Il gigante cinese Lenovo, leader mondiale nella produzione di PC, sta affrontando una sfida complessa: la crisi del mercato delle memorie. Nonostante la sua posizione dominante, l'azienda ha subito un calo del 21% degli utili nell'ultimo trimestre, principalmente a causa dell'aumento vertiginoso dei prezzi delle memorie e di altri componenti essenziali.
Yang Yuanqing, presidente del consiglio di amministrazione e amministratore delegato di Lenovo, ha espresso preoccupazione durante la presentazione dei risultati trimestrali. Ha sottolineato che lo "squilibrio strutturale tra offerta e domanda di chip di memoria non è una semplice fluttuazione a breve termine". Secondo il CEO, questa situazione critica continuerà a influenzare negativamente l'intero settore informatico per tutto l'anno in corso, se non oltre.
La situazione è resa ancora più complessa dall'impennata dei prezzi delle DRAM. Yuanqing ha rivelato che, solo nell'ultimo trimestre, i prezzi delle DRAM sono raddoppiati, dopo un aumento del 40-50% nel trimestre precedente. Un'oscillazione di tale portata non si era mai verificata nel mercato delle memorie, e Lenovo si aspetta che questa crisi persista a lungo.
Questo scenario ha avuto un impatto diretto sui risultati finanziari dell'azienda. L'utile netto di Lenovo è sceso del 21%, attestandosi a 546 milioni di dollari, nonostante un aumento del fatturato del 18%, raggiungendo i 22,2 miliardi di dollari. La discrepanza tra la crescita del fatturato e il calo degli utili evidenzia chiaramente la pressione esercitata dall'aumento dei costi dei componenti.
Tuttavia, non tutto è negativo per Lenovo. L'azienda sta investendo con successo nel settore dell'intelligenza artificiale (AI). I prodotti legati all'AI hanno registrato un aumento del fatturato del 72% nell'ultimo trimestre. Questo successo non si limita all'hardware per server, ma include anche alcune tipologie di PC. Quasi un terzo del fatturato totale di Lenovo proviene dalla vendita di prodotti legati all'AI.
La strategia di Lenovo è chiara: puntare sull'AI per compensare le difficoltà derivanti dall'aumento dei prezzi dei componenti. L'azienda prevede che la transizione verso dispositivi con supporto per l'AI contribuirà a mitigare l'impatto negativo sulla domanda di PC e smartphone. Nonostante le sfide, Lenovo prevede una crescita a doppia cifra, in termini percentuali, nei settori PC e infrastrutture nei prossimi trimestri.
Un elemento chiave della strategia di Lenovo è la sua capacità di sfruttare le economie di scala. La dirigenza aziendale ritiene che le dimensioni del suo business le offrano un vantaggio significativo nell'approvvigionamento di memorie e nella negoziazione di contratti a lungo termine rispetto ai concorrenti più piccoli. Secondo i dati di Omdia, nel quarto trimestre, Lenovo ha dominato il mercato mondiale dei PC con una quota del 26%, spedendo 19,3 milioni di computer. HP Inc. si è classificata seconda con il 21% del mercato, mentre Dell ha raggiunto solo il 16%.
In sintesi, Lenovo sta navigando in acque agitate a causa della crisi del mercato delle memorie. L'aumento dei prezzi delle DRAM e la carenza di componenti hanno pesato sugli utili dell'azienda. Tuttavia, Lenovo sta reagendo attivamente a questa sfida, investendo nell'AI e sfruttando le sue dimensioni per ottenere vantaggi competitivi. Il futuro di Lenovo dipenderà dalla sua capacità di gestire la crisi delle memorie e di capitalizzare le opportunità offerte dall'AI.

