Il Bitcoin ha subito un brusco calo, scendendo del 1,59% a 93.684 dollari, una cifra inferiore al picco raggiunto dopo l'elezione del presidente Donald Trump. Secondo Bloomberg, il 6 ottobre il Bitcoin aveva toccato un massimo storico di 126.251 dollari, per poi iniziare a declinare in seguito alle dichiarazioni di Trump sui dazi, che hanno innescato un'ondata di vendite sui mercati globali.
La criptovaluta ha perso oltre il 10% del suo valore negli ultimi sette giorni, segnando la terza settimana consecutiva di ribassi. Questo recente declino ha cancellato oltre il 30% dei guadagni accumulati da gennaio.
Edul Patel, CEO di Mudrex, attribuisce il calo del Bitcoin ai timori sull'inflazione negli Stati Uniti. A suo dire, la riduzione dei dazi su alcuni prodotti agricoli annunciata da Trump, nel tentativo di contenere l'aumento dei prezzi alimentari, ha acuito la volatilità a breve termine. Tuttavia, ha osservato che gli investitori hanno aumentato le posizioni lunghe rispetto alla settimana precedente, acquistando attivamente la criptovaluta durante il calo sotto i 100.000 dollari.
Matthew Hougan, Chief Investment Officer di Bitwise Asset Management a San Francisco, ha commentato: "Il mercato nel suo complesso non è propenso al rischio. Le criptovalute sono state una sorta di canarino nella miniera di carbone, le prime a cedere."
Nel corso dell'ultimo mese, molti dei maggiori acquirenti – dai gestori di fondi negoziati in borsa alle tesorerie aziendali – si sono ritirati silenziosamente, privando il mercato del sostegno che aveva contribuito a spingere la criptovaluta a livelli record all'inizio dell'anno.
Gli investitori istituzionali sono stati la spina dorsale della crescita del Bitcoin quest'anno. Secondo i dati di Bloomberg, gli ETF hanno attratto complessivamente oltre 25 miliardi di dollari, portando il valore degli asset a circa 169 miliardi di dollari. Questi afflussi costanti hanno sostenuto lo status della criptovaluta come diversificatore di portafoglio – una protezione contro l'inflazione, la svalutazione monetaria e l'instabilità politica. Tuttavia, questa posizione è sempre precaria, lasciando al mercato la possibilità di optare per uno scenario più tranquillo, ma non meno destabilizzante: un deflusso.
Jake Kennis, analista senior di Nansen, ha spiegato: "La massiccia svendita di asset è il risultato della simultanea presa di profitto da parte degli investitori a breve termine, del deflusso di fondi da parte degli investitori istituzionali, dell'incertezza macroeconomica e della chiusura di posizioni lunghe con leva finanziaria. È evidente che il mercato ha temporaneamente scelto un trend discendente dopo un lungo periodo di consolidamento/oscillazione in un intervallo ristretto."
Questo crollo del Bitcoin solleva interrogativi cruciali sul futuro delle criptovalute. Mentre alcuni esperti vedono in questo ribasso un'opportunità di acquisto, altri temono una correzione più profonda del mercato. L'inflazione persistente negli Stati Uniti, le politiche economiche incerte e la volatilità intrinseca delle criptovalute contribuiscono a creare un clima di incertezza. Sarà fondamentale monitorare attentamente l'evoluzione del mercato e le decisioni degli investitori istituzionali per comprendere se questo è solo un temporaneo ribasso o l'inizio di una fase di declino più prolungata.
Aggiornamento: Recenti analisi indicano una correlazione crescente tra il Bitcoin e i mercati azionari tradizionali, suggerendo che le criptovalute non sono più considerate un porto sicuro indipendente. Le decisioni delle banche centrali, in particolare della Federal Reserve, e gli sviluppi geopolitici globali avranno un impatto significativo sul futuro del Bitcoin e delle altre criptovalute.

