Oracle nel caos? Investimenti AI fanno tremare gli investitori

Maxi-indebitamento per data center AI spaventa Wall Street: crollo del titolo e rischio default

Oracle nel caos? Investimenti AI fanno tremare gli investitori

Nuovi motivi di preoccupazione per gli investitori di Oracle. La società ha annunciato un piano per raccogliere tra i 45 e i 50 miliardi di dollari nel 2026 per espandere le capacità dei suoi data center AI, secondo quanto riportato da Silicon Angle. Il gigante del cloud prevede di ottenere questi fondi attraverso l'emissione di debito e la vendita di parte delle sue azioni, una mossa volta a soddisfare la crescente domanda di risorse computazionali da parte di aziende come OpenAI, Meta, AMD, NVIDIA, xAI e TikTok.

Tuttavia, gli investitori stanno diventando sempre più cauti riguardo ai piani delle aziende di effettuare investimenti su larga scala nell'infrastruttura di Intelligenza Artificiale. Oracle, in particolare, desta preoccupazione a causa dell'ingente quantità di prestiti contratti per finanziare i suoi progetti di data center. Dopo aver raggiunto un massimo storico il 10 settembre 2025, le azioni della società hanno subito un crollo, perdendo oltre il 50% del loro valore. Questo ha già portato a una riduzione della capitalizzazione di mercato di oltre 460 miliardi di dollari.

Recentemente, Oracle ha comunicato che intende raccogliere metà dei fondi necessari attraverso l'emissione di titoli garantiti da azioni e azioni ordinarie, comprese azioni privilegiate convertibili, nonché un programma di collocamento di azioni sul mercato. L'altra metà sarà ottenuta tramite un'emissione obbligazionaria una tantum all'inizio del 2026. Già nel 2025, la società aveva raccolto 18 miliardi di dollari attraverso l'emissione di obbligazioni societarie.

Una delle principali preoccupazioni degli investitori riguarda la capacità di Oracle di ripagare i propri debiti, che sembra dipendere in larga misura dal successo di OpenAI, la quale si è impegnata a spendere 300 miliardi di dollari nell'infrastruttura cloud di Oracle. Nonostante una capitalizzazione di mercato di 500 miliardi di dollari, OpenAI sta attualmente perdendo miliardi di dollari all'anno e non ha ancora presentato un piano chiaro per generare profitti nel lungo termine. Tutto dipende dalla sua capacità di attrarre finanziamenti privati.

Questo è il motivo per cui molti investitori sono scettici riguardo ai piani di Oracle. Già nel gennaio 2025, un gruppo di obbligazionisti ha intentato una causa contro la società, sostenendo di aver subito ingenti perdite a causa della mancata divulgazione da parte di Oracle della necessità di vendere ulteriori obbligazioni per finanziare il suo parco di data center, già a quota 38 miliardi di dollari.

Mentre il prezzo delle azioni di Oracle continua a crollare, gli investitori, presi dal panico, stanno acquistando credit default swap (CDS), una sorta di assicurazione contro il mancato adempimento degli obblighi di debito da parte della società. Di conseguenza, il costo dell'assicurazione contro il default di Oracle è diventato il più alto degli ultimi cinque anni, indicando che chi ha i mezzi per finanziare questo tipo di attività nutre seri dubbi sulla solvibilità della società.

Tuttavia, gli esperti del mercato non sono così preoccupati per le spese della società in infrastrutture, in quanto confidano nella validità dei suoi investimenti a lungo termine, indipendentemente dal futuro di OpenAI. Nel gennaio 2026, in seguito alle voci secondo cui uno dei principali investitori, Blue Owl, non avrebbe finanziato un data center da 10 miliardi di dollari in Michigan, la società Constellation Research ha affermato che Oracle sarebbe probabilmente in grado di trovare investitori alternativi.

Anche nel peggiore degli scenari, se OpenAI non dovesse essere in grado di adempiere ai propri obblighi nei confronti di Oracle, ci sarebbero molti altri acquirenti di capacità tra i clienti aziendali. Si prevede che la spesa aziendale per l'AI non sarà più in competizione con la spesa dei consumatori per l'AI e che i prezzi dei token diminuiranno significativamente, rendendo l'AI molto più accessibile a tutti. I clienti aziendali e i fornitori di servizi cloud trarranno vantaggio dalla crescita del business, il che sarà vantaggioso anche per gli investitori a lungo termine. La solidità del business di Oracle, diversificato e in crescita, potrebbe rassicurare gli investitori, attenuando i timori legati all'eccessivo affidamento su un singolo cliente come OpenAI. Inoltre, le partnership strategiche di Oracle con altre aziende tecnologiche potrebbero contribuire a diversificare i rischi e a garantire un flusso costante di entrate.

Pubblicato Lunedì, 02 Febbraio 2026 a cura di Anna S. per Infogioco.it

Ultima revisione: Lunedì, 02 Febbraio 2026

Anna S.

Anna S.

Anna è una giornalista dinamica e carismatica, con una passione travolgente per il mondo dell'informatica e le innovazioni tecnologiche. Fin da giovane, ha sempre nutrito una curiosità insaziabile per come la tecnologia possa trasformare le vite delle persone. La sua carriera è caratterizzata da un costante impegno nell'esplorare le ultime novità in campo tecnologico e nel raccontare storie che ispirano e informano il pubblico.


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