Il Dipartimento del Commercio degli Stati Uniti ha inflitto una multa di 252 milioni di dollari ad Applied Materials, colosso americano nella produzione di attrezzature per semiconduttori, per aver violato le sanzioni e fornito illegalmente macchinari al produttore cinese di chip SMIC (Semiconductor Manufacturing International Corporation). La vicenda, resa nota da Reuters, getta nuova luce sulle tensioni commerciali tra USA e Cina nel settore tecnologico e sulle strategie adottate per aggirare le restrizioni imposte.
L'indagine, avviata nel 2023, ha rivelato che Applied Materials avrebbe esportato attrezzature per l'impianto di ioni, fondamentali nella produzione di chip, attraverso una filiale in Corea del Sud. In questo modo, la merce veniva assemblata e poi spedita in Cina, eludendo i controlli e le sanzioni imposte a SMIC fin dal dicembre 2020, quando era stata inserita nella lista delle aziende sospettate di legami con l'esercito cinese.
Secondo le autorità statunitensi, Applied Materials avrebbe effettuato almeno 56 spedizioni tra il 2021 e il 2022, per un valore complessivo di 126 milioni di dollari. La multa inflitta, pari al doppio del valore delle esportazioni illecite, rappresenta la massima sanzione prevista per questo tipo di violazioni. L'azienda, dal canto suo, ha dichiarato di accettare la sanzione e di considerare chiusa la questione una volta effettuato il pagamento.
Questo episodio evidenzia la crescente difficoltà per le aziende occidentali di operare nel mercato cinese, soprattutto nel settore tecnologico, a causa delle restrizioni imposte dagli Stati Uniti. Le sanzioni hanno avuto un impatto significativo sui ricavi di Applied Materials in Cina, che nel trimestre precedente rappresentavano solo il 25% del totale, rispetto al 28% dell'intero 2025. La società prevede un'ulteriore contrazione dei ricavi provenienti dal mercato cinese nel corso di quest'anno.
La vicenda di Applied Materials si inserisce in un contesto più ampio di competizione tecnologica tra USA e Cina, con il governo americano che cerca di limitare l'accesso di Pechino alle tecnologie più avanzate per la produzione di semiconduttori. Le sanzioni contro SMIC, in particolare, mirano a ostacolare lo sviluppo dell'industria cinese dei chip e a proteggere la leadership tecnologica degli Stati Uniti.
Tuttavia, le restrizioni imposte dagli USA sembrano stimolare la Cina a investire massicciamente nello sviluppo di una filiera nazionale di produzione di semiconduttori, con l'obiettivo di ridurre la dipendenza dall'estero. La vicenda di Applied Materials dimostra come le aziende occidentali siano costrette a muoversi in un equilibrio delicato tra le opportunità offerte dal mercato cinese e i rischi legati alle sanzioni e alle tensioni geopolitiche.

