Un team di scienziati ha fatto una scoperta sorprendente: Thomas Edison, il genio dell'illuminazione elettrica, potrebbe aver sintetizzato il grafene ben 125 anni prima della sua identificazione ufficiale in laboratorio nel 2004. La ricerca, pubblicata sulla rivista ACS Nano nel gennaio 2026, getta nuova luce sugli esperimenti pionieristici di Edison e apre prospettive inattese sulla storia della scienza dei materiali.
Nel 1879, Thomas Edison era alla ricerca del filamento perfetto per la sua lampada a incandescenza. Sperimentò con diversi materiali, tra cui fibre di carbonio derivate dal bambù carbonizzato, riscaldandole elettricamente in condizioni di vuoto spinto. Questi esperimenti portarono alla creazione della prima lampadina commercialmente valida. Ora, un nuovo studio suggerisce che durante quel processo potrebbe essersi formato il grafene, un singolo strato di atomi di carbonio con proprietà straordinarie.
Il grafene è considerato un 'materiale miracoloso' per via della sua eccezionale resistenza, conducibilità e altre caratteristiche uniche. Fu isolato e descritto per la prima volta nel 2004 da Andre Geim e Konstantin Novoselov, che per questa scoperta vinsero il Premio Nobel per la Fisica nel 2010. La sua scoperta ha rivoluzionato la scienza dei materiali, aprendo la strada a innumerevoli applicazioni tecnologiche.
I ricercatori della Rice University hanno deciso di replicare le condizioni degli esperimenti di Edison. Il loro obiettivo era trovare metodi semplici per sintetizzare il grafene, e la scoperta è avvenuta in modo quasi casuale. Hanno utilizzato filamenti di carbonio simili a quelli usati da Edison, li hanno collegati a una fonte di corrente da 110 V e li hanno riscaldati per circa 20 secondi. Questo riscaldamento impulsivo, noto oggi come 'flash Joule heating', ha permesso di raggiungere temperature elevatissime, superiori ai 2000-3000 °C, in tempi brevissimi.
Dopo il breve riscaldamento, i filamenti hanno cambiato colore, passando dal grigio all'argento. Analisi microscopiche e spettroscopiche hanno confermato la presenza di grafene multistrato. Tuttavia, il grafene prodotto in questo modo si è rivelato instabile e tendeva a degradarsi in grafite nel tempo. Per questo motivo, Edison non poté individuare o sfruttare il materiale, anche perché all'epoca non esistevano gli strumenti adatti per identificarlo e la teoria del grafene fu sviluppata solo nel 1947.
I ricercatori sottolineano che le condizioni create nelle lampade di Edison si trovavano casualmente nella 'finestra' ideale per la formazione del grafene, grazie al riscaldamento rapido e intenso. Questa scoperta invita a riconsiderare gli esperimenti storici sotto una nuova luce: 'Il fatto che Edison possa aver prodotto grafene solleva interrogativi affascinanti su quali altre informazioni si celino negli esperimenti del passato'.
La scoperta che Thomas Edison potrebbe aver sintetizzato il grafene più di un secolo prima della sua identificazione ufficiale è un esempio affascinante di come la scienza possa riservare sorprese inaspettate. Ci ricorda che anche gli esperimenti apparentemente semplici possono nascondere scoperte rivoluzionarie, e che la curiosità e la perseveranza sono fondamentali per svelare i segreti del mondo che ci circonda. Questa vicenda sottolinea anche l'importanza di rivisitare il passato con gli occhi del presente, sfruttando le conoscenze e le tecnologie moderne per interpretare e valorizzare il lavoro dei pionieri della scienza.

