Il panorama geopolitico e tecnologico globale sta attraversando una fase di ridefinizione profonda, caratterizzata da una competizione senza precedenti nel settore dell'intelligenza artificiale. Per lungo tempo, il passaggio degli sviluppatori cinesi verso l'utilizzo di acceleratori di calcolo di produzione locale è stato rallentato dalla complessità della migrazione del software e dalla dipendenza dall'ecosistema CUDA di Nvidia. Tuttavia, gli sforzi concertati delle autorità della Cina per stimolare la sostituzione delle importazioni e l'autosufficienza tecnologica stanno finalmente dando frutti tangibili nel corso del 2024. Huawei, il gigante tecnologico di Shenzhen, si appresta a raccogliere i frutti di questa strategia, con previsioni che indicano un aumento dei ricavi derivanti dalla vendita di acceleratori IA di almeno il 60% rispetto all'anno precedente.
Secondo i dati più recenti, i tecnogiganti cinesi hanno già emesso ordini massicci per l'acquisto della nuova famiglia di acceleratori Ascend 950PR, considerata oggi l'alternativa più credibile ai prodotti statunitensi. Se nel 2023 la divisione IA di Huawei aveva generato circa 7,5 miliardi di dollari, le proiezioni per l'anno corrente suggeriscono che la cifra potrebbe salire vertiginosamente fino a 12 miliardi di dollari. Questo incremento non è solo il risultato di una maggiore capacità produttiva, ma riflette un cambiamento strutturale nella domanda interna. Sebbene i modelli avanzati come l'Ascend 950PR attirino l'attenzione mediatica, la maggior parte delle forniture attuali sarà composta da versioni più mature della gamma, in attesa che nel quarto trimestre del 2024 inizi la distribuzione della versione modernizzata denominata Ascend 950DT.
In questo scenario, il ruolo di Nvidia appare sempre più complesso. Nonostante i tentativi del CEO Jensen Huang di convincere le autorità americane ad allentare le restrizioni, ottenendo persino il via libera di principio per l'esportazione dei chip con architettura Hopper e dei modelli H200 depotenziati, le spedizioni effettive verso la Cina non sono decollate. Il blocco è duplice: da un lato, le agenzie governative degli Stati Uniti hanno rallentato l'emissione delle licenze d'esportazione; dall'altro, le autorità di regolamentazione cinesi hanno iniziato a opporsi attivamente all'importazione di tali prodotti. Si è creato un paradosso normativo: Pechino si è detta disposta a permettere alle proprie aziende di utilizzare i chip Nvidia H200 solo per le infrastrutture di calcolo situate all'estero, mentre le licenze americane ne autorizzano l'uso esclusivamente sul territorio cinese. Di conseguenza, il governo cinese ha imposto alle aziende locali l'adozione di hardware nazionale per tutte le infrastrutture situate entro i confini del Paese.
La forza di Huawei risiede anche nella sua capacità di colmare il divario prestazionale dei singoli chip attraverso un'infrastruttura di rete superiore. Sebbene un singolo acceleratore Ascend possa risultare meno potente della controparte Nvidia in termini assoluti, Huawei compensa questo gap con sistemi di clustering che permettono di scalare le prestazioni in modo estremamente efficiente. Gli acceleratori Ascend 950PR sono ottimizzati specificamente per l'inferenza, ovvero la fase in cui i modelli IA rispondono alle richieste degli utenti, un segmento che secondo gli esperti dominerà gli investimenti infrastrutturali nel prossimo futuro. Un esempio emblematico di questo successo è la collaborazione tra Huawei e DeepSeek. L'utilizzo degli acceleratori cinesi per lo sviluppo del modello V4 di DeepSeek ha attirato l'attenzione dello stesso Jensen Huang, che ha definito questa sinergia un esito preoccupante per gli Stati Uniti, poiché dimostra che i modelli IA di punta possono ormai essere addestrati con successo su hardware non americano.
Le prospettive a lungo termine confermano la validità della strategia di Huawei. Secondo le analisi di Morgan Stanley, il mercato cinese dei chip per l'IA raggiungerà un valore di 67 miliardi di dollari entro il 2030. In questo contesto, si prevede che l'86% del mercato sarà controllato da player domestici. Già nel 2024, i produttori locali forniranno acceleratori per un valore totale di 21 miliardi di dollari, il che significa che Huawei da sola deterrà oltre la metà del mercato interno in termini monetari. Nonostante Nvidia abbia registrato vendite per 17,1 miliardi di dollari in Cina lo scorso anno, la traiettoria attuale indica un sorpasso imminente. La capacità di Huawei di soddisfare una domanda crescente dipenderà esclusivamente dalla sua abilità nel potenziare i volumi di produzione per stare al passo con un mercato che non sembra conoscere soste. In conclusione, la battaglia per la supremazia nell'intelligenza artificiale non si gioca più solo sulla potenza di calcolo bruta, ma sulla capacità di creare ecosistemi hardware e software sovrani, un obiettivo che Huawei e la Cina sembrano ormai vicini a raggiungere definitivamente.

