Il mondo dei videogiochi su PC è nuovamente scosso da un acceso dibattito riguardante le esclusive temporanee tra le diverse piattaforme digitali. Questa volta, al centro della discussione troviamo Alan Wake 2, l'acclamato survival horror psicologico sviluppato da Remedy Entertainment. Il titolo, sin dal suo lancio nell'ottobre del 2023, è disponibile unicamente su Epic Games Store, senza che vi siano al momento indicazioni concrete riguardo a un suo futuro approdo su Steam.
A riaccendere la miccia è stato Michael Douse, director of publishing presso Larian Studios, la software house dietro al successo planetario di Baldur's Gate 3. Douse ha espresso pubblicamente i suoi dubbi circa la sostenibilità economica di una simile strategia, innescando una pronta replica da parte dello studio finlandese Remedy, che ha difeso a spada tratta la validità dell'accordo stipulato con Epic Games.
Il fulcro della controversia risiede in un dato di fatto: Alan Wake 2 ha impiegato ben un anno intero per iniziare a generare royalties per Remedy, raggiungendo il traguardo di 2 milioni di copie vendute, cifra necessaria per ammortizzare i costi di sviluppo anticipati da Epic. Douse ha messo in discussione questa dinamica attraverso un thread sui social media, ipotizzando che l'assenza del gioco da Steam potrebbe aver causato una perdita potenziale di centinaia di milioni di dollari in mancate vendite, una situazione che avrebbe potuto mettere in difficoltà finanziaria Remedy e che una distribuzione su più piattaforme avrebbe probabilmente evitato.
Il dirigente di Larian ha risposto direttamente a Tim Sweeney, CEO di Epic Games, che aveva difeso il modello di competizione tra i vari store online, sostenendo che "Epic e Steam competono per ogni cliente e per ogni singola vendita, ma una cosa rimane costante in ogni transazione: i giocatori e gli sviluppatori ne traggono vantaggio avendo più opzioni e offerte migliori". Tuttavia, secondo Douse, la realtà dei fatti dipinge un quadro differente, con esempi concreti di giochi che hanno ottenuto risultati inferiori alle aspettative proprio a causa dell'esclusività su Epic Games Store.
La critica di Douse si estende alla strategia complessiva di Epic volta a conquistare quote di mercato nel segmento PC premium. Lo studio di Baldur's Gate 3 ritiene che l'approccio basato sulla distribuzione gratuita di titoli, con l'obiettivo di convertire centinaia di milioni di giocatori di Fortnite in acquirenti di esperienze premium, non stia producendo i risultati sperati. Il paragone con App Store e Google Play è particolarmente significativo: secondo Douse, queste piattaforme hanno trascorso un decennio a svalutare giochi e app al punto da rendere quasi impossibile vendere titoli premium senza deprezzarli massicciamente anche su altri sistemi.
La risposta di Remedy non si è fatta attendere, giungendo con un messaggio diretto e inequivocabile. Lo studio finlandese ha dichiarato che, senza il finanziamento di Epic Publishing, Alan Wake 2 semplicemente non sarebbe mai esistito. Remedy ha definito l'accordo "molto equo" per lo sviluppatore, sottolineando come questi contratti complessi possano richiedere anche un anno per essere finalizzati e spesso risultino svantaggiosi per chi sviluppa, mentre in questo caso specifico tutto si è concluso in pochi mesi con condizioni favorevoli. La posizione dello studio è chiara: Epic Games è stato e rimane un partner eccellente, indipendentemente dalla presenza o assenza su Steam.
Il contesto finanziario di Remedy fornisce ulteriori elementi utili alla discussione. Nonostante il successo di critica ottenuto da Alan Wake 2, lo studio ha affrontato un periodo economicamente delicato prima che il gioco iniziasse a generare profitti effettivi. Questa situazione ha sollevato interrogativi legittimi circa la sostenibilità del modello di finanziamento con esclusiva temporanea, soprattutto considerando che Steam domina il mercato PC con una quota di utenti significativamente superiore rispetto a Epic Games Store.
Guardando al futuro, Remedy ha diversificato la propria strategia di partnership. Control 2, attualmente in sviluppo con il nome provvisorio di Control Resonant, vedrà Annapurna Pictures finanziare il 50% dello sviluppo, mentre la stessa Annapurna si occuperà di creare adattamenti cinematografici e televisivi sia del franchise Control che di Alan Wake. Questa mossa indica una chiara volontà dello studio di ridurre la dipendenza da singoli publisher e di esplorare nuove forme di monetizzazione cross-mediale delle proprie proprietà intellettuali. Questa strategia potrebbe rappresentare una via per garantire maggiore stabilità finanziaria e una maggiore libertà creativa per Remedy nei suoi progetti futuri.

