Il mercato delle criptovalute è stato scosso da un'improvvisa ondata di vendite che ha visto il Bitcoin, la criptovaluta più longeva e popolare, precipitare sotto la soglia degli 80.000 dollari per la prima volta da aprile 2025. Questo brusco calo ha innescato una diminuzione di circa 111 miliardi di dollari nella capitalizzazione complessiva del mercato delle criptovalute nelle ultime 24 ore, seminando preoccupazione tra gli investitori.
Durante la chiusura delle contrattazioni a New York, il Bitcoin ha subito un calo del 10%, attestandosi a 75.709,88 dollari. Da inizio anno, le perdite complessive superano l'11%. Anche altre criptovalute di spicco, come Ether e Solana, hanno registrato significative flessioni, con perdite vicine al 17%. La capitalizzazione totale del mercato delle criptovalute ha subito una contrazione di 111 miliardi di dollari in un solo giorno. Nello stesso arco temporale, sono state chiuse posizioni corte e lunghe su criptovalute per un valore complessivo di 1,6 miliardi di dollari, con una concentrazione maggiore nelle ultime ore di negoziazione e sulle due criptovalute principali.
Secondo le analisi di settore, il ribasso attuale del Bitcoin è attribuibile alla delusione degli investitori, i quali si aspettavano una reazione positiva della criptovaluta a eventi che, in passato, ne avevano sostenuto il valore. Ad esempio, il dollaro statunitense si è indebolito per gran parte di gennaio, e le preoccupazioni degli investitori riguardo alle implicazioni politiche di Donald Trump sono aumentate. Tuttavia, il Bitcoin ha mostrato una scarsa reattività alle fluttuazioni del valore dei metalli preziosi e l'assenza di modifiche significative nella politica normativa delle autorità statunitensi in materia di criptovalute ha accentuato il pessimismo nei confronti del settore. Di conseguenza, gli investitori hanno preferito indirizzare i propri capitali verso beni rifugio come l'oro e l'argento, riducendo l'attrattiva del Bitcoin come asset di riserva.
Oltre alle dinamiche interne del mercato, la crescente tensione geopolitica tra Iran e Israele ha contribuito a esercitare pressione sul prezzo del Bitcoin. Le incertezze legate a possibili escalation del conflitto hanno spinto gli investitori verso asset considerati più sicuri in tempi di turbolenza globale. La società di analisi Needham prevede che i volumi di scambio del Bitcoin rimarranno contenuti per almeno uno o due trimestri. Questa previsione riflette la cautela degli investitori in un contesto di elevata incertezza economica e geopolitica, che potrebbe limitare la domanda di criptovalute nel breve termine.
In sintesi, il recente crollo del Bitcoin è il risultato di una combinazione di fattori, tra cui la delusione degli investitori, le tensioni geopolitiche e la concorrenza di altri asset rifugio. Mentre il futuro del mercato delle criptovalute rimane incerto, gli esperti raccomandano agli investitori di valutare attentamente i rischi e di diversificare i propri portafogli per mitigare le potenziali perdite.

