Saimemory: Intel e SoftBank sfidano lo standard HBM con la nuova memoria HB3DM

Presentata la tecnologia ZAM che promette prestazioni doppie rispetto a HBM4 per accelerare l'intelligenza artificiale

Saimemory: Intel e SoftBank sfidano lo standard HBM con la nuova memoria HB3DM

Il panorama tecnologico globale si appresta a vivere una trasformazione radicale grazie alla nascita di Saimemory, una startup innovativa nata dalla sinergia strategica tra Intel, SoftBank e l’Università di Tokyo. Questo consorzio d'eccellenza sta sviluppando una soluzione hardware destinata a ridefinire i parametri della memoria ad alta velocità, proponendosi come la principale alternativa alla consolidata tecnologia HBM (High Bandwidth Memory). L'obiettivo è chiaro: superare i limiti attuali degli acceleratori per l'intelligenza artificiale attraverso una nuova architettura denominata HB3DM (High Bandwidth 3D Memory), capace di sbloccare colli di bottiglia computazionali finora insormontabili.

La tecnologia su cui si fonda questa innovazione è la Z-Angle Memory, meglio conosciuta con l'acronimo ZAM. Il nome "Z" richiama esplicitamente l'allineamento verticale lungo l'asse delle coordinate spaziali, un approccio che ricorda le memorie HBM tradizionali ma che viene elevato a un nuovo livello di efficienza grazie alle tecnologie di stacking all'avanguardia fornite da Intel. Il debutto ufficiale di questa architettura è previsto per il giugno 2026, in occasione della prestigiosa conferenza VLSI 2026, dove verranno mostrati i dettagli tecnici definitivi e le prime applicazioni pratiche in ambito data center e calcolo scientifico.

Analizzando la struttura fisica della HB3DM, ci troviamo di fronte a un capolavoro di ingegneria dei semiconduttori. Ogni stack di memoria di prima generazione sarà composto da nove strati complessivi: alla base si trova un layer logico dedicato alla gestione intelligente del traffico dati, sopra il quale vengono posizionati otto strati di memoria DRAM. La connessione tra questi componenti avviene tramite circa 13.700 interconnessioni passanti attraverso il silicio (TSV) per ogni singolo layer, utilizzando tecniche di hybrid bonding che garantiscono una stabilità e una velocità di trasferimento senza precedenti tra il Giappone e i centri di ricerca internazionali.

Dal punto di vista delle prestazioni, i dati preliminari sono sbalorditivi. La memoria HB3DM promette una densità di circa 1,125 GB per strato, portando la capacità totale di un singolo stack a 10 GB. Sebbene la capacità possa sembrare inferiore rispetto ai futuri standard del settore, è sulla larghezza di banda che Saimemory gioca la sua carta vincente. Si stima una velocità di trasferimento di 0,25 TB/s per millimetro quadrato, il che si traduce in una banda passante complessiva di circa 5,3 TB/s per un modulo da 171 mm2. Per mettere questo dato in prospettiva, la tecnologia HBM4, attualmente in fase di sviluppo da parte dei colossi del settore, dovrebbe raggiungere circa 2 TB/s per stack. Ciò significa che la soluzione di Intel e dei suoi partner potrebbe essere più di due volte più veloce della prossima generazione di memorie standard.

Tuttavia, come ogni innovazione dirompente, anche la HB3DM presenta delle sfide tecniche da superare. Attualmente, il limite principale risiede nella capacità massima di archiviazione, ferma a 10 GB, mentre la futura HBM4 punta a raggiungere stack da 48 GB. Questa differenza suggerisce che la tecnologia di Saimemory sia inizialmente orientata verso carichi di lavoro specifici dove la velocità di calcolo e la latenza minima sono più critiche della quantità pura di dati memorizzati. Non è escluso che Intel possa aumentare il numero di strati in futuro, evolvendo ulteriormente il design originale per colmare il divario di capacità e offrire una soluzione scalabile per i mercati globali.

Resta ancora da chiarire chi si occuperà della produzione materiale dei chip DRAM di base. Sebbene sia probabile un coinvolgimento diretto delle fonderie di Intel negli Stati Uniti o in Giappone, l'influenza di SoftBank potrebbe aprire porte a collaborazioni internazionali di ampio respiro, coinvolgendo attori chiave nella supply chain asiatica. L'industria dell'intelligenza artificiale guarda con estremo interesse a questo progetto, poiché la disponibilità di memorie con banda passante superiore è il vero fattore abilitante per l'addestramento dei modelli linguistici di grandi dimensioni (LLM) e per le applicazioni di calcolo ad alte prestazioni (HPC).

Il percorso verso il 2026 vedrà certamente nuove rivelazioni tecniche e test prestazionali più approfonditi. L'alleanza tra il mondo accademico giapponese e i giganti industriali rappresenta un segnale forte: la corsa all'hardware per l'IA non è più solo una questione di processori, ma di come i dati possono muoversi all'interno del sistema con la massima rapidità possibile. Saimemory con la sua HB3DM si candida a essere il cuore pulsante dei supercomputer di prossima generazione, segnando un punto di svolta fondamentale nella storia della microelettronica moderna e della competizione tecnologica tra est e ovest.

Pubblicato Giovedì, 30 Aprile 2026 a cura di Anna S. per Infogioco.it

Ultima revisione: Giovedì, 30 Aprile 2026

Anna S.

Anna S.

Anna è una giornalista dinamica e carismatica, con una passione travolgente per il mondo dell'informatica e le innovazioni tecnologiche. Fin da giovane, ha sempre nutrito una curiosità insaziabile per come la tecnologia possa trasformare le vite delle persone. La sua carriera è caratterizzata da un costante impegno nell'esplorare le ultime novità in campo tecnologico e nel raccontare storie che ispirano e informano il pubblico.


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