Un piano controverso del Dipartimento dell'Energia degli Stati Uniti (DoE) sta suscitando allarme nel mondo scientifico e ambientalista: la creazione di "Nuclear Lifecycle Innovation Campuses", veri e propri "campus atomici" con standard di sicurezza notevolmente ridotti per rilanciare l'energia nucleare. La proposta, che prevede la possibilità di insediare nei campus impianti di arricchimento e produzione di combustibile nucleare, nonché di trattamento e stoccaggio di scorie radioattive, ha sollevato preoccupazioni riguardo ai potenziali rischi ambientali e sanitari.
L'iniziativa, promossa dall'amministrazione in carica, prevede ingenti investimenti, stimati in "miliardi, se non centinaia di miliardi di dollari", per un programma completo del ciclo del combustibile nucleare, con l'obiettivo di accelerare la costruzione di nuovi reattori. I singoli stati americani avranno tempo fino al 1° aprile 2026 per manifestare il loro interesse ad ospitare questi "campus atomici", specificando incentivi e supporto necessari. Il DoE darà priorità ai progetti finanziati con capitali privati e statali, limitando il sostegno federale e richiedendo "solide garanzie finanziarie" per evitare che eventuali fallimenti ricadano sui contribuenti.
Nel 2025, il Ministero dell'Energia ha selezionato dieci aziende per testare e accelerare progetti di reattori non legati ai laboratori nazionali, nell'ambito del Nuclear Reactor Pilot Program annunciato dal presidente degli USA. Tuttavia, secondo quanto riportato da The Register, il Ministero dell'Energia avrebbe segretamente riscritto le direttive sulla sicurezza nucleare, allentando le normative sull'esercizio degli impianti atomici per accelerare lo sviluppo di reattori di nuova generazione, considerati dall'amministrazione come fonte di energia per i data center di intelligenza artificiale e altri settori economici.
Le modifiche apportate avrebbero comportato l'eliminazione di centinaia di pagine di requisiti relativi alla sicurezza dei reattori, la riduzione dei requisiti di documentazione e l'aumento del livello di radiazione ammissibile per i lavoratori prima dell'avvio di un'indagine sull'incidente. Inoltre, sarebbero state attenuate le tutele per le acque sotterranee e l'ambiente circostante. Queste modifiche hanno suscitato forti critiche da parte di scienziati e esperti, che denunciano un abbassamento delle tutele e dei controlli, paragonabile a quanto successo a Chernobyl e Fukushima. Sebbene i nuovi progetti nel settore dell'energia atomica debbano ancora ottenere le licenze dalla Commissione per la regolamentazione nucleare degli Stati Uniti (NRC) per la produzione di energia commerciale, si teme che l'agenzia abbia già accettato di limitare l'entità dei controlli di sicurezza per gli impianti approvati dal DoE.
L'amministrazione in carica sta promuovendo attivamente l'espansione della capacità di generazione nucleare negli Stati Uniti. Già nel luglio 2025, il governo aveva destinato terreni federali per la costruzione di data center e centrali elettriche. A settembre, si stimava che il boom dell'energia nucleare avrebbe richiesto investimenti per 350 miliardi di dollari, con un aumento della produzione di energia del 63% entro il 2025. Deloitte aveva dichiarato che le centrali nucleari avrebbero potuto soddisfare il 10% della futura domanda di elettricità dei data center statunitensi, ma che la loro costruzione avrebbe dovuto essere accelerata. Resta da vedere se questo piano ambizioso, ma rischioso, vedrà la luce e quali saranno le conseguenze per l'ambiente e la sicurezza pubblica.

