Retromarcia USA: Stop alle restrizioni sull'export di acceleratori di calcolo

L'amministrazione americana abbandona l'idea di vincolare la vendita di chip avanzati a investimenti in infrastrutture USA, aprendo nuovi scenari globali

Retromarcia USA: Stop alle restrizioni sull'export di acceleratori di calcolo

Un'importante svolta nella politica commerciale statunitense riguarda il settore degli acceleratori di calcolo. L'amministrazione americana ha infatti ritirato una proposta che avrebbe vincolato la vendita di questi dispositivi ad aziende e nazioni straniere alla condizione di sviluppare, in cambio, infrastrutture di calcolo sul suolo americano. La notizia, riportata da Reuters, segna un cambio di rotta rispetto alle intenzioni iniziali.

Il documento, precedentemente disponibile sul sito dell'Ufficio per gli Affari di Informazione e Regolamentazione degli Stati Uniti dal 26 febbraio, è stato rimosso. Questo progetto mirava a revisionare le regole sull'export, considerate dall'amministrazione Biden troppo complesse e bisognose di semplificazione. La nuova normativa avrebbe imposto restrizioni significative: i paesi interessati ad acquisire più di 200.000 acceleratori americani avrebbero dovuto fornire garanzie sull'uso sicuro della tecnologia, oppure impegnarsi a investire in infrastrutture di calcolo negli Stati Uniti.

Anche acquisti inferiori, compresi tra 100.000 e 200.000 unità, avrebbero richiesto garanzie intergovernative bilaterali. Sotto la presidenza Biden, il controllo sull'export suddivideva i paesi in tre categorie in base all'allineamento politico con gli USA. Solo un gruppo ristretto di nazioni, considerate alleate strette, godeva di accesso quasi illimitato agli acceleratori. Paesi come Cina e Russia erano esclusi dall'acquisto di tecnologie avanzate, mentre gli altri paesi potevano accedere agli acceleratori con determinate limitazioni.

Secondo fonti di Reuters, la decisione di ritirare la bozza potrebbe essere legata a disaccordi interni all'amministrazione Trump. Il Dipartimento del Commercio aveva suggerito di adottare un approccio simile a quello utilizzato negli accordi con Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti, che prevedevano investimenti in infrastrutture statunitensi in cambio dell'accesso agli acceleratori. Il dipartimento non sembra intenzionato a ripristinare le politiche più restrittive dell'era Biden, giudicate eccessivamente complicate.

Questa retromarcia apre nuove prospettive per il mercato globale degli acceleratori di calcolo. Le aziende e i paesi interessati ad acquisire queste tecnologie avanzate non dovranno più affrontare l'obbligo di investire in infrastrutture negli Stati Uniti. Resta da vedere quali saranno le prossime mosse dell'amministrazione americana in materia di controllo sull'export e come questa decisione influenzerà la competizione tecnologica a livello internazionale.

Pubblicato Sabato, 14 Marzo 2026 a cura di Anna S. per Infogioco.it

Ultima revisione: Sabato, 14 Marzo 2026

Anna S.

Anna S.

Anna è una giornalista dinamica e carismatica, con una passione travolgente per il mondo dell'informatica e le innovazioni tecnologiche. Fin da giovane, ha sempre nutrito una curiosità insaziabile per come la tecnologia possa trasformare le vite delle persone. La sua carriera è caratterizzata da un costante impegno nell'esplorare le ultime novità in campo tecnologico e nel raccontare storie che ispirano e informano il pubblico.


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