Hacker tentano di clonare Gemini: Google sventa maxi-attacco

Oltre 100.000 prompt utilizzati per carpire i segreti dell'IA di Google, ma i sistemi di sicurezza hanno bloccato l'operazione

Hacker tentano di clonare Gemini: Google sventa maxi-attacco

Un allarme rosso è scattato nei laboratori di Google: un sofisticato attacco informatico mirava a carpire i segreti di Gemini, l'avanzata intelligenza artificiale sviluppata dal colosso di Mountain View. La rivelazione è giunta direttamente dal Threat Intelligence Group di Google, che ha svelato i dettagli di un'operazione di "distillazione" orchestrata da un gruppo di hacker particolarmente agguerriti.

L'attacco, datato Febbraio 2026, ha visto gli aggressori inondare Gemini con oltre 100.000 prompt, una vera e propria pioggia di richieste formulate ad arte per sondare le vulnerabilità del sistema e ricostruirne il comportamento interno. L'obiettivo? Clonare il modello, replicandone le capacità e, potenzialmente, sfruttandole per scopi illeciti o per ottenere un vantaggio competitivo sul mercato.

La tecnica utilizzata, nota come "distillation attack", non prevede l'intrusione nei server o il furto di codice sorgente. Al contrario, sfrutta l'accesso all'API (Application Programming Interface) del modello per interrogarlo massivamente e analizzare le risposte. In sostanza, gli hacker cercano di "imparare" come l'IA reagisce a diverse tipologie di input – domande, comandi, stili linguistici – per poi addestrare un modello concorrente che ne imiti il comportamento.

Google ha chiarito che tale pratica viola i termini di servizio e configura una forma di furto di proprietà intellettuale. Nel caso specifico di Gemini, gli attaccanti hanno variato costantemente le domande e i contesti linguistici, nel tentativo di individuare pattern ricorrenti e dedurre il meccanismo con cui il chatbot elabora le risposte, con particolare attenzione alla "catena di ragionamento interna" (chain of thought), ovvero il processo logico che porta l'IA a una determinata conclusione.

Fortunatamente, il tentativo di clonazione è fallito. I sistemi di monitoraggio di Google hanno rilevato l'attività sospetta in tempo reale, bloccando gli account coinvolti e rafforzando le protezioni per prevenire ulteriori attacchi. L'azienda ha inoltre confermato che non si è verificata alcuna fuga di dati sensibili.

Sebbene Google non abbia rivelato l'identità dei responsabili, ha precisato che molti tentativi di questo tipo provengono da aziende private e ricercatori indipendenti, desiderosi di accaparrarsi un vantaggio competitivo nel fiorente settore dell'IA generativa. Questo episodio, tuttavia, mette in luce una tendenza preoccupante: l'utilizzo improprio dell'IA per scopi malevoli. Il report di Google evidenzia, ad esempio, esperimenti con phishing automatizzato e generazione di malware tramite API, a dimostrazione che le tecnologie generative stanno diventando un bersaglio sempre più appetibile per i criminali informatici.

La competizione nel campo dell'intelligenza artificiale è sempre più agguerrita. La "distillazione" di modelli avanzati come Gemini rappresenta una minaccia concreta per aziende come Google, che vedono compromesso il proprio vantaggio tecnologico. La battaglia per il controllo dell'IA si gioca non solo sull'hardware e sui dati, ma anche sulla protezione del "comportamento interno" delle intelligenze artificiali, un asset che oggi vale quanto (se non più) il codice sorgente stesso.

Questo incidente sottolinea l'importanza cruciale della sicurezza nell'era dell'IA. Le aziende devono investire in sistemi di monitoraggio avanzati e protezioni robuste per difendere i propri modelli da attacchi sempre più sofisticati. Allo stesso tempo, è necessario un dibattito pubblico aperto e trasparente sull'etica e la governance dell'IA, per garantire che queste tecnologie siano utilizzate in modo responsabile e a beneficio di tutta l'umanità. La posta in gioco è alta: il futuro dell'innovazione e della sicurezza digitale dipendono da come sapremo affrontare queste sfide.

Pubblicato Venerdì, 13 Febbraio 2026 a cura di Marco P. per Infogioco.it

Ultima revisione: Venerdì, 13 Febbraio 2026

Marco P.

Marco P.

Editore professionista appassionato di sport come calcio, padel, tennis e tanto altro. Sarò il vostro aggiornamento quotidiano sulle nuove release di giochi nel mondo delle slot machine da casino sia fisico che online e inoltre, anche cronista sportivo.


Consulta tutti gli articoli di Marco P.

Footer
Articoli correlati
Contenuto promozionale
Contenuto promozionale
Contenuto promozionale
Contenuto promozionale
Infogioco.it - Sconti