In un panorama tecnologico in continua evoluzione, emerge un'applicazione che, seppur con una premessa macabra, sta riscuotendo un successo sorprendente tra gli utenti Apple iPhone in Cina. Si tratta di "Sei Morto?" (Are You Dead?), un'app che ha scalato rapidamente le classifiche delle app a pagamento, come riportato da 9to5Mac. Il concetto alla base di questa applicazione è tanto semplice quanto inquietante: gli utenti devono effettuare il check-in ogni due giorni, confermando di essere ancora in vita.
L'app, il cui nome originale è "Ты умер?", si basa su un'idea elementare ma efficace. Ogni 48 ore, l'utente deve aprire l'applicazione e premere un pulsante ben visibile per attestare la propria esistenza. In caso contrario, l'app si incarica di contattare la persona indicata come contatto di emergenza, segnalando una potenziale situazione di pericolo. Questa funzionalità, per quanto possa sembrare eccessiva, risponde a una necessità sentita da molti, soprattutto tra i giovani che vivono da soli.
Lanciata nel maggio dell'anno precedente, "Sei Morto?" non aveva inizialmente suscitato grande clamore. Tuttavia, nelle ultime settimane, l'attenzione nei suoi confronti è cresciuta esponenzialmente. Giovani residenti in aree urbane, spesso soli, hanno iniziato a scaricarla in massa, tanto da farla diventare l'applicazione a pagamento più scaricata nel paese. Questa tendenza riflette un fenomeno sociale in crescita: si stima che entro il 2030, in Cina, ci saranno circa 200 milioni di famiglie composte da una sola persona. Il successo di "Sei Morto?" è quindi un sintomo di questa realtà, evidenziando la necessità di soluzioni che mitighino il senso di isolamento e solitudine.
L'applicazione è disponibile anche al di fuori della Cina, con il nome di Demumu. Anche nel mercato internazionale, l'app ha riscosso un certo successo, raggiungendo la sesta posizione nella classifica dell'App Store statunitense, al costo di 0,99 dollari. Nella sua versione originale cinese, l'app si chiama "死了么?" (Sǐ le ma? – "Sei morto?"), un chiaro riferimento alla frase "饿了么?" (È le ma? – "Hai fame?"), che è anche il nome di un popolare servizio di consegna di cibo nel paese. Questo gioco di parole sottolinea l'ironia e l'originalità dell'applicazione, che, pur affrontando un tema delicato come la morte, lo fa con un approccio leggero e accattivante.
L'idea alla base di "Sei Morto?" è indubbiamente cupa, ma allo stesso tempo suscita curiosità. Se l'applicazione dovesse mantenere la sua popolarità nel tempo, è plausibile che Apple, sempre attenta a questo tipo di iniziative, possa decidere di adattare una funzionalità simile, magari integrando un sistema di check-in nell'app Messaggi, consentendo agli utenti di comunicare reciprocamente il proprio arrivo a destinazione in modo sicuro. Questo dimostrerebbe come un'idea apparentemente macabra possa trasformarsi in uno strumento utile per combattere la solitudine e promuovere il benessere sociale.
La diffusione di app come "Sei Morto?" solleva importanti interrogativi sul ruolo della tecnologia nella società contemporanea. Da un lato, queste applicazioni possono contribuire a mitigare il senso di isolamento e a fornire un supporto, seppur virtuale, a chi vive da solo. Dall'altro, è fondamentale interrogarsi sulle implicazioni psicologiche di un'app che si basa sulla paura della morte e sulla necessità di confermare costantemente la propria esistenza. In ogni caso, il successo di "Sei Morto?" rappresenta un fenomeno interessante che merita di essere approfondito e analizzato, per comprendere meglio le dinamiche sociali e tecnologiche che caratterizzano il nostro tempo.

