OpenAI, la società dietro al rivoluzionario ChatGPT, è in trattative avanzate con il colosso tecnologico G42 di Abu Dhabi per sviluppare una versione speciale del suo chatbot di intelligenza artificiale (IA) destinata agli Emirati Arabi Uniti (EAU). L'iniziativa, come riportato da Semafor, mira a plasmare l'IA per adattarla al dialetto locale, alle peculiarità culturali e alle rigorose normative del paese. Si prevede che il principale fruitore di questa versione personalizzata sarà il governo degli EAU, desideroso di integrare l'IA nei suoi servizi e operazioni.
Questo progetto rappresenta uno dei primi esempi di localizzazione profonda della tecnologia di intelligenza artificiale, illustrando l'approccio delle aziende americane nel navigare mercati con regolamentazioni specifiche. Le autorità degli EAU hanno da tempo espresso il desiderio di accedere a modelli avanzati che padroneggino la lingua araba e che condividano i valori della monarchia. Tuttavia, lo sviluppo di modelli all'avanguardia come ChatGPT rimane un'impresa complessa, riservata a potenze tecnologiche come gli Stati Uniti e la Cina.
Secondo fonti interne al progetto, il governo degli EAU si aspetta che il comportamento del chatbot sia in linea con la linea politica della monarchia. In parallelo, OpenAI continuerà a fornire negli Emirati l'accesso alla versione globale di ChatGPT. Il suo funzionamento sarà limitato solo nei casi in cui il contenuto richiesto sia esplicitamente proibito dalla legislazione locale. In tali situazioni, il sistema notificherà all'utente l'impossibilità di soddisfare la richiesta. Un approccio simile è già stato adottato da Google e Apple per operare in mercati regolamentati.
L'adattamento dell'IA generativa ai requisiti di censura presenta nuove sfide tecniche. A differenza del software tradizionale, che è prevedibile, i grandi modelli linguistici operano in modo non deterministico, rendendo il loro comportamento meno controllabile. Esiste anche il rischio di violazioni di tali sistemi al fine di rimuovere le restrizioni. Un'ulteriore sfida per i fornitori di modelli è la concorrenza con modelli di IA open source, che possono essere implementati localmente senza alcuna limitazione.
Il gruppo G42 è guidato dallo sceicco Tahnoon bin Zayed Al Nahyan, consigliere per la sicurezza nazionale degli EAU. I dettagli finali dell'accordo sono ancora in fase di definizione. Questa partnership strategica sottolinea l'importanza crescente dell'intelligenza artificiale nel mondo arabo e la volontà degli Emirati Arabi Uniti di essere all'avanguardia nell'adozione di tecnologie innovative, pur mantenendo un forte controllo sui contenuti e sui valori promossi.
L'accordo tra OpenAI e G42 rappresenta un precedente significativo nel panorama dell'IA, evidenziando come le aziende tecnologiche stiano affrontando la sfida di bilanciare l'innovazione con le esigenze culturali e politiche dei diversi paesi. Resta da vedere come questa collaborazione influenzerà lo sviluppo futuro dell'IA e la sua diffusione a livello globale, soprattutto in contesti con normative stringenti e valori specifici.

