La scorsa settimana è stata una delle più turbolente per il mercato delle criptovalute da oltre tre anni. Il Bitcoin ha subito un calo significativo, precipitando del 16% e attestandosi a $70.008, segnando una perdita del 45% rispetto al picco di ottobre di $126.273. Anche Ethereum ha risentito della volatilità, con un decremento del 24%, scendendo a $2052, e allontanandosi del 59% dal suo massimo storico.
Nonostante un parziale recupero registrato nella giornata di venerdì, la settimana appena trascorsa ha sollevato interrogativi sulle cause di questo improvviso ribasso e sulle prospettive future del mercato crypto. A differenza dei precedenti periodi di crisi, come lo scoppio della bolla delle ICO nel 2018 o il collasso dell'exchange FTX di Sam Bankman-Fried nel 2022, innescato dal crollo di TerraUSD e Luna, questa volta sembra mancare una causa scatenante univoca e facilmente identificabile.
Michael Novogratz, CEO di Galaxy Digital, ha ammesso la difficoltà nell'individuare un trigger specifico per questa ondata di vendite. Tuttavia, diversi esperti hanno avanzato alcune teorie per spiegare il fenomeno. Anthony Pompliano, a capo di ProCap Financial, suggerisce che i trader potrebbero aver spostato i propri investimenti verso mercati alternativi, attratti dalle opportunità offerte dall'intelligenza artificiale e dalle tecnologie di machine learning (ML).
Un'altra ipotesi riguarda la figura di Kevin Warsh, candidato di Trump alla guida della Federal Reserve (FED). Il mercato lo percepisce come un sostenitore di politiche monetarie restrittive, orientate al rafforzamento del dollaro statunitense, il che potrebbe aver generato timori tra gli investitori in criptovalute. Inoltre, un ruolo potrebbe aver giocato anche lo stallo del Clarity Act, la legge sulla trasparenza del mercato degli asset digitali, bloccata al Congresso a causa di divergenze tra exchange crypto e banche tradizionali.
Nonostante le incertezze, diversi analisti ritengono che la ripresa del mercato potrebbe essere più rapida rispetto alle crisi passate. Jasper De Maere di Wintermute, ad esempio, sottolinea la solidità dell'infrastruttura attuale e l'assenza di fallimenti clamorosi come elementi che potrebbero favorire una ripresa più veloce. Inoltre, la crescente popolarità delle stablecoin e il persistente interesse degli investitori istituzionali, seppur temporaneamente attenuato, rappresentano segnali positivi.
Parallelamente, MicroStrategy, la società guidata da Michael Saylor, ha annunciato una perdita trimestrale di $12 miliardi a causa della svalutazione del Bitcoin. Tuttavia, lo stesso Saylor, durante una conference call con gli investitori, ha invitato a mantenere una prospettiva di lungo termine, con un orizzonte di pianificazione di almeno quattro anni. Questo suggerisce una fiducia incrollabile nel potenziale a lungo termine del Bitcoin, nonostante le fluttuazioni a breve termine.
In sintesi, il recente crollo del Bitcoin rappresenta un momento di incertezza, ma anche un'opportunità per valutare attentamente le dinamiche del mercato e le prospettive future. La mancanza di una causa scatenante chiara rende difficile prevedere con certezza l'andamento dei prezzi nel breve termine, ma la solidità dell'infrastruttura, l'interesse degli investitori istituzionali e la fiducia di figure chiave come Michael Saylor lasciano intravedere una possibile ripresa più rapida rispetto alle crisi passate. Resta fondamentale monitorare attentamente l'evoluzione del mercato e adottare strategie di investimento prudenti e diversificate.

