Il social network X, parte del gruppo di aziende di Elon Musk, ha accettato di modificare il sistema di verifica degli utenti per i residenti nell'Unione Europea, come comunicato dalla Commissione Europea. Questa decisione è stata presa in seguito a una sanzione di 120 milioni di euro imposta dall'ente.
"X ha proposto delle misure per correggere la situazione relativa alla 'spunta blu'. La commissione valuterà attentamente le misure proposte," ha dichiarato Thomas Régnier, rappresentante della Commissione Europea, riferendosi al sistema di verifica degli utenti di X. I dettagli specifici del nuovo schema operativo non sono stati resi noti, e X non ha rilasciato commenti ufficiali sulla situazione, come riportato da Bloomberg.
Nel mese di dicembre, la Commissione Europea aveva sanzionato X per violazioni delle norme sulla moderazione dei contenuti e dei requisiti del Digital Services Act (DSA). Secondo l'ente, il sistema di rilascio dei badge di verifica agli utenti con abbonamento a pagamento risultava fuorviante. In precedenza, la 'spunta blu' veniva assegnata esclusivamente ai profili di persone che potevano essere soggette a impersonificazioni online, come giornalisti, figure pubbliche e altre celebrità. La decisione di Musk di rendere questa funzione a pagamento è stata interpretata dalla Commissione Europea come un'azione che induce in errore gli utenti della piattaforma, portandoli a continuare a fidarsi dell'autenticità degli account contrassegnati con tali indicatori.
Oltre alle 'spunte blu', l'insoddisfazione dell'ente si estendeva alla scarsa trasparenza della piattaforma in relazione alla pubblicità e al rifiuto di fornire agli исследователям indipendenti l'accesso ai dati della piattaforma. A X era stato ordinato di risolvere il problema delle 'spunte blu' entro il 12 marzo, al fine di evitare l'accumulo periodico di sanzioni. La multa una tantum, che la società ha contestato, deve essere pagata o, in alternativa, devono essere fornite garanzie finanziarie entro il 16 marzo.
In risposta alle azioni dei funzionari europei, le autorità statunitensi, manifestando insoddisfazione, hanno accusato l'UE di censura e hanno imposto restrizioni sui visti nei confronti dell'ex commissario europeo Thierry Breton, che fino al 2024 aveva supervisionato il settore tecnologico, nonché nei confronti di diversi attivisti.
La vicenda solleva importanti interrogativi sul ruolo delle piattaforme social nella diffusione di informazioni e sulla necessità di una regolamentazione efficace per contrastare la disinformazione e proteggere gli utenti. L'adeguamento di X alle normative europee potrebbe segnare un punto di svolta nel rapporto tra le grandi aziende tecnologiche e i governi, aprendo la strada a una maggiore responsabilità e trasparenza.
Resta da vedere come si evolverà la situazione e quali saranno le implicazioni concrete per gli utenti di X in Europa. La decisione della piattaforma di modificare il sistema di verifica degli account rappresenta un passo significativo verso la conformità alle normative europee, ma sarà necessario monitorare attentamente l'implementazione delle nuove misure per valutarne l'efficacia e l'impatto sul panorama digitale.

