credito per l'upgrade forzato dei piani tariffari. In un episodio documentato, un utente ha visto svanire il 49% delle proprie risorse in soli dodici minuti a fronte di due semplici query testuali. Un altro ancora ha riferito che i limiti del proprio account venivano esauriti sistematicamente per tre giorni consecutivi, nonostante non avesse nemmeno effettuato l'accesso alla piattaforma. Questi eventi suggeriscono l'esistenza di un mercato nero dei token AI, dove le credenziali di sessione rubate vengono rivendute a frazioni del costo originale per alimentare bot e servizi non ufficiali.

Gli esperti di cybersecurity ipotizzano che la radice del problema risieda in software malevoli di tipo infostealer, distribuiti tramite pubblicità ingannevoli o versioni contraffatte di software popolare scaricate da fonti non ufficiali. Questi malware sono progettati per sottrarre i dati di sessione direttamente dai browser, permettendo agli hacker di clonare l'identità digitale dell'utente senza dover conoscere la password o superare l'autenticazione a due fattori. Anthropic ha iniziato a inviare notifiche di sicurezza avvertendo del possibile contagio da malware, ma molti utenti, tra cui lo stesso De Swardt, sostengono di non aver mai ricevuto tali avvisi e di mantenere standard di sicurezza informatica estremamente elevati, il che farebbe pensare a vulnerabilità interne alla gestione dei token della piattaforma stessa.

Deluso dalla gestione dell'incidente e dalla mancanza di trasparenza nei log di consumo, De Swardt ha deciso di abbandonare l'ecosistema di Anthropic in favore di soluzioni alternative come Cursor. Questa scelta riflette una tendenza crescente nel 2026: i professionisti preferiscono piattaforme che offrono maggiore flessibilità, permettendo di integrare modelli diversi, inclusi quelli open-source, garantendo al contempo un monitoraggio granulare dell'utilizzo delle risorse. La capacità di tracciare ogni singolo centesimo speso e ogni token consumato è diventata una priorità assoluta per chi lavora con l'intelligenza artificiale, e le aziende che non sapranno garantire questa trasparenza rischiano una fuga di massa verso competitor più aperti e sicuri.

In conclusione, la vicenda evidenzia come la corsa all'innovazione nel campo dell'intelligenza artificiale debba essere accompagnata da un'evoluzione parallela dei protocolli di sicurezza. Il furto di token non è solo un danno economico, ma rappresenta un rischio per l'integrità dei dati e la continuità del business. Per gli utenti, la raccomandazione resta quella di monitorare costantemente i pannelli di controllo, utilizzare esclusivamente applicazioni ufficiali e pretendere dai fornitori di servizi AI log di accesso sempre più dettagliati e consultabili in tempo reale. Il futuro dell'intelligenza artificiale non può prescindere dalla fiducia degli utenti, una fiducia che oggi, nel 2026, sembra essere messa duramente alla prova da falle strutturali ancora troppo frequenti nelle infrastrutture dei grandi player del settore come Anthropic.

Pubblicato Mercoledì, 09 Settembre 2026 a cura di Anna S. per Infogioco.it

Ultima revisione: Mercoledì, 09 Settembre 2026

Anna S.

Anna S.

Anna è una giornalista dinamica e carismatica, con una passione travolgente per il mondo dell'informatica e le innovazioni tecnologiche. Fin da giovane, ha sempre nutrito una curiosità insaziabile per come la tecnologia possa trasformare le vite delle persone. La sua carriera è caratterizzata da un costante impegno nell'esplorare le ultime novità in campo tecnologico e nel raccontare storie che ispirano e informano il pubblico.


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