Oracle valuta Tagli Massicci e Cessioni per finanziare l'IA

Banche USA frenano l'espansione dei data center: Oracle potrebbe tagliare fino a 30.000 posti di lavoro e vendere asset strategici

Oracle valuta Tagli Massicci e Cessioni per finanziare l'IA

Il colosso tecnologico Oracle starebbe valutando drastiche misure per fronteggiare le difficoltà di finanziamento legate all'espansione dei suoi centri di elaborazione dati (Data Center) destinati all'intelligenza artificiale (IA). Secondo quanto riportato da CIO, citando fonti della banca d'investimento TD Cowen, l'azienda potrebbe arrivare a tagliare tra i 20.000 e i 30.000 dipendenti e a cedere alcune divisioni aziendali.

Questi tagli consentirebbero a Oracle di liberare un flusso di cassa stimato tra gli 8 e i 10 miliardi di dollari. Tra le divisioni potenzialmente in vendita figurerebbe Cerner, società specializzata nello sviluppo di software per il settore sanitario, acquisita da Oracle nel 2022 per 28,3 miliardi di dollari. La decisione di intraprendere queste azioni sarebbe motivata dal rifiuto di diverse banche statunitensi di concedere prestiti per finanziare i progetti relativi ai Data Center. Le difficoltà sarebbero legate all'entità degli investimenti infrastrutturali richiesti, stimati in circa 156 miliardi di dollari.

Un ulteriore fattore di criticità è rappresentato dalla crisi del settore bancario, che ha determinato un raddoppio dei costi di finanziamento per Oracle a partire dallo scorso settembre. Tali prestiti sono generalmente concessi a società prive di un rating di investimento elevato. Oracle si è già rivolta attivamente ai mercati obbligazionari, raccogliendo complessivamente 38 miliardi di dollari per progetti in Texas e Wisconsin, e ulteriori 20 miliardi di dollari per iniziative in New Mexico. Tuttavia, queste cifre rappresentano solo una parte delle necessità finanziarie dell'azienda, e le banche si mostrano sempre più restie a fornire ulteriori finanziamenti.

Come alternativa, Oracle starebbe valutando la possibilità di rivolgersi a banche asiatiche, pronte a colmare il vuoto lasciato dagli istituti di credito statunitensi. Le banche asiatiche sarebbero disposte a concedere prestiti a tassi di interesse vantaggiosi, al fine di accedere alle opportunità di sviluppo infrastrutturale legate all'IA. Questa opzione aprirebbe a Oracle nuove prospettive di espansione internazionale, ma non risolverebbe i problemi di capacità negli Stati Uniti. Permangono infatti dubbi sulla capacità dell'azienda di incrementare i propri ricavi, qualora non fosse in grado di garantire ai clienti la capacità dei Data Center promessa.

Per ridurre il fabbisogno di capitale, Oracle ha iniziato a modificare la propria strategia commerciale. Ai nuovi clienti viene ora richiesto un pagamento anticipato pari al 40%, in pratica chiedendo loro di contribuire al finanziamento della costruzione delle infrastrutture. Un'altra opzione consiste nell'ospitare nei propri Data Center le apparecchiature dei clienti (modello Bring Your Own Chip – BYOC). Secondo gli analisti, lo scenario più probabile è una combinazione di quest'ultima opzione con la riduzione del personale: l'hardware dei clienti risolverebbe il problema degli investimenti di capitale, mentre i licenziamenti migliorerebbero il flusso di cassa. Tuttavia, questa strategia comporta anche dei rischi: il modello BYOC richiederebbe la revisione dei contratti esistenti, mentre i tagli del personale su larga scala potrebbero compromettere la capacità dell'azienda di realizzare i piani di sviluppo infrastrutturale.

Il potenziale taglio del personale sarebbe il più consistente per Oracle negli ultimi anni. Alla fine dello scorso anno, l'azienda aveva già ridotto di circa 10.000 unità la propria forza lavoro, nell'ambito di un piano di ristrutturazione da 1,6 miliardi di dollari. Inoltre, sono stati effettuati ripetuti tagli al personale di Cerner, con una significativa ondata nel 2023 a causa di problemi legati a un contratto.

Attualmente, Oracle sta dirottando le proprie esigenze di capacità a breve termine verso le risorse di Microsoft e Amazon, nonostante solo pochi mesi fa avesse affittato circa 5,2 GW di capacità per i carichi di lavoro di OpenAI. L'azienda ha drasticamente rallentato il ritmo di acquisizione di Data Center e ha ridotto la propria presenza negli elenchi delle società con piani di sviluppo infrastrutturale a lungo termine negli USA. Operatori privati che, in condizioni normali, avrebbero concluso importanti accordi con Oracle, si astengono ora da tale passo, "finché il mercato non avrà compreso le attuali esigenze di finanziamento di Oracle".

Le opinioni degli analisti sulle prospettive future dell'azienda sono discordanti. Alcuni ritengono che acquistare servizi da Oracle sia diventato rischioso. Altri sostengono che la vendita di asset non strategici potrebbe aiutare l'azienda a consolidare i propri servizi principali. Dal punto di vista del business, Oracle rimane un attore forte. Nell'ultimo periodo di riferimento, ha aumentato del 66% i ricavi derivanti dall'infrastruttura cloud e del 177% quelli derivanti dall'infrastruttura legata alle GPU e agli acceleratori di IA. Tuttavia, anche gli ottimisti invitano i clienti dell'azienda a diversificare i propri fornitori di servizi.

Pubblicato Lunedì, 02 Febbraio 2026 a cura di Anna S. per Infogioco.it

Ultima revisione: Lunedì, 02 Febbraio 2026

Anna S.

Anna S.

Anna è una giornalista dinamica e carismatica, con una passione travolgente per il mondo dell'informatica e le innovazioni tecnologiche. Fin da giovane, ha sempre nutrito una curiosità insaziabile per come la tecnologia possa trasformare le vite delle persone. La sua carriera è caratterizzata da un costante impegno nell'esplorare le ultime novità in campo tecnologico e nel raccontare storie che ispirano e informano il pubblico.


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