L'HONOR MagicBook X16 2026 si presenta come un'evoluzione nella serie di laptop entry-level, focalizzandosi su un'esperienza utente di qualità con un occhio di riguardo al rapporto prezzo/prestazioni. Questo modello, erede di una filosofia che privilegia chassis e input di buon livello, introduce una configurazione aggiornata, caratterizzata da un SSD veloce e una batteria da 60 Wh, promettendo un'autonomia superiore rispetto alle versioni precedenti.
Sotto la scocca, il MagicBook X16 2026 ospita un processore Intel Core Ultra 5 125H a 14 core. Pur non essendo un chip di ultimissima generazione, offre un incremento notevole di velocità rispetto ai processori Core di tredicesima generazione utilizzati da HONOR in passato. Nei test, si è riscontrato che il processore può sostenere una potenza di 40W. L'assenza di una scheda grafica dedicata è compensata dalla presenza della GPU integrata Intel Xe con 7 core grafici.
La memoria RAM ammonta a 16 GB, operante a una velocità di 6.400 MT/s, mentre lo storage è affidato a un SSD da 512 GB o 1 TB, a seconda della configurazione. Un miglioramento significativo rispetto al modello del 2025 è l'aumento della capacità della batteria, che passa da 42 Wh a 60 Wh.
Il laptop è disponibile con Windows 11 preinstallato o senza sistema operativo, con un prezzo di partenza di circa 70.000 rubli.
Dal punto di vista estetico, il MagicBook X16 2026 riprende il design dei modelli precedenti, con un telaio in alluminio grigio e uno spessore di 17,9 mm. Lo schermo da 16 pollici con risoluzione 1920 × 1200 e frequenza di aggiornamento di 60 Hz è dotato di un rivestimento antiriflesso e cornici sottili in plastica.
Nonostante l'utilizzo di pannelli stampati per lo chassis, il laptop si dimostra resistente alla deformazione. Il produttore dichiara che la struttura ha superato una serie di test meccanici per un totale di oltre 200.000 ore, che includono prove di resistenza delle porte, della tastiera, delle cerniere, test di resistenza a temperature elevate, umidità, nebbia salina, polvere e cadute. Unico neo, le cerniere del coperchio risultano un po' troppo rigide per consentire l'apertura con una sola mano.
La tastiera full-size con tastierino numerico offre una buona esperienza di digitazione, con una corsa dei tasti di 1,5 mm e un feedback preciso. Tuttavia, la rigidità del telaio non è sufficiente a prevenire la flessione della tastiera sotto pressione. I tasti sono realizzati in plastica ruvida e non dispongono di retroilluminazione. Manca anche un sensore biometrico per l'autenticazione.
Il touchpad, di dimensioni contenute, è posizionato a sinistra rispetto all'asse centrale del laptop. La sua superficie è ben fissata al telaio, eliminando vibrazioni indesiderate, e gli interruttori offrono un clic netto e udibile.
Per quanto riguarda la connettività, il MagicBook X16 2026 offre due porte USB Type-A (3.2 Gen 1 e Gen 2), una porta Type-C (3.2 Gen 2) utilizzabile per l'alimentazione e l'uscita video, una porta HDMI full-size e un jack TRRS per cuffie e microfono. L'alimentatore USB PD in dotazione eroga una potenza di 65 W.
Il sistema di raffreddamento prevede prese d'aria sul fondo e l'espulsione dell'aria calda tra la tastiera e lo schermo. La dissipazione del calore della SoC è affidata a una singola heatpipe. L'unico componente aggiornabile dall'utente è l'unità SSD.
I test del display, effettuati con un colorimetro X-Rite i1Display Pro Plus e l'applicazione DisplayCAL 3, rivelano una luminosità massima di 332 cd/m² e un rapporto di contrasto tipico dei pannelli IPS di 1.200:1.
La gamma colori copre il 67% dello spazio sRGB.
Nonostante l'assenza di un profilo colore preinstallato, lo schermo risulta ben calibrato, con una temperatura colore leggermente superiore allo standard di 6.500 K, ma stabile sulla maggior parte della scala di luminosità.
L'autonomia è stata misurata con una luminosità di 200 cd/m² in due scenari: navigazione web (apertura e chiusura di siti web ogni 25 secondi) e riproduzione video 4K HEVC. I test sono stati eseguiti con le impostazioni di potenza massima per la CPU e la GPU e di minima per la misurazione dell'autonomia.

