Nell'era dell'intelligenza artificiale, dove la creazione di contenuti musicali si fa sempre più sofisticata, Sony ha sviluppato un sistema innovativo per affrontare le sfide legate al copyright. La tradizionale concezione delle sette note musicali viene messa in discussione dall'abilità delle moderne IA di replicare non solo melodie e arrangiamenti, ma anche le voci degli artisti, sollevando complesse questioni legali e artistiche.
Il nuovo modello di IA sviluppato da Sony Group è in grado di analizzare un brano musicale generato artificialmente e determinare quali canzoni preesistenti sono state utilizzate nel suo processo di apprendimento e creazione. Il risultato dell'analisi viene espresso in termini quantitativi, ad esempio, indicando che il 30% della base musicale potrebbe essere simile a opere dei The Beatles, mentre un ulteriore 10% potrebbe richiamare la creatività dei Queen. Questo strumento si rivela particolarmente utile per valutare la necessità di corrispondere royalties ai detentori dei diritti originali.
Il funzionamento del sistema prevede due modalità. Se gli autori del brano analizzato sono disposti a collaborare con Sony Music Publishing, quest'ultima può connettersi direttamente al modello di IA utilizzato per la creazione della musica. In caso contrario, il modello di IA di Sony analizza autonomamente l'opera, confrontandola con un vasto database di brani esistenti per individuare somiglianze significative.
Al momento, non è stata ancora definita una data precisa per il lancio su vasta scala di questo sistema rivoluzionario. Tuttavia, è chiaro che Sony, in quanto importante editore musicale, ha un forte interesse nella protezione del copyright in un'epoca caratterizzata dalla proliferazione di contenuti generati dall'IA. Qualora si dimostrasse che nuove opere musicali sono state create attingendo in modo significativo a brani preesistenti, i loro autori sarebbero tenuti a versare le dovute licenze.
Nonostante l'importanza della tutela della proprietà intellettuale, alcuni esperti del settore ritengono che, al momento, i creatori di modelli di IA generativa siano maggiormente focalizzati sul miglioramento delle prestazioni dei loro sistemi piuttosto che sulla prevenzione di potenziali violazioni del copyright. Parallelamente, Sony ha sviluppato meccanismi di protezione per impedire a modelli di IA di terze parti di utilizzare immagini grafiche di cui detiene i diritti.
L'iniziativa di Sony rappresenta un passo significativo verso la definizione di un quadro normativo e tecnologico più chiaro per la gestione del copyright nell'era dell'intelligenza artificiale. La capacità di quantificare le somiglianze tra brani musicali generati dall'IA e opere preesistenti potrebbe rivoluzionare il modo in cui vengono gestiti i diritti d'autore e garantire una maggiore equità per gli artisti e i detentori dei diritti.
Il dibattito sul ruolo dell'IA nella creazione musicale è destinato a intensificarsi nei prossimi anni, con implicazioni significative per l'industria musicale, gli artisti e i consumatori. L'approccio di Sony potrebbe fungere da modello per altre aziende e istituzioni impegnate nella ricerca di soluzioni innovative per affrontare le sfide poste dall'intelligenza artificiale nel campo della creatività e della proprietà intellettuale. Resta da vedere come evolverà questo scenario complesso e in rapida evoluzione, ma è evidente che la tecnologia avrà un ruolo sempre più centrale nella definizione del futuro della musica.

