Un altro colpo per xAI, la startup di intelligenza artificiale fondata da Elon Musk. Tony Wu, co-fondatore dell'azienda, ha annunciato lunedì le sue dimissioni, aggiungendosi a una serie di figure chiave che hanno abbandonato il progetto. La notizia arriva in un momento delicato per xAI, con indiscrezioni sempre più insistenti sull'acquisizione da parte di SpaceX, operazione che, secondo gli esperti, potrebbe rappresentare una delle più grandi fusioni nella storia tecnologica.
Prima di Wu, avevano già lasciato xAI Igor Babushkin, Kyle Kosic e Christian Szegedy. Inoltre, il mese scorso Greg Yang ha comunicato il suo allontanamento per motivi di salute. Di fatto, il team iniziale di dodici fondatori, che nel 2023 avevano affiancato Musk nel lancio di xAI, si è notevolmente ridotto.
In un post sulla piattaforma X, Wu ha scritto che è giunto il momento di iniziare un nuovo capitolo professionale. "È un'era di enormi opportunità, in cui un piccolo team, armato di intelligenza artificiale, può smuovere le montagne e ridefinire i confini del possibile". Parole che lasciano intendere una visione ancora ottimistica sul potenziale dell'IA, nonostante le difficoltà incontrate.
Le dimissioni di Wu coincidono con un periodo particolarmente turbolento per xAI. L'azienda ha dovuto affrontare un'ondata di proteste da parte degli utenti e verifiche da parte delle autorità di regolamentazione in diversi paesi. Al centro delle polemiche, lo strumento di generazione di immagini integrato in Grok, accusato di consentire la creazione e la diffusione massiccia di deepfake espliciti basati su fotografie di persone reali, anche minorenni, senza il loro consenso.
Le accuse hanno sollevato seri interrogativi sull'etica e la sicurezza delle tecnologie di intelligenza artificiale generativa, e sulla necessità di regolamentare con maggiore attenzione il loro utilizzo. Il caso di xAI non è isolato: anche altre aziende del settore, come OpenAI e Google, sono state oggetto di critiche simili per i rischi connessi alla diffusione di deepfake e alla manipolazione dell'informazione.
Ricordiamo che Musk ha lanciato xAI il 12 luglio 2023, insieme ad altri undici esperti, con l'obiettivo dichiarato di competere con i giganti del settore, come OpenAI e Google. Fin dal suo esordio, il sito web dell'azienda ha proclamato un obiettivo ambizioso: "comprendere la vera natura dell'Universo". Un'aspirazione che, alla luce delle recenti difficoltà, appare sempre più lontana. Resta da vedere se l'acquisizione da parte di SpaceX potrà rappresentare una svolta per xAI, o se la startup è destinata a rimanere un esperimento fallito nel panorama dell'intelligenza artificiale.
L'addio di Tony Wu solleva interrogativi sul futuro di xAI e sulla sua capacità di competere con i leader del settore. La concorrenza nel campo dell'intelligenza artificiale è sempre più agguerrita, con aziende come Microsoft, Amazon e Meta che investono ingenti risorse nello sviluppo di nuove tecnologie. In questo scenario, xAI dovrà dimostrare di avere le carte in regola per ritagliarsi un ruolo di primo piano.

