La creazione di video tramite servizi di Intelligenza Artificiale (AI) sta generando crescenti tensioni legali, con studi cinematografici, detentori dei diritti d'autore e celebrità che si oppongono fermamente alla copia non autorizzata delle loro proprietà intellettuali e immagini. ByteDance, la società cinese dietro TikTok, si trova ora al centro di questa controversia a seguito del lancio del suo servizio di creazione video basato sull'AI, Seedance 2.0.
Simile a molti altri servizi di questo tipo, Seedance 2.0 consente agli utenti di generare video realistici a partire da semplici descrizioni testuali. Tuttavia, il lancio della piattaforma ha rapidamente portato alla proliferazione di video sui social media contenenti personaggi protetti da copyright e immagini che ricordano celebrità reali. Molti di questi contenuti hanno sollevato preoccupazioni legali, in particolare da parte dei detentori dei diritti con sede negli Stati Uniti.
In risposta alle crescenti critiche, ByteDance ha promesso di implementare meccanismi di protezione più rigorosi per tutelare gli interessi dei detentori dei diritti. "Stiamo adottando misure per rafforzare i meccanismi di protezione esistenti, al fine di prevenire l'uso improprio della proprietà intellettuale e delle sembianze (di celebrità) da parte degli utenti", hanno dichiarato i rappresentanti di ByteDance alla CNBC.
La Motion Picture Association (MPA), un'associazione di settore che rappresenta i principali studi cinematografici e piattaforme come Netflix negli Stati Uniti, ha prontamente espresso le proprie preoccupazioni a ByteDance. La MPA ha sollecitato l'azienda cinese a reprimere con decisione l'uso non autorizzato di immagini protette da copyright. Secondo i rappresentanti dell'associazione, tale attività non solo viola le leggi americane, ma mette anche a rischio milioni di posti di lavoro negli USA. La questione è particolarmente delicata in un periodo in cui l'industria dell'intrattenimento è già alle prese con le sfide poste dalla digitalizzazione e dalla pirateria.
Anche Disney ha inviato a ByteDance una lettera formale chiedendo la cessazione immediata dell'uso non autorizzato dei suoi personaggi iconici. Disney sospetta che ByteDance abbia utilizzato una libreria di immagini ottenuta illegalmente per addestrare il modello di AI di Seedance 2.0, presumendo erroneamente che fosse di pubblico dominio. È interessante notare che Disney ha precedentemente stretto un accordo con OpenAI, consentendo agli utenti dei servizi di AI di quest'ultima di integrare nei video generati alcuni personaggi riconoscibili di proprietà dello studio. Questa mossa strategica di Disney sottolinea la sua volontà di esplorare le opportunità offerte dall'AI, pur proteggendo rigorosamente i propri diritti di proprietà intellettuale. Anche Paramount Skydance ha inviato a ByteDance una richiesta formale la scorsa settimana, chiedendo il rispetto dei propri diritti di proprietà intellettuale.
La controversia tra ByteDance e i detentori dei diritti d'autore evidenzia le complesse sfide legali ed etiche che emergono con l'avvento dell'AI generativa. Mentre le tecnologie di AI continuano a evolversi, è fondamentale stabilire quadri normativi chiari che proteggano la proprietà intellettuale, promuovano l'innovazione e prevengano l'uso improprio delle immagini e dei personaggi protetti da copyright. Il caso di Seedance 2.0 potrebbe rappresentare un punto di svolta nella definizione di tali normative, con implicazioni significative per l'industria dell'intrattenimento e per il futuro della creazione di contenuti basati sull'AI. La questione rimane aperta e si prevede che nei prossimi mesi emergeranno ulteriori sviluppi legali e tecnologici.

