Secondo un recente rapporto di TD Cowen, le ambizioni di Oracle di espandere la propria capacità di data center negli Stati Uniti potrebbero essere seriamente compromesse a causa degli ingenti impegni finanziari assunti con OpenAI. La situazione ha destato preoccupazioni tra gli istituti bancari, che dubitano della capacità di Oracle di sostenere tutti i progetti su larga scala in cui è coinvolta, come riporta Datacenter Dynamics.
A complicare ulteriormente il quadro, un gruppo di obbligazionisti ha intentato una causa contro Oracle, accusando la società di aver nascosto informazioni cruciali sull'ammontare dei debiti necessari per supportare la costruzione dell'infrastruttura di Intelligenza Artificiale (IA) nell'ambito dell'accordo da 300 miliardi di dollari con OpenAI.
Nello specifico, Oracle ha già raccolto circa 58 miliardi di dollari di finanziamenti tramite debito per la realizzazione di data center dedicati all'IA per OpenAI. Questa cifra include 38 miliardi di dollari destinati ai campus in Texas (Frontier) e Wisconsin (Lighthouse), e circa 20 miliardi di dollari per il campus in New Mexico (Project Jupiter). Ulteriori 10 miliardi di dollari sono stati impiegati per il primo campus Stargate, sempre in Texas.
Tuttavia, un aggiornamento dei materiali di Data Center Channel Checks, elaborato da TD Cowen, rivela che Oracle dovrà acquisire circa 3 milioni di acceleratori IA e altre attrezzature IT per onorare gli accordi esistenti. Questa prospettiva ha sollevato interrogativi tra gli investitori, sia nel capitale azionario che obbligazionario, riguardo alla reale capacità dell'azienda di finanziare tutte le iniziative in corso. TD Cowen ha evidenziato un aumento dei credit default swap (CDS), indicando un incremento delle aspettative del mercato in merito al rischio di default di Oracle. A destare ulteriore preoccupazione è il contemporaneo calo delle quotazioni azionarie e obbligazionarie della società.
In risposta a queste sfide, Oracle avrebbe iniziato a richiedere depositi anticipati pari al 40% per compensare le maggiori spese in conto capitale necessarie per sostenere la crescita dei ricavi. L'azienda starebbe inoltre valutando altre opzioni per affrontare le questioni di finanziamento. Le stime indicano che OpenAI necessita di circa 156 miliardi di dollari di capitale, basati su una valutazione prudente di 30 milioni di dollari/MW, inclusa l'infrastruttura IT. La situazione è ulteriormente complicata dagli impegni esistenti di OpenAI, con 1,4 trilioni di dollari in contratti a lungo termine.
Di conseguenza, molte banche americane avrebbero deciso di non finanziare più Oracle a causa degli accordi con OpenAI. Nei casi in cui i prestiti vengono ancora concessi, le condizioni di finanziamento sono diventate notevolmente più sfavorevoli. Le banche asiatiche, desiderose di accedere al mercato del finanziamento dell'industria dell'IA, rimangono disposte a fornire fondi agli operatori che affittano capacità da Oracle. Tuttavia, la significativa riduzione degli afflussi di denaro da parte delle loro controparti americane ha portato a un rallentamento sostanziale della crescita del business di Oracle, mettendo in discussione la capacità dell'azienda di aumentare i propri ricavi.
Inoltre, le trattative per l'affitto di data center Oracle sarebbero a rischio a causa della mancata intesa tra le parti sull'assicurazione dei finanziamenti, ostacolando gli sforzi del gigante tecnologico per espandere la propria capacità di locazione. In un contesto più ampio, il rapporto evidenzia la crescita del settore dei data center, con il mercato degli affitti che ha raggiunto un record di 16,4 GW nel 2025. Nel dettaglio, sono stati affittati 5,1 GW nel IV trimestre, 7,4 GW nel III trimestre, 2,0 GW nel II trimestre e 1,9 GW nel I trimestre. La banca d'investimento ha sottolineato che il IV trimestre, tradizionalmente considerato il più "lento", ha registrato performance di affitto eccezionalmente elevate. Tra i leader del mercato degli affitti nel 2025 figurano gli hyperscaler, tra cui Oracle.
Per l'inizio del 2026, TD Cowen prevede un portafoglio ordini "estremamente attivo" per l'affitto di data center negli Stati Uniti, con circa 9,2 GW già "in corso" e una "sana diversità" tra gli hyperscaler. Il rapporto sottolinea anche che ciò testimonia la forte domanda da parte dei laboratori di IA americani e dei principali fornitori di cloud. Meta mira a garantire 15 GW di capacità negli Stati Uniti entro il 2028, OpenAI 10 GW entro il 2029 e Microsoft 10 GW entro il 2030. L'accelerazione della domanda, tuttavia, comporta anche un aumento dei costi di costruzione dei data center e della manodopera qualificata, con conseguente aumento dei prezzi di affitto sul mercato "spot". Si prevede che aziende come Digital Realty ed Equinix beneficeranno di questa situazione al momento del rinnovo dei contratti.
Infine, il rapporto rileva un moderato aumento dei tempi di consegna delle apparecchiature per i sistemi di alimentazione ininterrotta e la distribuzione dell'energia. Secondo gli esperti, ciò indica un aumento generale dei tempi di consegna dovuto al fatto che la domanda di apparecchiature ha superato l'offerta. Questo ha anche portato a un aumento dei prezzi delle apparecchiature, a vantaggio di fornitori come Vertiv.

