L'obiettivo di ridurre la dipendenza dalle importazioni è cruciale anche per i produttori europei di infrastrutture critiche. In quest'ottica, il Supercomputer Center di Barcellona (BSC-CNS) ha confermato la funzionalità dei processori TC1 da loro progettati con architettura RISC-V, realizzati con tecnologia Intel 3.
L'idea alla base di questo esperimento è la creazione di processori server che non dipendano da architetture proprietarie e dalle catene di produzione asiatiche. In realtà, i progettisti europei hanno semplicemente sostituito una dipendenza con un'altra, dato che la produzione dei nuovi processori è affidata all'americana Intel. Tuttavia, sembra che ripongano maggiori speranze nel mantenimento di relazioni amichevoli con gli Stati Uniti rispetto alla stabilità delle forniture da Taiwan.
I processori TC1 con architettura RISC-V erano inizialmente destinati alla produzione con tecnologia a 7 nm di TSMC, ma i progettisti sono riusciti a ottenere da Intel un lotto di prova di 500 esemplari, la maggior parte dei quali ha dimostrato il corretto funzionamento di tutte e tre le parti costitutive. Già nel maggio dello scorso anno erano stati ottenuti i primi esemplari di TC1, che avevano permesso di caricare il sistema operativo Linux su una piattaforma di test Intel Hawk Canyon V2. I processori TC1 hanno una struttura multi-chip e sono composti da tre parti con le proprie denominazioni univoche: Sargantana, Lagarto Ka e Lagarto Ox. Il sottosistema del processore centrale si trova su un chip di 15,2 mm quadrati, occupandone solo 3,2 mm quadrati. Sono supportate le interfacce PCI Express 5.0 e DDR5. Il processore raggiunge frequenze di clock di 1,25 GHz, superiori ai valori previsti.
Il processo produttivo Intel 3 non può essere definito all'avanguardia per gli standard del settore, ma rimane comunque interessante per i piccoli sviluppatori. D'altra parte, fornendo servizi di produzione a contratto di chip, la stessa Intel può migliorare la propria situazione finanziaria. Tuttavia, nel caso del BSC-CNS, non si parla di grandi volumi di produzione, ma l'esperimento dimostra almeno la fattibilità dell'idea. I progettisti europei, al fine di raggiungere l'indipendenza dalle architetture commerciali e dalle catene di approvvigionamento asiatiche, potrebbero prendere in considerazione questo schema per lanciare i propri processori sul mercato. L'iniziativa rappresenta un passo significativo verso una maggiore autonomia tecnologica per l'Europa, in un contesto globale in cui la sicurezza delle forniture e la sovranità tecnologica sono diventate priorità strategiche. La collaborazione tra centri di ricerca e aziende come Intel potrebbe aprire nuove prospettive per il futuro dell'industria dei semiconduttori europea, stimolando l'innovazione e creando nuove opportunità di crescita economica.
La scelta dell'architettura RISC-V, un'alternativa open source alle architetture proprietarie come ARM e x86, sottolinea ulteriormente l'impegno per l'indipendenza e la flessibilità. RISC-V consente ai progettisti di personalizzare i propri processori in base alle specifiche esigenze, senza dover pagare royalties o dipendere da fornitori esterni. Questo approccio potrebbe favorire lo sviluppo di soluzioni innovative e su misura per applicazioni specifiche, come l'intelligenza artificiale, l'elaborazione ad alte prestazioni e i sistemi embedded.
L'iniziativa del BSC-CNS e di Intel si inserisce in un quadro più ampio di sforzi a livello europeo per rafforzare l'industria dei semiconduttori e ridurre la dipendenza da fornitori esterni. L'Unione Europea ha lanciato diverse iniziative, come l'European Chips Act, per incentivare gli investimenti nella produzione di chip e promuovere la ricerca e lo sviluppo di nuove tecnologie. L'obiettivo è quello di raggiungere una quota del 20% della produzione mondiale di semiconduttori entro il 2030, creando un ecosistema europeo competitivo e sostenibile.
In conclusione, il successo dei processori TC1 rappresenta un importante passo avanti per l'indipendenza tecnologica europea. La collaborazione tra centri di ricerca e aziende come Intel, l'adozione di architetture open source come RISC-V e il sostegno delle istituzioni europee sono elementi chiave per costruire un futuro più sicuro e prospero per l'industria dei semiconduttori europea.

