SSD, prezzi in aumento per le memorie NAND: i costi contrattuali quadruplicano in un anno
Le stime di TrendForce indicano un rincaro del 15-20% nel quarto trimestre del 2026, spinto dalla forte domanda di infrastrutture per l'intelligenza artificiale.
Il settore dei componenti informatici affronta una fase di forte pressione economica dovuta al rincaro costante delle memorie NAND flash, elemento fondamentale per la produzione di unità a stato solido. Secondo i dati elaborati da TrendForce, le previsioni per il quarto trimestre del 2026 indicano un nuovo aumento dei prezzi contrattuali stimato tra il 15% e il 20% rispetto al periodo precedente. Questo incremento si inserisce in un contesto di rialzi che ha caratterizzato tutto l'anno, portando il costo dei componenti a livelli sensibilmente più alti rispetto alla media storica recente.
L'entità di questo fenomeno emerge con chiarezza dai dati riportati da Tech Insider, i quali evidenziano come nel terzo trimestre del 2026 il prezzo contrattuale di un SSD da 256 GB basato su tecnologia TLC abbia raggiunto circa 134,20 dollari. Per fare un confronto, nello stesso periodo dell'anno precedente il costo si attestava a 33,30 dollari: si tratta di una crescita del 303%, che ha quadruplicato la spesa necessaria per i produttori di dispositivi. Una tendenza speculare è stata osservata per le unità da 512 GB, i cui prezzi sono passati da 62,40 dollari a 252 dollari nell'arco di dodici mesi. Queste cifre, pur riferendosi ai mercati di fornitura industriale e non ai listini dei negozi, segnalano una pressione significativa sui costi di produzione dei personal computer.
La causa principale di questa dinamica risiede nell'espansione massiccia delle infrastrutture dedicate all'intelligenza artificiale. La domanda di SSD di classe enterprise, misurata in termini di capacità complessiva, è destinata a crescere di oltre l'80% nel corso del 2026. Poiché i fornitori di memorie privilegiano i prodotti destinati ai data center, caratterizzati da margini di profitto più elevati, la disponibilità di componenti per il mercato consumer risulta limitata. Durante l'anno, TrendForce ha dovuto correggere più volte le proprie stime: se nel primo trimestre l'aumento previsto era del 55-60%, nel secondo si è arrivati a punte del 70-75%. La previsione del 15-20% per la fine dell'anno indica quindi un rallentamento della crescita, ma non una riduzione dei prezzi assoluti.
In risposta a questa situazione, i principali produttori di PC hanno adottato strategie di contenimento dei costi che incidono direttamente sulle specifiche dei prodotti finali. In molti modelli di fascia media, la capacità di archiviazione standard è stata ridotta per evitare di ribaltare interamente i rincari dei componenti sul prezzo di vendita. Allo stesso tempo, le aziende produttrici stanno attingendo alle scorte accumulate nei mesi passati, riducendo i nuovi volumi di acquisto per far fronte a una domanda da parte dei consumatori che appare indebolita dai prezzi elevati. Questa resistenza del mercato finale sta spingendo alcuni fornitori di memorie a offrire condizioni più elastiche, un fattore che potrebbe contribuire a stabilizzare parzialmente il segmento dei dispositivi client nei prossimi mesi.
Articolo realizzato con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione. Come lavoriamo
Pubblicato il 26 ottobre 2026, 20:07 a cura di Anna Sulac per Infogioco.it.


























