Il 2026 si preannuncia come l'anno della definitiva affermazione dei dispositivi Android XR. Google e Samsung, due colossi del settore tecnologico, sono in procinto di lanciare sul mercato occhiali intelligenti dotati di intelligenza artificiale e display trasparenti, aprendo nuove frontiere nell'ambito della realtà aumentata. Google, consapevole delle peculiarità di questa nuova tipologia di dispositivi, ha già delineato una serie di principi guida per la progettazione di applicazioni dedicate, che si discostano significativamente dalle convenzioni consolidate nel mondo Android.
Il team di design di Google ha sviluppato Glimmer, una libreria per il framework Jetpack Compose, pensata specificamente per agevolare lo sviluppo di interfacce utente destinate agli schermi trasparenti tipici degli occhiali intelligenti. A differenza dell'approccio adottato da Apple con VisionOS, che fa leva su elementi in vetro opaco e tonalità scure per creare contrasto e migliorare la visibilità, Google predilige un approccio basato sulla trasparenza e sulla percezione della profondità, ispirandosi al funzionamento naturale della vista umana. Il concetto chiave è quello di un'"interfaccia a portata di mano", in cui gli elementi virtuali appaiono fluttuare a una distanza di circa un metro dall'utente.
Invece di mescolare colori e tonalità diverse, Google punta a sfruttare la messa a fuoco del display e la sfocatura dello sfondo per rendere il testo facilmente leggibile, emulando i meccanismi di accomodamento dell'occhio umano. Gli elementi grafici e il testo vengono proiettati sugli schermi trasparenti in modo da simulare una posizione a circa un metro di distanza dal viso dell'utente. Si prediligono elementi chiari e luminosi per evitare che le tonalità scure ostacolino la visione periferica durante l'interazione con l'interfaccia. Abbandonando gli elementi di Material Design, caratterizzati da colori vivaci e sfondi opachi, Google opta per un'estetica più sobria e "neutra", in linea con la natura dei dispositivi indossabili.
Gli elementi bianchi e chiari sono affiancati da ombreggiature che contribuiscono a mitigare il problema dell'alone luminoso che può verificarsi quando la luce filtra attraverso gli elementi scuri. L'intensità delle ombre viene modulata per creare una gerarchia visiva, segnalando l'importanza relativa dei diversi elementi dell'interfaccia. Ad esempio, un pulsante associato a un messaggio pop-up può presentare un contorno più spesso e scuro, dando l'impressione di essere più vicino all'utente e, di conseguenza, più rilevante. Allo stesso modo, la dimensione dei caratteri viene utilizzata per influenzare la percezione della distanza e dell'importanza. Invece del tradizionale font Google Sans, utilizzato su smartphone e tablet, si preferisce una versione più arrotondata, che favorisce la leggibilità anche su sfondi complessi.
Considerando che gli occhiali intelligenti Android XR sono progettati per essere utilizzati principalmente in ambienti esterni, Google suggerisce agli sviluppatori di implementare notifiche che appaiano e scompaiano gradualmente, evitando l'effetto di sfocatura che può verificarsi durante il movimento. Questi avvisi delicati hanno lo scopo di "invitare" l'utente a concentrarsi, piuttosto che "costringerlo". Alcuni esempi di elementi dell'interfaccia sono stati pubblicati da Google sulla piattaforma Figma, offrendo agli sviluppatori un punto di partenza concreto per la creazione di applicazioni innovative per la realtà aumentata.
L'impegno di Google e Samsung nello sviluppo di dispositivi Android XR testimonia la crescente importanza della realtà aumentata nel panorama tecnologico attuale. Questi occhiali intelligenti, grazie all'integrazione dell'intelligenza artificiale e a un design innovativo, promettono di trasformare il modo in cui interagiamo con il mondo che ci circonda, aprendo nuove opportunità in svariati settori, dall'intrattenimento all'istruzione, fino all'assistenza sanitaria e all'industria.

