Ilya Lichtenstein, un hacker con doppia cittadinanza russa e americana, è stato rilasciato anticipatamente dalla prigione dopo aver scontato solo 14 mesi di una condanna a cinque anni. La sua liberazione è avvenuta grazie al First Step Act, una legge firmata da Donald Trump durante il suo mandato presidenziale. Lichtenstein era stato condannato per il furto di 119.700 bitcoin dalla piattaforma di scambio di criptovalute Bitfinex avvenuto nel 2016.
"Grazie al First Step Act del presidente Trump, sono stato rilasciato anticipatamente dalla prigione", ha annunciato Lichtenstein tramite un post sul social network X. Ha inoltre aggiunto di essere determinato a dare un contributo positivo alla sicurezza informatica il prima possibile. Il tempo trascorso in custodia cautelare dopo il suo arresto nel 2022 è stato detratto dalla sua pena, riducendo significativamente il periodo di detenzione.
Il First Step Act, una riforma del sistema carcerario statunitense, è stato proposto e approvato nel 2018 con l'obiettivo di ridurre i costi per i contribuenti e di promuovere la riabilitazione dei detenuti. La legge prevede una serie di incentivi per i prigionieri che partecipano a programmi di riabilitazione e che dimostrano buona condotta, permettendo loro di ottenere una riduzione della pena.
Un rappresentante dell'amministrazione Trump ha confermato il rilascio anticipato di Lichtenstein al canale CNBC, sottolineando che l'hacker aveva scontato una parte significativa della sua condanna e che attualmente si trova agli arresti domiciliari in conformità con la legge e le politiche del Bureau of Prisons (FBOP).
L'attacco a Bitfinex, avvenuto nell'agosto del 2016, aveva portato al furto di 119.754 BTC, equivalenti a circa 71 milioni di dollari al momento del fatto e a oltre 10 miliardi di dollari al valore attuale. Le autorità sono riuscite a recuperare circa 94.000 BTC, e nel gennaio del 2025 la procura statunitense ha presentato una richiesta per restituire questi bitcoin a Bitfinex. Tuttavia, circa 25.000 BTC risultano ancora dispersi.
Lichtenstein si è dichiarato colpevole di cospirazione per riciclaggio di denaro e di hacking di criptovalute. Secondo le ricostruzioni, sarebbe riuscito a convertire circa 25.000 BTC in altre criptovalute e in monete d'oro fisiche, gran parte delle quali sono state recuperate dal governo degli Stati Uniti.
Anche la moglie di Lichtenstein, Heather Morgan, è stata coinvolta nel caso. Morgan si è dichiarata colpevole di aver contribuito al riciclaggio dei fondi rubati ed è stata condannata a 18 mesi di prigione nel febbraio del 2025. Anche lei ha annunciato il suo rilascio anticipato in ottobre. Il caso Lichtenstein-Morgan ha suscitato grande interesse nell'ambito della sicurezza informatica e delle criptovalute, evidenziando le sfide legate alla protezione degli asset digitali e alla lotta contro il riciclaggio di denaro.
La vicenda solleva anche interrogativi sull'efficacia delle leggi sulla riforma carceraria come il First Step Act, che pur mirando a ridurre la popolazione carceraria e a promuovere la riabilitazione, possono portare alla scarcerazione anticipata di individui coinvolti in crimini finanziari di grave entità. Il caso di Ilya Lichtenstein, dunque, rappresenta un esempio emblematico delle complessità e delle implicazioni legate alla giustizia penale e alla sicurezza nel mondo delle criptovalute.

