L'industria automobilistica si trova ad affrontare una nuova sfida: la crescente domanda di chip di memoria per i sistemi di intelligenza artificiale (AI) sta causando una carenza che si ripercuote sui costi di produzione delle auto. Sherry House, direttore finanziario di Ford Motor Company, ha recentemente lanciato l'allarme riguardo all'aumento dei prezzi delle automobili, collegato direttamente a questa situazione.
Durante il Wolfe Research Summit a New York, dedicato alle tecnologie automobilistiche e ai semiconduttori, House ha sottolineato come la sua azienda stia monitorando attentamente la situazione delle forniture e, al momento, disponga di scorte sufficienti. Tuttavia, la pressione sui prezzi di acquisto è innegabile, come riportato da Ford Authority.
La radice del problema risiede nelle decisioni strategiche dei tre principali produttori mondiali di memorie: Samsung, SK hynix e Micron. Queste aziende hanno scelto di riallocare le proprie capacità produttive verso i chip necessari per i data center di AI, molti dei quali sono ancora in fase di costruzione. Questa scelta ha portato a una riduzione delle scorte di memorie NAND e RAM disponibili per tutti gli altri settori, compreso quello automobilistico.
Per comprendere la portata del problema, si consideri l'esempio di un modulo di memoria RAM da 16 GB, il cui costo è aumentato da 110 dollari a 240 dollari in soli sette anni. E stiamo parlando di tecnologie obsolete; i componenti più recenti stanno diventando ancora più costosi. Questo incremento dei costi si traduce inevitabilmente in un aumento dei prezzi finali per i consumatori.
A complicare ulteriormente la situazione, Micron ha recentemente deciso di chiudere la divisione Crucial, che produceva memorie per il mercato al dettaglio, al fine di liberare capacità per i grandi clienti cloud come Amazon, Google, Meta, Microsoft e OpenAI. È ironico notare che, nel 2023, Micron stessa aveva pubblicato dati che indicavano come un'auto media utilizzasse già 90 GB di memoria in tutti i suoi moduli e prevedeva che questo volume sarebbe triplicato entro il 2026. In altre parole, il produttore aveva riconosciuto la crescente dipendenza dell'industria automobilistica dalla memoria, per poi dirottare le risorse verso un segmento completamente diverso.
Gli esperti del settore lanciano l'allarme da mesi riguardo a questa crisi imminente, ma finora pochi produttori di automobili hanno rilasciato commenti pubblici. Secondo gli analisti di Counterpoint Research, nel settore automobilistico si stanno già manifestando segnali di panico. "Stiamo già vedendo segnali di acquisti compulsivi [di chip di memoria] nel settore automobilistico", ha dichiarato MS Hwang di Counterpoint, citato da Bloomberg.
Le case automobilistiche, tra cui Ford, sono ora costrette a navigare in un mercato sempre più competitivo e costoso, dove l'accesso ai chip di memoria è diventato una risorsa strategica. La capacità di gestire questa sfida determinerà la competitività e la redditività delle aziende nel prossimo futuro. L'aumento dei prezzi delle auto potrebbe essere solo l'inizio di una serie di cambiamenti che interesseranno l'intero settore.

