Intel: Azionisti contro la cessione di quote al governo USA

Una causa legale contesta la vendita del 10% delle azioni per timore di ritorsioni da Trump

Intel: Azionisti contro la cessione di quote al governo USA

La cessione di una quota significativa di Intel al governo degli Stati Uniti sta generando forti contestazioni. Un azionista di minoranza, Richard Paisner, ha intentato una causa legale sostenendo che l'amministratore delegato (CEO) di Intel, Lip-Bu Tan, e il consiglio di amministrazione abbiano ceduto alle pressioni dell'allora presidente Donald Trump, sacrificando gli interessi degli azionisti.

Secondo quanto riportato dal Financial Times, la causa contesta la cessione di azioni Intel per un valore di circa 11 miliardi di dollari al governo statunitense. Paisner afferma che questa operazione è stata realizzata per evitare presunte “azioni ostili da parte di Donald Trump”, senza una valida giustificazione economica o strategica per l'azienda.

L'azione legale punta il dito contro il presunto timore del management di Intel di subire ripercussioni negative da parte di Trump e della sua amministrazione, qualora non avessero acconsentito alle richieste governative. La vicenda trae origine dalle accuse mosse a Lip-Bu Tan, accusato di avere legami con la Cina a causa dei suoi investimenti in società cinesi. In vista di un incontro con Trump, Tan si sarebbe preparato con l'aiuto di consulenti per affrontare un colloquio potenzialmente difficile.

La pressione su Lip-Bu Tan si sarebbe allentata solo dopo l'accordo tra Intel e il governo statunitense, che prevedeva la cessione del 10% delle azioni in cambio dei fondi promessi in precedenza dall'amministrazione USA nell'ambito del “Chips Act”, un programma di incentivazione per la produzione di semiconduttori negli Stati Uniti. Al momento dell'accordo, Intel aveva già ricevuto 2,2 miliardi di dollari, ma il governo si era impegnato a versare i restanti 8,9 miliardi di dollari come parte dell'operazione di vendita delle azioni.

L'accusa principale mossa dall'azionista è che il management di Intel abbia agito per proteggere la posizione di Lip-Bu Tan, che avrebbe rischiato il posto di lavoro a causa delle pressioni di Trump. La causa coinvolge anche lo studio legale Skadden, che avrebbe rappresentato contemporaneamente sia Intel che il Dipartimento del Commercio degli Stati Uniti durante la transazione, creando un potenziale conflitto di interessi. Oltre al Dipartimento del Commercio e al suo responsabile, Howard Lutnick, viene chiamato in causa anche l'ex presidente del consiglio di amministrazione di Intel, Frank Yeary.

Questo contenzioso legale mette in luce le complesse dinamiche tra politica, economia e interessi degli azionisti nel settore tecnologico, in particolare in un momento storico in cui la competizione globale e le politiche di incentivazione governative giocano un ruolo cruciale per le aziende del settore dei semiconduttori. La vicenda solleva interrogativi sull'indipendenza delle decisioni aziendali e sulla capacità dei governi di influenzare le strategie delle imprese attraverso incentivi e pressioni.

Pubblicato Giovedì, 12 Marzo 2026 a cura di Anna S. per Infogioco.it

Ultima revisione: Giovedì, 12 Marzo 2026

Anna S.

Anna S.

Anna è una giornalista dinamica e carismatica, con una passione travolgente per il mondo dell'informatica e le innovazioni tecnologiche. Fin da giovane, ha sempre nutrito una curiosità insaziabile per come la tecnologia possa trasformare le vite delle persone. La sua carriera è caratterizzata da un costante impegno nell'esplorare le ultime novità in campo tecnologico e nel raccontare storie che ispirano e informano il pubblico.


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