Negli ultimi tre anni, il panorama delle energie rinnovabili ha subito una trasformazione significativa. I paesi più ricchi del G7 hanno mostrato un rallentamento nello sviluppo e nella pianificazione di progetti di energia "verde", mentre nazioni in via di sviluppo, guidate da Cina e India, hanno incrementato esponenzialmente i loro investimenti nel settore. Questo spostamento di potere solleva interrogativi sulla leadership occidentale e sulle iniziative globali per il clima.
Secondo un recente rapporto di Global Energy Monitor (GEM), la capacità complessiva dei progetti di energia eolica e solare su larga scala, in costruzione o in fase di pianificazione a livello globale, ha raggiunto un picco record di 4900 GW nel 2025. Rispetto al 2024, si registra un aumento di 500 GW (11%), trainato principalmente dai paesi emergenti.
La Cina, in particolare, ha superato tutti gli altri paesi con una capacità di nuovi progetti "verdi" superiore a 1500 GW, un valore equivalente alla somma dei progetti di Brasile (401 GW), Australia (368 GW), India (234 GW), Stati Uniti (226 GW), Spagna (165 GW) e Filippine (146 GW) messi insieme.
Al contrario, i paesi del G7 (Stati Uniti, Regno Unito, Francia, Germania, Italia, Canada, Giappone) rappresentano solo 520 GW (11%) dei nuovi progetti eolici e solari, nonostante detengano circa la metà della ricchezza mondiale. Questa disparità mette a rischio la loro leadership in un settore in rapida espansione.
"Il baricentro delle nuove energie pulite si è spostato decisamente verso i mercati emergenti e le economie in via di sviluppo", afferma GEM. "Nel 2025, i paesi del G7, nonostante la loro ricchezza, sono rimasti notevolmente indietro rispetto alla Cina e al resto del mondo in termini di tasso di crescita annuale della capacità produttiva."
Mentre altri paesi avanzano a grandi passi, i piani del G7 nel settore eolico e solare sono rimasti sostanzialmente invariati rispetto al 2023. Contestualmente, il tasso di espansione del mercato globale di nuovi impianti eolici e solari è rallentato, passando dal 22% nel 2024 all'11% nell'anno successivo, con un calo più marcato nella quota di progetti eolici. Dei 4900 GW di progetti in costruzione o in pianificazione monitorati da GEM, 2700 GW sono relativi all'energia eolica e 2200 GW all'energia solare.
Gli analisti attribuiscono questo rallentamento a barriere politiche e a una serie di aste fallite. Ad esempio, le aste per la sovvenzione dell'energia eolica offshore in Germania e nei Paesi Bassi nel 2025 non hanno attirato offerte, mentre un'asta in Danimarca è stata ufficialmente annullata l'anno scorso per mancanza di partecipanti alla fine del 2024. Le ragioni dietro a questo disinteresse sono molteplici e complesse, spaziando da iter burocratici farraginosi a incertezze normative e difficoltà di accesso ai finanziamenti. Inoltre, la competizione con fonti energetiche tradizionali, ancora ampiamente supportate da sussidi e infrastrutture consolidate, rappresenta una sfida non indifferente per lo sviluppo delle rinnovabili.
Nel 2025, secondo GEM, erano in costruzione circa 758 GW di impianti eolici e solari su larga scala, con circa tre quarti concentrati in Cina e India. Un'analisi separata pubblicata l'anno scorso ha evidenziato una riduzione della produzione di energia da carbone in entrambi i paesi. Questo dato suggerisce un impegno concreto verso la diversificazione energetica e la riduzione delle emissioni di gas serra, nonostante le sfide economiche e sociali che questi paesi devono affrontare.
È possibile che il mondo occidentale abbia altre priorità all'ordine del giorno, diverse dalla decarbonizzazione dell'economia. Tuttavia, è innegabile che lo spostamento del baricentro verso Oriente nel settore delle energie rinnovabili rappresenti un cambiamento epocale, con implicazioni geopolitiche, economiche e ambientali di vasta portata. Resta da vedere se il G7 sarà in grado di recuperare il terreno perduto e di riaffermare la propria leadership in questo settore cruciale per il futuro del pianeta.

