Addio iPad e Watch storici: la lista definitiva dei modelli esclusi da iPadOS 27 e watchOS 27

Apple ridefinisce i limiti hardware per il 2026: i chip M1 e A14 diventano il nuovo standard minimo per tablet e indossabili

Addio iPad e Watch storici: la lista definitiva dei modelli esclusi da iPadOS 27 e watchOS 27

Il mondo della tecnologia vive di cicli incessanti e, come ogni anno, l’arrivo dei nuovi sistemi operativi di Apple segna un confine netto tra il passato e il futuro digitale. Con l'annuncio delle specifiche tecniche per iPadOS 27 e watchOS 27, la casa di Cupertino ha ufficialmente delineato la mappa della compatibilità hardware per i prossimi dodici mesi. Questa transizione, sebbene necessaria per supportare le funzionalità avanzate basate sull'intelligenza artificiale generativa e sulla potenza di calcolo dei nuovi processori, comporterà l'esclusione di dispositivi che, fino a poco tempo fa, erano considerati ancora pienamente performanti. La notizia sta già scuotendo la comunità degli utenti, in particolare per la velocità con cui alcuni modelli recenti di Apple Watch sono stati dichiarati obsoleti dal punto di vista software, segnando una delle cesure più nette nella storia recente dell'azienda californiana.

Per quanto riguarda l'ecosistema dei tablet, iPadOS 27 rappresenta un salto generazionale significativo che ridefinisce il concetto di 'entry-level'. Se la precedente versione, iPadOS 26, aveva mantenuto un supporto piuttosto ampio per garantire una transizione morbida, la nuova release alza notevolmente i requisiti minimi di sistema. Il cuore pulsante della nuova soglia di sbarramento è rappresentato dai processori A14 Bionic e, soprattutto, dalla serie M1. Questo significa che l'iPad Air di terza generazione, un modello estremamente popolare per il suo equilibrio tra prezzo e prestazioni, non riceverà l'aggiornamento. Gli utenti di questo dispositivo dovranno quindi fermarsi alla versione precedente, perdendo l'accesso alle ultime innovazioni in termini di multitasking avanzato, gestione dei flussi video e nuove integrazioni di sicurezza che caratterizzeranno l'autunno del 2026.

Non meno importante è la situazione che riguarda la linea professionale, dove la potenza non sembra più essere l'unico metro di giudizio per la longevità software. Gli iPad Pro hanno sempre goduto di una vita utile superiore alla media del mercato, ma con iPadOS 27 assisteremo a una potatura significativa che toccherà modelli ancora molto diffusi negli studi grafici e fotografici. Il nuovo sistema operativo richiederà infatti almeno un iPad Pro da 12,9 pollici di quarta generazione o un iPad Pro da 11 pollici di seconda generazione. Di conseguenza, le versioni storiche che hanno introdotto il design "all-screen" con Face ID, ovvero il primo modello da 11 pollici e il terzo da 12,9 pollici, rimarranno escluse dai vantaggi del nuovo software. Si tratta di un passaggio doloroso per i professionisti, poiché pur avendo hardware ancora capace di gestire carichi pesanti, la mancanza di ottimizzazione specifica per i nuovi motori neurali sembra essere diventata il fattore discriminante nelle scelte di Cupertino.

Il segmento degli iPad standard e dei modelli compatti non è esente da queste novità restrittive. Per l'iPad di base, la compatibilità inizierà ora ufficialmente dalla nona generazione, eliminando definitivamente l'ottava generazione che era stata supportata con riserva lo scorso anno. Questo consolida la transizione verso schermi più ampi e processori più moderni come l'A13 Bionic e successivi, necessari per far girare le nuove interfacce utente sempre più pesanti. Per quanto riguarda l'iPad mini, il supporto partirà esclusivamente dalla sesta generazione, includendo ovviamente il nuovo iPad mini 7 equipaggiato con il potente chip A17 Pro. È evidente che l'architettura dei processori sta diventando il criterio principale di selezione: la necessità di un Neural Engine sempre più performante spinge Apple a concentrarsi solo sulle macchine in grado di gestire localmente le operazioni di machine learning più complesse, evitando di sovraccaricare i server cloud.

La sorpresa più grande e discussa arriva però dal fronte degli indossabili, dove i tempi di rotazione sembrano essersi accorciati drasticamente. Con il lancio di watchOS 27, Apple ha deciso di operare un taglio netto che colpirà moltissimi appassionati di fitness e tecnologia. Il nuovo sistema operativo sarà disponibile esclusivamente per gli Apple Watch Series 10 e successivi, per l'Apple Watch Ultra 2 e versioni superiori, e per il recente Apple Watch SE 3. La notizia clamorosa riguarda l'esclusione dell'Apple Watch Series 9 e dell'Apple Watch Ultra originale del 2022. Vedere uno smartwatch di fascia alta come l'Ultra originale perdere il supporto software dopo soli quattro anni è un segnale forte del cambio di rotta. Questo suggerisce che le nuove funzionalità di monitoraggio biometrico e l'interfaccia utente totalmente ridisegnata richiedano una larghezza di banda e una velocità di accesso alla memoria che solo i chip di ultimissima generazione possono garantire senza compromettere l'autonomia della batteria.

Questa strategia di accelerazione dell'obsolescenza, sebbene giustificata tecnicamente dalla necessità di evolvere l'esperienza utente, solleva inevitabilmente interrogativi sulla sostenibilità e sul valore residuo dei prodotti nel mercato dell'usato. Tuttavia, dal punto di vista dell'innovazione pura, permette a Apple di non essere frenata da hardware datato, garantendo un'esperienza fluida e sicura sui dispositivi supportati. Gli utenti che possiedono i modelli esclusi potranno comunque continuare a utilizzare i propri device con iPadOS 26 o versioni precedenti, ma inizieranno a percepire la mancanza di nuove applicazioni ottimizzate e delle patch di sicurezza più recenti nel corso del prossimo biennio. La scelta di puntare tutto su iPadOS 27 e watchOS 27 dimostra che per Cupertino la potenza di calcolo locale e l'integrazione profonda con l'intelligenza artificiale sono ormai i requisiti fondamentali e non negoziabili per definire un dispositivo come moderno nel panorama tecnologico odierno.

Pubblicato Mercoledì, 10 Giugno 2026 a cura di Anna S. per Infogioco.it

Ultima revisione: Mercoledì, 10 Giugno 2026

Anna S.

Anna S.

Anna è una giornalista dinamica e carismatica, con una passione travolgente per il mondo dell'informatica e le innovazioni tecnologiche. Fin da giovane, ha sempre nutrito una curiosità insaziabile per come la tecnologia possa trasformare le vite delle persone. La sua carriera è caratterizzata da un costante impegno nell'esplorare le ultime novità in campo tecnologico e nel raccontare storie che ispirano e informano il pubblico.


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