In una mossa sorprendente, Apple ha deciso di non utilizzare il modello di intelligenza artificiale Claude di Anthropic per il potenziamento di Siri. Invece, ha stretto un accordo con Google. Secondo quanto riportato da AppleInsider, citando un post del giornalista di Bloomberg Mark Gurman, Anthropic aveva richiesto diversi miliardi di dollari all'anno per l'integrazione dell'IA, insistendo anche per un raddoppio annuale di tale somma per tre anni.
L'accordo con Google, al contrario, si stima che valga circa 1 miliardo di dollari all'anno, una cifra significativamente inferiore rispetto alle pretese di Anthropic. Per contestualizzare, Google paga già ad Apple circa 20 miliardi di dollari all'anno per essere il motore di ricerca predefinito sui dispositivi Apple. Gurman ha aggiunto che, nonostante la rottura dell'accordo, Apple continua a utilizzare attivamente le tecnologie di Anthropic internamente, con versioni personalizzate di Claude in esecuzione sui suoi server.
La collaborazione di Apple con altre aziende nel campo dell'IA non si limita a Gemini. In paesi con particolari requisiti normativi, come la Cina, Siri utilizzerà modelli di IA locali. Inoltre, Apple prosegue la sua collaborazione con OpenAI, il cui modello ChatGPT alimenta le attuali funzioni di Apple Intelligence. In futuro, gli utenti avranno la possibilità di scegliere i modelli di IA in base alle loro preferenze. Tuttavia, l'obiettivo a lungo termine di Apple è quello di passare completamente a sviluppi software proprietari. A tal fine, alla fine del 2025, sono state destinate spese record in ricerca e sviluppo, il che suggerisce che questa transizione potrebbe avvenire piuttosto rapidamente.
Questa decisione strategica di Apple sottolinea una crescente competizione nel settore dell'intelligenza artificiale e l'importanza di bilanciare innovazione e costi. La scelta di Gemini di Google, pur non essendo l'unica opzione esplorata, sembra rappresentare un compromesso vantaggioso per Apple, consentendo di integrare tecnologie avanzate senza gravare eccessivamente sul bilancio. Resta da vedere come questa partnership influenzerà l'evoluzione di Siri e l'esperienza utente complessiva sui dispositivi Apple, ma è chiaro che l'azienda di Cupertino sta investendo massicciamente nel futuro dell'IA.
Le implicazioni di questa scelta si estendono oltre la semplice integrazione di una nuova tecnologia in un assistente virtuale. Essa riflette una visione più ampia di Apple sull'importanza dell'IA nel futuro dei suoi prodotti e servizi. L'azienda sembra intenzionata a mantenere il controllo sullo sviluppo delle proprie tecnologie, pur collaborando con partner esterni per accelerare l'innovazione. La decisione di internalizzare completamente lo sviluppo dell'IA entro il 2025 dimostra un impegno a lungo termine e una volontà di competere direttamente con i leader del settore.
Inoltre, la strategia di Apple di diversificare le proprie fonti di IA, utilizzando modelli locali in Cina e offrendo agli utenti la possibilità di scegliere tra diverse opzioni, evidenzia una consapevolezza delle sfide normative e delle preferenze individuali. Questo approccio flessibile potrebbe consentire ad Apple di adattarsi più facilmente ai cambiamenti del mercato e di soddisfare le esigenze di un pubblico globale sempre più esigente.
In conclusione, la scelta di Apple di optare per Gemini di Google per l'IA di Siri è una decisione strategica complessa, influenzata da considerazioni economiche, tecnologiche e normative. Essa riflette un impegno a lungo termine verso l'innovazione e una volontà di competere nel mercato dell'IA. Resta da vedere come questa partnership evolverà nel tempo e quale impatto avrà sull'esperienza utente dei prodotti Apple, ma è chiaro che l'azienda di Cupertino è determinata a rimanere all'avanguardia nel settore dell'intelligenza artificiale.

