Il panorama dell’intelligenza artificiale sta vivendo un terremoto finanziario senza precedenti. Secondo le ultime rilevazioni del mercato secondario, la valutazione di Anthropic ha raggiunto la strabiliante cifra di 1.000 miliardi di dollari, segnando un incremento verticale rispetto ai 380 miliardi registrati solo tre mesi fa. Questo balzo non rappresenta solo un record numerico, ma sancisce il sorpasso storico ai danni di OpenAI, attualmente ferma a una valutazione di circa 880 miliardi di dollari. Il dato emerge dalle transazioni effettuate sulle piattaforme di scambio per società non quotate, dove l’interesse degli investitori si è spostato massicciamente verso la società creatrice di Claude.
Kelly Rodriques, CEO di Forge Global, ha confermato che la pressione d'acquisto su Anthropic è diventata quasi insostenibile. In un mercato dove l'offerta di titoli è ridotta al minimo, le poche azioni disponibili passano di mano in poche ore. Mentre OpenAI sembra aver perso parte del suo slancio nel mercato OTC (Over-The-Counter), scambiando poco sopra i livelli del round di finanziamento di marzo 2024, Anthropic è diventata il nuovo porto sicuro per chi cerca di capitalizzare sulla prossima rivoluzione tecnologica. Poiché entrambe le aziende non sono ancora approdate in borsa, la compravendita di titoli avviene privatamente tra dipendenti, ex dipendenti, investitori della prima ora e grandi fondi di venture capital.
La scarsità di offerta ha generato situazioni paradossali. Ken Sawyer, co-fondatore di Saints Capital, riferisce che un azionista ha recentemente messo in vendita un pacchetto di azioni basandosi su una valutazione complessiva di 1,15 trilioni di dollari. Parallelamente, Jesse Leimgruber, fondatore di OpenHome, ha rivelato tramite il social network X che un grande fondo d'investimento si è detto pronto ad acquistare titoli per una valutazione di 1,05 trilioni di dollari. La frenesia è tale che alcuni investitori privati sono arrivati a proporre scambi diretti con proprietà immobiliari pur di entrare nel capitale di Anthropic prima che il valore aumenti ulteriormente. Solo tre mesi fa, l'azienda aveva chiuso un round guidato da GIC e Coatue che la valutava meno della metà rispetto alle cifre attuali, dimostrando come la percezione del valore aziendale stia mutando a una velocità mai vista prima nella Silicon Valley.
Ma cosa sta guidando questa crescita esponenziale? Gli analisti indicano due fattori chiave: una crescita dei ricavi superiore alle aspettative e l'accoglienza trionfale di Claude Code tra gli sviluppatori. Il software di codifica basato su IA di Anthropic è considerato oggi superiore a molte alternative della concorrenza, consolidando la reputazione dell'azienda non solo come produttrice di chatbot, ma come fornitrice di strumenti critici per l'infrastruttura digitale globale. Glen Anderson, CEO di Rainmaker Securities, banca d'affari specializzata in mercati privati, definisce la situazione come una corsa all'oro moderna. Secondo Anderson, ogni volta che compare un'offerta di vendita, viene intercettata nel giro di 24 ore. Il timore di perdere l'opportunità del secolo, noto come FOMO (Fear Of Missing Out), sta spingendo molti fondi familiari e gestori di patrimoni a pagare premi altissimi rispetto ai fondamentali economici pur di potersi dichiarare azionisti di Anthropic.
Al contrario, il sentiment verso OpenAI sembra essersi raffreddato nel corso del 2024. Nonostante la leadership di Sam Altman, le richieste per i titoli della società di San Francisco sono scese al di sotto della soglia degli 852 miliardi di dollari raggiunta nell'ultimo round ufficiale. Anderson sottolinea che il mercato di OpenAI è attualmente stagnante, con una domanda che non riesce a incontrare l'offerta. In questo contesto, Anthropic, fondata da ex dirigenti di OpenAI come Dario Amodei e Daniela Amodei, sembra beneficiare di una narrativa più fresca e focalizzata sulla sicurezza e sulla precisione tecnica del modello Claude 3.5 Sonnet. La solidità degli investitori storici come Amazon e Google, che hanno già iniettato miliardi di dollari nella startup, funge da ulteriore garanzia per il mercato secondario.
Non tutti però sono disposti a cedere alle lusinghe del mercato. Bradley Horowitz, general partner di Wisdom Ventures e investitore precoce in entrambe le realtà, riceve quotidianamente offerte per vendere le proprie quote. Nonostante le cifre astronomiche, la sua posizione rimane ferma: l'obiettivo è il lungo periodo. Per molti dei primi sostenitori, il valore di 1.000 miliardi di dollari è solo una tappa intermedia verso un futuro in cui l'intelligenza artificiale generativa sarà integrata in ogni aspetto della vita produttiva. Mentre la battaglia tra Anthropic e OpenAI continua a ridefinire i confini della finanza tecnologica, gli occhi degli osservatori internazionali restano puntati sulle prossime mosse delle autorità di regolamentazione e sull'eventuale annuncio di una quotazione ufficiale, che potrebbe rimescolare ancora una volta le carte di questa sfida miliardaria.

