Una svolta epocale arriva dalla Cina nel campo delle neurotecnologie: un paziente paralizzato è stato in grado di controllare un computer con la sola forza del pensiero, grazie a un impianto cerebrale sviluppato dalla startup cinese NeuroXess. L'incredibile risultato è stato raggiunto in soli cinque giorni dall'intervento chirurgico, aprendo nuove speranze per le persone affette da paralisi e atrofia muscolare.
L'azienda, fondata nel 2021, ha sviluppato un sistema che si basa su elettrodi EEG impiantabili e un'unità indossabile che trasmette i segnali cerebrali interpretati a un computer. Questo dispositivo innovativo consente alle persone con paralisi di utilizzare il computer per lavorare, studiare, divertirsi e comunicare.
Il successo di NeuroXess è anche frutto del forte sostegno del governo cinese, che ha individuato negli impianti cerebrali un settore strategico per il futuro del paese. L'obiettivo è di creare entro il 2030 almeno due o tre aziende leader a livello mondiale in questo campo. Il supporto governativo facilita l'accesso alle risorse, accelera i test clinici e semplifica le approvazioni burocratiche. A partire da febbraio dello scorso anno, in Cina sono già stati condotti 10 esperimenti clinici con impianti cerebrali.
Il settore degli impianti cerebrali in Cina è in forte crescita, con almeno 24 round di finanziamento per startup specializzate nei primi 11 mesi dello scorso anno, un aumento del 30% rispetto all'anno precedente. La vasta popolazione cinese semplifica la ricerca di volontari disposti a partecipare ai test clinici, offrendo un vantaggio significativo rispetto ad altri paesi. Si stima che in Cina milioni di persone soffrano di perdita di mobilità e funzioni vocali, spesso a causa di traumi fisici.
NeuroXess punta a sviluppare impianti cerebrali che possano essere installati con metodi minimamente invasivi, per una maggiore sicurezza e accessibilità. La startup americana Neuralink, fondata da Elon Musk, ha già coinvolto 21 persone nei test dei suoi impianti cerebrali. Il dispositivo di Neuralink, simile a una moneta, viene impiantato nel cranio e i suoi sottilissimi elettrodi vengono inseriti nella corteccia cerebrale da un robot chirurgico ad alta precisione.
L'approccio di NeuroXess è diverso: utilizza una griglia di metallo e poliammide con minuscoli sensori che viene posizionata sulla superficie del cervello, consentendo di registrare un insieme più completo di segnali senza causare cicatrici o compromettere la qualità del segnale, come può accadere con l'inserimento di elettrodi nella corteccia cerebrale. Neuralink afferma che i suoi elettrodi, dieci volte più sottili di un capello umano, causano danni minimi ai tessuti cerebrali.
Neuralink vanta una maggiore velocità di trasmissione dei dati, raggiungendo i 10 bit al secondo, mentre gli impianti di NeuroXess si fermano a un quarto di questa velocità. Tuttavia, la tecnologia cinese offre un approccio meno invasivo e potenzialmente più sicuro. In Cina, numerose startup stanno lavorando anche su interfacce telepatiche non invasive, che però soffrono di problemi di precisione a causa dell'attenuazione dei segnali cerebrali da parte della scatola cranica. L'utilizzo di sensori a ultrasuoni e magnetici, combinato con l'intelligenza artificiale, potrebbe migliorare l'accuratezza di queste tecnologie.
L'esperienza acquisita con metodi invasivi come quelli di NeuroXess e Neuralink sarà fondamentale per sviluppare dispositivi non invasivi più efficaci in futuro. Le dimensioni del settore medico cinese e il forte sostegno governativo potrebbero accelerare ulteriormente i progressi in questo campo, aprendo nuove prospettive per il trattamento di patologie neurologiche e il miglioramento della qualità della vita di milioni di persone.

