Il gigante tecnologico Apple ha registrato un trimestre da record per quanto riguarda le vendite di iPhone, con una crescita del 23% e un fatturato che ha raggiunto gli 85 miliardi di dollari. Tuttavia, la stessa Apple ha dovuto ammettere che la sua espansione è stata ostacolata da una persistente carenza di processori proprietari, progettati internamente e fabbricati da TSMC. Questa situazione ha sollevato interrogativi sulle strategie future dell'azienda e sulla sua capacità di gestire le sfide della catena di approvvigionamento.
Il CEO di Apple, Tim Cook, ha spiegato che le difficoltà incontrate sono dovute a problemi di accesso alle tecnologie di produzione più avanzate necessarie per i suoi chip. Ha inoltre sottolineato una minore flessibilità nelle catene di approvvigionamento rispetto al passato, in parte a causa dell'aumento della domanda da parte di Apple stessa. In altre parole, la produzione di iPhone 17 nel trimestre precedente è stata limitata dalla disponibilità dei processori Apple serie A19, realizzati con tecnologia a 3 nm da TSMC.
Cook ha aggiunto che Apple è attivamente alla ricerca di soluzioni a questo problema, ma ha preferito non fare previsioni oltre il trimestre in corso, che si concluderà a marzo. Durante la conference call con gli analisti, sono state poste domande sull'impatto dell'aumento dei prezzi delle memorie sul business di Apple. Cook ha risposto che tale impatto non è stato significativo nel trimestre precedente, ma potrebbe manifestarsi in futuro. Tuttavia, ha assicurato che Apple ha diverse opzioni per affrontare questa eventualità, grazie alla sua posizione di uno dei maggiori acquirenti di componenti elettronici al mondo. Apple, infatti, stipula contratti a lungo termine con prezzi fissi, che le consentono di resistere più a lungo all'aumento dei costi delle memorie. Nonostante ciò, Cook non ha chiarito se Apple sarà costretta ad aumentare i prezzi dei suoi prodotti a causa dell'aumento dei costi delle memorie.
In questo contesto di carenza di processori, è interessante notare le voci che circolano da tempo sull'interesse di Apple a diversificare i suoi fornitori, affidando la produzione di modelli meno performanti di processori mobili a Intel. Secondo alcune indiscrezioni, Intel potrebbe iniziare a produrre per Apple i processori di fascia base con tecnologia 18A-P a partire dal 2027, non solo per i chip della serie A destinati ai dispositivi mobili, ma anche per i processori della serie M destinati ai PC. Un altro elemento da considerare è l'ascesa di Nvidia come principale cliente di TSMC. Se in passato Apple era il cliente più importante e poteva dettare le condizioni, ora questa posizione è meno salda. La ricerca di un fornitore alternativo come Intel potrebbe quindi aiutare Apple a risolvere parte dei suoi problemi di produzione di chip.
La situazione attuale evidenzia la crescente complessità e interdipendenza delle catene di approvvigionamento globali nel settore tecnologico. Apple, pur essendo una delle aziende più potenti e influenti al mondo, non è immune alle sfide poste dalla scarsità di componenti e dalla concorrenza per l'accesso alle tecnologie di produzione più avanzate. Le decisioni che prenderà nei prossimi mesi saranno cruciali per il suo futuro e per la sua capacità di mantenere la sua posizione di leadership nel mercato dei dispositivi elettronici.

