Alphabet, la società madre di Google, si prepara a raccogliere circa 15 miliardi di dollari attraverso la vendita di obbligazioni di alta qualità denominate in dollari statunitensi. Questa mossa strategica rappresenta un ulteriore passo avanti nell'ambito dei finanziamenti da parte delle aziende che partecipano al boom degli investimenti nel settore dell'Intelligenza Artificiale (IA). Secondo fonti ben informate, i principali operatori del settore, i cosiddetti hyperscaler, prevedono di investire complessivamente oltre 650 miliardi di dollari quest'anno per espandere le proprie infrastrutture dedicate all'IA. Al momento, gli investitori sembrano accogliere favorevolmente le emissioni di debito di queste società, ma crescono le preoccupazioni riguardo alla possibilità di una bolla speculativa nel settore dell'IA.
Secondo indiscrezioni, Alphabet sta effettuando la vendita delle obbligazioni in sette tranche distinte. Le prime indicazioni sui prezzi per la tranche più lunga dell'operazione, ovvero le obbligazioni con scadenza nel 2066, suggeriscono un premio di circa 1,2 punti percentuali rispetto ai titoli del Tesoro. Oltre all'emissione di obbligazioni in dollari statunitensi, la società ha incaricato diverse banche di valutare la possibilità di emettere titoli di debito in franchi svizzeri e sterline britanniche, includendo anche rare obbligazioni con scadenza a 100 anni.
La scorsa settimana, Alphabet ha annunciato che le spese in conto capitale della società per quest'anno raggiungeranno i 185 miliardi di dollari, superando significativamente le precedenti stime degli esperti. Anche gli utili di Alphabet per il quarto trimestre hanno superato le aspettative degli analisti. In precedenza, Alphabet aveva fatto ricorso al mercato obbligazionario statunitense a novembre, raccogliendo 17,5 miliardi di dollari attraverso la vendita di obbligazioni con scadenza a 50 anni, la più lunga emissione di obbligazioni tecnologiche societarie in dollari statunitensi dello scorso anno. Contemporaneamente, la società ha venduto obbligazioni per un valore di 6,5 miliardi di euro in Europa.
Secondo una stima di Bloomberg Intelligence, entro il 2029, la spesa complessiva in conto capitale per l'intelligenza artificiale, l'infrastruttura cloud e i centri di elaborazione dati raggiungerà i tre trilioni di dollari. Questo dato evidenzia l'enorme potenziale di crescita del settore, ma allo stesso tempo solleva interrogativi sulla sostenibilità di tali investimenti e sulla possibile formazione di una bolla speculativa. L'ingente quantità di capitale riversata nell'IA da parte di aziende come Alphabet, Microsoft, Amazon e altre, sta alimentando una corsa all'innovazione senza precedenti, ma è fondamentale monitorare attentamente l'evoluzione del mercato per evitare rischi eccessivi.
Le strategie di investimento di Alphabet e dei suoi concorrenti nel settore dell'IA sono guidate dalla crescente domanda di soluzioni basate sull'intelligenza artificiale in diversi settori, tra cui la ricerca online, la pubblicità, l'automazione dei processi aziendali e lo sviluppo di nuovi prodotti e servizi. Tuttavia, la competizione è sempre più intensa e il rischio di investimenti non redditizi è concreto. La capacità di Alphabet di generare un ritorno adeguato sui propri investimenti nell'IA dipenderà dalla sua capacità di sviluppare tecnologie innovative, attrarre e fidelizzare i migliori talenti e adattarsi rapidamente ai cambiamenti del mercato.
In conclusione, l'emissione di obbligazioni da parte di Alphabet per finanziare la propria espansione nell'IA rappresenta una mossa audace e ambiziosa, ma anche un segnale dei rischi e delle opportunità che caratterizzano questo settore in rapida evoluzione. Sarà fondamentale monitorare attentamente l'andamento degli investimenti nell'IA e la loro capacità di generare valore a lungo termine per evitare il rischio di una bolla speculativa che potrebbe avere conseguenze negative per l'intero settore tecnologico.

