Red Hat, colosso del software open source, sembra aver drasticamente ridimensionato la sua presenza in Cina, smantellando il team di sviluppo locale e spostando il baricentro delle sue attività in India. La notizia, inizialmente diffusa come rumors, è stata confermata da diverse fonti, tra cui un ex senior developer di Red Hat China, il quale ha denunciato di aver perso l'accesso alla rete aziendale e di aver ricevuto comunicazione del cambio di strategia aziendale.
Secondo quanto riportato da media cinesi, tra 300 e 500 dipendenti sarebbero stati licenziati. Una nota interna, attribuita al CTO di Red Hat, Chris Wright, evidenzia una "strategia di allocazione" che privilegia alcune sedi per "assunzioni prioritarie e investimenti strategici in personale". L'India sembrerebbe essere la nazione designata per questi investimenti, a discapito della Cina.
La decisione di Red Hat non comporterà una riduzione complessiva della forza lavoro, come precisato nella nota di Wright. Tuttavia, l'azienda sembra intenzionata a non rilasciare dichiarazioni ufficiali in merito. IBM, proprietaria di Red Hat, vanta una presenza massiccia in India, con circa 264.000 dipendenti, superando persino il numero di impiegati negli Stati Uniti. In precedenza, IBM aveva già trasferito in India lo sviluppo del sistema operativo AIX.
La mossa di Red Hat si inserisce in un contesto di crescente disimpegno da parte di aziende tecnologiche occidentali dal mercato cinese. Microsoft, ad esempio, ha annunciato il suo ritiro dalla Cina entro il 2025, a seguito di polemiche riguardanti la presenza di sviluppatori cinesi nel team responsabile dell'implementazione di Azure per il Pentagono. Il dipartimento della difesa statunitense aveva espresso preoccupazioni per i "rischi inaccettabili" derivanti da tale situazione. Red Hat, che collabora da anni con diverse agenzie governative statunitensi, ha stipulato nel 2024 un contratto da 848 milioni di dollari con il Pentagono nell'ambito della Enterprise Software Initiative. La decisione di ridimensionare la presenza in Cina potrebbe essere interpretata come un tentativo di rafforzare la propria immagine di affidabilità e sicurezza nei confronti del governo americano.
Nonostante la Cina rappresenti un mercato огромный per il software e l'IT, il governo cinese incoraggia sempre più gli investimenti in tecnologie e sviluppi locali. La natura open source di gran parte del codice di Red Hat potrebbe mitigare l'impatto della sua partenza per le aziende cinesi. Tuttavia, la stessa Red Hat potrebbe risentire della perdita di accesso al talento ingegneristico presente nel paese. D'altro canto, come sottolinea The Register, il complesso quadro normativo cinese, che impone alle grandi aziende di assumere rappresentanti del Partito Comunista Cinese, potrebbe aver contribuito alla decisione di Red Hat di rivedere la propria strategia.

