La Cina ha annunciato di aver identificato quattro aree di particolare interesse per la sua prima missione con equipaggio sulla Luna, prevista per il 2030. Queste zone si trovano tutte all'interno della regione di Bode, un antico sito di attività vulcanica situato sulla faccia visibile del nostro satellite. La scelta di questi siti è il risultato di un'analisi accurata che ha tenuto conto sia della sicurezza per l'allunaggio che del loro valore scientifico.
Secondo i ricercatori cinesi, le aree selezionate combinano una topografia relativamente pianeggiante, essenziale per un atterraggio sicuro, con una notevole diversità geologica. Questa combinazione permetterà agli astronauti cinesi, i taikonauti, di raccogliere campioni preziosi per comprendere meglio la storia e l'evoluzione della Luna.
Il programma lunare cinese, annunciato nel 2023, non si limita al primo sbarco di astronauti entro il 2030, ma prevede anche la creazione di una base lunare permanente in futuro. La selezione dei potenziali siti di atterraggio è stata guidata da due criteri fondamentali: l'importanza scientifica e la sicurezza delle operazioni di atterraggio.
Inizialmente, sono state prese in considerazione 106 aree, ma gli esperti hanno ristretto la scelta a 14, concentrandosi in particolare sulla regione di Bode. Questa zona si trova al confine tra i mari lunari e gli altopiani vulcanici, vicino all'equatore, il che facilita le osservazioni dalla Terra e garantisce comunicazioni stabili. La caratteristica principale di Bode è la sua complessa storia geologica, che concentra in un'area relativamente piccola tracce di antiche colate laviche ed ejecta derivanti da impatti meteoritici.
La conformazione pianeggiante del terreno semplificherà gli spostamenti dei taikonauti e la raccolta di campioni, garantendo al contempo un adeguato livello di illuminazione solare. Come ha spiegato il professor Jun Huang dell'Università di Geoscienze di Wuhan, Bode è un vero e proprio "museo geologico" che unisce potenziale scientifico e sicurezza tecnica. Il professore ha aggiunto che l'area offre un paesaggio diversificato, che va dalle pianure vulcaniche agli antichi altopiani, consentendo agli astronauti di studiare una vasta gamma di materiali, dalle ceneri vulcaniche provenienti dalle profondità lunari ai frammenti di antichi impatti massicci, il tutto in una zona facilmente accessibile.
Nello studio pubblicato il 9 marzo sulla rivista Nature Astronomy, il team del professor Huang ha illustrato nel dettaglio le scoperte ottenute analizzando i dati raccolti dalle sonde orbitali. Attraverso immagini e misurazioni provenienti da diverse stazioni lunari, i ricercatori hanno identificato cinque diversi tipi di terreno all'interno della regione di Bode, distribuiti in quattro potenziali siti di atterraggio. Tra questi, spiccano uno strato scuro di detriti vulcanici (materiale piroclastico) con uno spessore compreso tra 77 e 136 metri, la pianura basaltica del Golfo del Calore, formatasi da colate laviche con uno spessore fino a 193 metri e ricoperta da uno strato superficiale di regolite (terreno incoerente) spesso quattro metri, e due zone di solchi vulcanici (rille), probabilmente bocche di antichi vulcani, fonti di questi basalti.
Di particolare interesse scientifico sono i depositi scuri costituiti da materiale piroclastico, ovvero ceneri vulcaniche e sferule di vetro, espulsi dalle profondità lunari miliardi di anni fa. Secondo Huang, questi campioni rappresentano una sorta di messaggero del mantello lunare. Il loro studio offre una rara opportunità di analizzare direttamente la composizione chimica degli strati più profondi della Luna, solitamente nascosti sotto chilometri di crosta. Questo permetterà non solo di ricostruire la storia del vulcanismo sul satellite, ma anche di comprendere i processi di raffreddamento ed evoluzione di tutti i pianeti rocciosi, compresa la Terra.
Gli scienziati sottolineano che i dati sulla composizione di questi antichi depositi potrebbero rappresentare la scoperta più rivoluzionaria. Nonostante le previsioni ottimistiche, i ricercatori avvertono che, per garantire la sicurezza della futura missione, sarà necessario valutare ulteriormente le pendenze del terreno, le distanze e la distribuzione dei massi, oltre a creare mappe ad alta risoluzione. Inoltre, il professor Huang sottolinea che i taikonauti che si recheranno sulla Luna dovranno ricevere una preparazione geologica approfondita prima della partenza.

