La battaglia tra Disney e Google si intensifica nel campo dell'intelligenza artificiale (IA). A dicembre, Disney ha formalmente accusato Google di sfruttare impropriamente la sua proprietà intellettuale, definendo i prodotti IA del gigante tecnologico come "distributori automatici virtuali" di contenuti protetti da copyright. L'accusa principale riguarda la capacità di questi strumenti di generare, su richiesta degli utenti, immagini di alta qualità di personaggi iconici come Yoda, Darth Vader, Iron Man e Winnie the Pooh. Da allora, i modelli di IA di Google, tra cui Gemini e Nano Banana, hanno iniziato a rifiutare tali richieste.
Quando si tenta di generare un'immagine di un personaggio Disney tramite un prompt testuale, i modelli IA di Google ora rispondono con un messaggio che indica: "Non posso generare l'immagine richiesta al momento a causa di preoccupazioni da parte di fornitori di contenuti terzi. Modifica la tua richiesta e riprova". Tuttavia, secondo esperti del settore, i prodotti Google basati sull'IA continuano a produrre immagini correlate a Disney se vengono caricate foto dei personaggi insieme a prompt testuali.
Lo scontro tra le due società è iniziato a dicembre, quando Disney ha inviato a Google una lettera di 32 pagine in cui si chiedeva di porre fine alle presunte attività illecite, descrivendo in dettaglio come strumenti IA come Veo, Nano Banana e Gemini stessero violando massicciamente il copyright di Disney. La lettera includeva numerosi esempi che mostravano come semplici prompt testuali potessero portare alla creazione di immagini di alta qualità dei personaggi Disney.
Nella lettera, Disney ha richiesto a Google di cessare la violazione del copyright e di interrompere l'addestramento dei modelli basati sulla proprietà intellettuale di Disney. Prima di inviare la lettera formale, Disney aveva espresso le sue preoccupazioni per diversi mesi, senza ottenere risultati. È importante notare che Disney ha inviato questo avvertimento a Google quasi contemporaneamente alla conclusione di un accordo di licenza da 1 miliardo di dollari con OpenAI, evidenziando una strategia diversificata nell'approccio all'IA.
Un portavoce di Google ha commentato la situazione dichiarando: "Abbiamo una relazione lunga e reciprocamente vantaggiosa con Disney e continueremo a interagire con loro. Utilizziamo dati disponibili pubblicamente dall'internet aperto per creare la nostra IA e abbiamo sviluppato ulteriori controlli del copyright, come Google-extended e Content ID per YouTube, che forniscono ai siti e ai titolari di copyright il controllo sui propri contenuti". Questa risposta suggerisce che Google intende difendere le proprie pratiche e continuerà a collaborare con Disney per risolvere le controversie.
La questione solleva interrogativi significativi sul futuro dell'IA e sulla protezione del copyright nell'era digitale. Mentre le aziende continuano a sviluppare e implementare tecnologie di IA sempre più sofisticate, diventa essenziale trovare un equilibrio tra l'innovazione e il rispetto dei diritti di proprietà intellettuale. La battaglia tra Disney e Google potrebbe stabilire un precedente importante per il modo in cui le aziende tecnologiche gestiranno il copyright in futuro.
Parallelamente, emergono dibattiti sul ruolo delle leggi esistenti in materia di copyright nell'era dell'IA. Alcuni esperti sostengono che le leggi attuali non sono sufficientemente attrezzate per affrontare le sfide poste dall'IA generativa, mentre altri ritengono che le leggi esistenti possano essere interpretate e applicate in modo da proteggere adeguatamente i titolari di copyright. La controversia tra Disney e Google evidenzia la necessità di un dialogo continuo tra le aziende tecnologiche, i titolari di copyright e i legislatori per sviluppare un quadro giuridico chiaro e aggiornato che tenga conto delle nuove realtà dell'IA.

