Un team di scienziati dell'Università di Donghua, in Cina, ha annunciato una scoperta rivoluzionaria nel campo delle batterie zinco-aria, una promettente alternativa a basso costo alle più diffuse batterie al litio. Queste batterie, pur offrendo un potenziale significativo, hanno finora sofferto di limitazioni tecnologiche, in particolare la lentezza delle reazioni di riduzione e produzione di ossigeno sugli elettrodi.
Il gruppo di ricerca cinese ha sviluppato un approccio ingegnoso per affrontare questa sfida cruciale: l'utilizzo della luce per accelerare le reazioni chimiche all'interno della batteria. Tradizionalmente, per potenziare tali reazioni si impiegano catalizzatori, spesso costituiti da metalli preziosi, il cui costo elevato ne preclude l'utilizzo su larga scala. I ricercatori cinesi hanno invece optato per un catalizzatore a base di semiconduttori, un diodo integrato negli elettrodi a livello nanometrico. Questi 'diodi' reagiscono alla luce, generando elettroni e lacune su entrambi i lati della giunzione p-n, un principio fondamentale dell'elettronica.
Il catalizzatore sviluppato è un composito costituito da nanolamine di nitruro di carbonio grafitico (g-C₃N₄) di tipo n e da una rete conduttiva di nanofibre di carbonio (CNF) di tipo p, in cui sono integrati centri attivi doppi di cobalto: nanoparticelle di cobalto racchiuse in nanotubi di carbonio (Co@CNT) e centri Co–N₄ (atomi singoli di cobalto legati all'azoto). Questa struttura permette un'efficace separazione spaziale degli elettroni e delle lacune indotte dai fotoni: sotto l'effetto della luce, gli elettroni migrano verso lo scheletro di carbonio, accelerando la reazione di riduzione dell'ossigeno, mentre le lacune favoriscono la reazione di produzione di ossigeno.
Grazie a questo innovativo 'foto-potenziamento', le batterie hanno mostrato prestazioni notevoli: una densità di potenza di picco di 310 mW/cm², paragonabile alle migliori batterie al litio commerciali, e cicli di carica e scarica stabili per oltre 1100 ore senza una significativa perdita di efficienza. Le versioni flessibili delle batterie hanno mantenuto le loro prestazioni anche dopo ripetute flessioni (da 0° a 180° e ritorno a 0°), raggiungendo una potenza di 96 mW/cm². L'assenza di metalli preziosi come il platino e l'utilizzo di materiali economici come zinco, aria, carbonio e cobalto rendono questa tecnologia particolarmente promettente in termini di costi e sostenibilità.
Le possibili applicazioni di queste batterie sensibili alla luce sono molteplici. Un settore particolarmente interessante è quello delle soluzioni ibride che combinano impianti solari e accumulo di energia. L'energia solare, una fonte rinnovabile ma intermittente, può essere immagazzinata in queste batterie per essere utilizzata quando necessario, garantendo un approvvigionamento energetico più stabile e affidabile. Un altro campo di applicazione promettente è quello dell'elettronica indossabile. La natura 'fotofila' di queste batterie le rende ideali per dispositivi che vengono utilizzati principalmente alla luce del giorno, sfruttando l'energia solare per prolungare la durata della batteria e ridurre la dipendenza dalla ricarica da rete elettrica.
La ricerca sulle batterie zinco-aria è in continua evoluzione, con l'obiettivo di migliorarne ulteriormente le prestazioni, la durata e la sostenibilità. L'innovazione introdotta dai ricercatori dell'Università di Donghua rappresenta un passo significativo verso la realizzazione di batterie zinco-aria ad alte prestazioni, economiche e rispettose dell'ambiente, aprendo nuove prospettive per un futuro energetico più pulito e sostenibile. L'uso della luce come catalizzatore rappresenta un approccio originale e promettente, che potrebbe portare a ulteriori sviluppi e applicazioni in questo campo.

