Elon Musk, attraverso la sua SpaceX, ha avviato una selezione di specialisti per un progetto ambizioso: la creazione di data center orbitanti. L'obiettivo è realizzare una costellazione di un milione di satelliti, ognuno capace di generare circa 100 kW di potenza di calcolo per tonnellata di massa, aggiungendo annualmente 100 gigawatt per alimentare l'intelligenza artificiale (IA).
Secondo quanto riportato da Business Insider, Musk ha annunciato questi piani in una nota interna, collegando l'iniziativa all'acquisizione della sua startup xAI da parte di SpaceX. Musk è convinto che questa sia l'unica via percorribile per espandere ulteriormente le tecnologie legate all'IA. Durante una conversazione con Dwarkesh Patel, conduttore di un podcast, l'imprenditore ha affermato che entro 30-36 mesi lo spazio diventerà il luogo più economicamente vantaggioso per ospitare infrastrutture di IA.
Patel ha obiettato che l'elettricità rappresenta solo il 10-15% dei costi operativi totali dei data center e che la manutenzione di strutture orbitanti potrebbe vanificare qualsiasi risparmio. Musk ha risposto che il problema non è il costo dell'energia, ma la sua disponibilità fisica, sottolineando che al di fuori della Cina la produzione di elettricità è in stagnazione, rendendo impossibile l'ulteriore espansione delle infrastrutture terrestri.
Le cifre confermano l'entità del problema. Secondo il Dipartimento dell'Energia degli Stati Uniti, nel 2023 i data center hanno consumato circa il 4,4% dell'intera energia elettrica del paese. I grandi data center consumano già elettricità quanto grandi città e gli investimenti globali nel settore sono stimati in trilioni di dollari. L'Agenzia Internazionale dell'Energia stima che nel 2024 la quota globale dei data center sarà dell'1,5% del consumo mondiale, mentre la società di consulenza McKinsey prevede che entro il 2030 il settore richiederà investimenti per 6,7 trilioni di dollari. Trasferire le capacità di calcolo in orbita permetterebbe di ridurre la pressione sulle reti energetiche locali e liberare risorse terrestri, secondo Musk. Questa visione si inserisce in un contesto più ampio di crescente domanda di energia per l'IA, che pone sfide significative per la sostenibilità e la capacità delle infrastrutture esistenti.
L'idea di data center orbitanti solleva diverse questioni tecniche ed economiche. La gestione termica nello spazio, la necessità di sistemi di raffreddamento efficienti e la manutenzione dei satelliti sono solo alcune delle sfide da superare. Tuttavia, i potenziali benefici in termini di accesso all'energia e riduzione dell'impatto ambientale potrebbero rendere questa soluzione interessante nel lungo termine. Resta da vedere se SpaceX riuscirà a realizzare questa ambiziosa visione e a rendere i data center orbitanti una realtà concreta.
La competizione nel settore dei data center è in aumento, con aziende come Amazon Web Services (AWS), Microsoft Azure e Google Cloud che investono massicciamente in nuove infrastrutture. L'ingresso di SpaceX in questo mercato potrebbe portare a nuove innovazioni e a una maggiore diversificazione delle soluzioni disponibili. L'approccio di Musk, focalizzato sull'utilizzo dello spazio come risorsa, potrebbe aprire nuove frontiere per lo sviluppo tecnologico e la sostenibilità energetica.

