Microsoft sta intraprendendo una svolta strategica nel campo dell'intelligenza artificiale (IA), mirando a raggiungere una "vera autosufficienza" attraverso lo sviluppo di modelli proprietari e la riduzione della dipendenza da OpenAI. Questa ambiziosa mossa è stata annunciata da Mustafa Suleyman, responsabile della divisione AI di Microsoft, e segna una nuova fase nella competizione tra le due aziende.
La ristrutturazione dei rapporti con OpenAI, avvenuta nell'ottobre precedente, ha spinto Microsoft a intraprendere un percorso autonomo. L'azienda prevede di sviluppare soluzioni avanzate internamente, sfruttando ingenti risorse e competenze specializzate. "Dobbiamo sviluppare modelli fondamentali avanzati proprietari, disponendo di gigawatt di potenza di calcolo e di alcuni dei migliori team al mondo per l'addestramento dell'IA", ha affermato Suleyman.
Attualmente, Microsoft sta investendo somme considerevoli nella raccolta e nell'organizzazione di vasti set di dati, essenziali per l'addestramento di sistemi avanzati. Questo impegno rappresenta un pilastro fondamentale della missione di raggiungere una vera autosufficienza nel settore dell'IA.
In precedenza, Microsoft si era affidata ai modelli di OpenAI, in cui aveva investito, per alimentare i propri servizi di IA, incluso l'assistente Copilot. Tuttavia, la ristrutturazione ha consentito a OpenAI di acquisire maggiore autonomia nella scelta dei partner infrastrutturali e di evolvere in un concorrente diretto. Nonostante ciò, Microsoft ha mantenuto una partecipazione in OpenAI, attualmente valutata circa 135 miliardi di dollari, e ha assicurato l'accesso ai modelli avanzati fino al 2032.
Parallelamente, Microsoft ha diversificato i propri investimenti, sostenendo altri sviluppatori di IA come Anthropic e Mistral, e ha accelerato lo sviluppo di modelli proprietari, previsti per il rilascio nel corso di quest'anno. Questa strategia multiforme mira a garantire una posizione di leadership nel panorama dell'IA in rapida evoluzione.
Suleyman ha espresso una visione audace del futuro del lavoro, prevedendo che "la maggior parte delle attività svolte in ufficio, che si tratti di avvocati, contabili, project manager o esperti di marketing, saranno completamente automatizzate dall'IA nei prossimi 12-18 mesi". Nei prossimi due-tre anni, gli agenti IA saranno in grado di coordinare in modo efficiente i flussi di lavoro all'interno delle grandi organizzazioni. Con il tempo, l'IA acquisirà la capacità di apprendere e migliorare autonomamente, svolgendo compiti in modo sempre più indipendente.
Secondo Suleyman, "creare un nuovo modello sarà come registrare un podcast o pubblicare un post su un blog. Sarà possibile sviluppare un'IA che soddisfi le esigenze di qualsiasi organizzazione o individuo sul pianeta".
Per realizzare questa visione, Microsoft dovrà affrontare una concorrenza agguerrita. Anthropic ha ottenuto risultati significativi nello sviluppo di strumenti di IA per la generazione di codice, mentre OpenAI e Google promuovono attivamente servizi per i clienti aziendali. Microsoft prevede di investire 140 miliardi di dollari in spese in conto capitale nell'anno fiscale in corso, che si concluderà a giugno, per potenziare la propria infrastruttura per l'IA. Tuttavia, gli investitori hanno finora reagito con scetticismo a questa iniziativa, con un calo del 13% del valore delle azioni Microsoft nell'ultimo mese. Suleyman ha rassicurato gli investitori, affermando che "ci troviamo in un momento senza precedenti e i mercati stanno cercando di capire come influenzerà la situazione nei prossimi cinque anni. Siamo tutti convinti che questi risultati si accumuleranno e aumenteranno i ricavi e i profitti".
Suleyman ha inoltre menzionato altri progetti di Microsoft nel campo dell'IA, tra cui lo sviluppo di una "superintelligenza medica" per migliorare i sistemi sanitari e la creazione di una "superintelligenza umanistica", ovvero tecnologie avanzate di IA che non si oppongano alla volontà degli sviluppatori. "Dobbiamo rivedere questo aspetto e partire dal presupposto che dovremmo implementare nel mondo sistemi che possiamo controllare con certezza e che funzionino in modo subordinato a noi. Questi strumenti, come qualsiasi altra tecnologia del passato, sono progettati per aumentare il benessere umano e servirlo, non per superarlo", ha concluso il capo della divisione AI di Microsoft.

