Xiaomi annuncia rincari: la crisi globale delle memorie travolge il mercato smartphone

Aumenti fino a 130 euro per i modelli flagship e la serie Poco a causa dei costi di produzione fuori controllo

Xiaomi annuncia rincari: la crisi globale delle memorie travolge il mercato smartphone

Il panorama tecnologico del 2026 si trova ad affrontare una delle sfide strutturali più complesse degli ultimi anni, con la crisi nel mercato dei chip di memoria che inizia a riflettersi pesantemente sui listini finali per i consumatori. Xiaomi, colosso cinese dell'elettronica e punto di riferimento per il settore Android, è diventata l'ultima grande azienda in ordine cronologico a dover cedere alla pressione dei costi di produzione. La decisione di aumentare i prezzi su una vasta gamma di modelli è stata ufficializzata proprio in queste ore, confermando un trend che preoccupa non solo gli appassionati del brand ma l'intera industria globale. La carenza di componenti fondamentali e l'incremento logistico hanno reso insostenibile la strategia di contenimento dei costi che aveva caratterizzato l'azienda negli anni precedenti, portando a rincari che in alcuni mercati hanno già toccato cifre considerevoli.

Le prime avvisaglie di questa manovra economica arrivano dal Giappone, dove l'ufficio locale di Xiaomi ha annunciato tramite la piattaforma social X una revisione al rialzo dei prezzi per diversi dispositivi, tra cui smartphone e tablet di fascia alta. Gli aumenti documentati sono tutt'altro che simbolici: alcuni modelli vedranno il proprio prezzo di listino crescere fino a 20.000 yen, corrispondenti a circa 137 dollari o poco meno di 130 euro al cambio attuale. Secondo quanto dichiarato dai portavoce dell'azienda, la crescita vertiginosa dei costi delle memorie NAND e DRAM, unita ad altri oneri produttivi, ha superato la soglia critica oltre la quale l'azienda non è più in grado di assorbire internamente i costi senza compromettere la sostenibilità finanziaria del business. Sebbene l'annuncio riguardi inizialmente il mercato nipponico, gli analisti prevedono che manovre simili possano essere estese a breve anche ai mercati europei e nordamericani.

Analizzando nel dettaglio i modelli coinvolti, lo Xiaomi 17T Pro subisce uno dei ritocchi più marcati. La versione dotata di 12 GB di RAM e 256 GB di memoria interna vedrà il suo prezzo passare da 119.800 yen a 139.800 yen. Per chi punta alla configurazione più generosa da 512 GB, il costo salirà a 159.800 yen, superando la soglia psicologica dei 1000 dollari. Non va meglio per il sub-brand Poco, da sempre sinonimo di rapporto qualità-prezzo imbattibile. Il Poco X8 Pro Max nella variante da 12/256 GB vedrà un incremento che porterà il prezzo finale a 99.980 yen, mentre la versione da 512 GB toccherà i 109.980 yen. Anche il comparto tablet non è immune, con rincari che variano dai 2.000 ai 10.000 yen a seconda della configurazione scelta. Queste modifiche entreranno ufficialmente in vigore il 1 settembre per i prodotti a marchio Xiaomi e Redmi, mentre per la gamma Poco i nuovi prezzi saranno applicati a partire dal 4 settembre.

La crisi delle memorie non è un fenomeno isolato che colpisce esclusivamente Xiaomi. Secondo i dati forniti da Reuters, l'intero settore degli smartphone ha registrato una contrazione significativa nel secondo trimestre del 2026. Per Xiaomi, questo si è tradotto in un calo dei ricavi dalle vendite di smartphone pari al 7,5% rispetto all'anno precedente, con una diminuzione delle spedizioni globali del 26%. Anche Apple sembra non essere immune da questa dinamica: le indiscrezioni suggeriscono che i prossimi modelli di iPhone subiranno un incremento di prezzo proprio per compensare la scarsità di semiconduttori. Un rapporto di Counterpoint Research ha evidenziato come, persino durante i grandi festival di vendita come il 618 in Cina, le vendite siano diminuite del 13%, segno che i consumatori stanno reagendo negativamente alla riduzione degli sconti e al contestuale aumento dei prezzi di listino.

Il contesto attuale è ulteriormente complicato dall'esplosione della domanda di memorie ad alte prestazioni destinate ai server per l'intelligenza artificiale, che sta drenando le risorse produttive delle fonderie a discapito dell'elettronica di consumo. Per produttori Android che operano con margini ridotti nei segmenti medi e bassi, come Xiaomi, trasferire l'onere sui consumatori è una scelta dolorosa ma obbligata. Nonostante ciò, la dirigenza ha assicurato che per i prossimi lanci verrà prestata la massima attenzione nel definire le strategie di prezzo, cercando di mantenere l'accessibilità per la base di utenti più fedeli. Resta da vedere come reagirà il mercato globale nel corso degli ultimi mesi dell'anno e se questa ondata di rincari segnerà la fine definitiva dell'era degli smartphone flagship a prezzi competitivi.

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Pubblicato Martedì, 25 Agosto 2026 a cura di Anna S. per Infogioco.it

Ultima revisione: Martedì, 25 Agosto 2026

Anna S.

Anna S.

Anna è una giornalista dinamica e carismatica, con una passione travolgente per il mondo dell'informatica e le innovazioni tecnologiche. Fin da giovane, ha sempre nutrito una curiosità insaziabile per come la tecnologia possa trasformare le vite delle persone. La sua carriera è caratterizzata da un costante impegno nell'esplorare le ultime novità in campo tecnologico e nel raccontare storie che ispirano e informano il pubblico.


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