Un nuovo studio dell'Università di Liverpool ha fatto luce sulle anomalie del campo magnetico terrestre, svelando il ruolo cruciale di due gigantesche strutture situate al confine tra il mantello e il nucleo del pianeta. Queste strutture, note come Large Low-Shear-Velocity Provinces (LLSVP), sono state scoperte circa 40 anni fa e si estendono per dimensioni paragonabili al continente africano, a ben 2900 km di profondità.
Le LLSVP sono composte da materiale più caldo, denso e chimicamente distinto rispetto al mantello circostante. Ogni regione è avvolta da uno strato di materiale più freddo, creando un gradiente termico che influenza i flussi di ferro fuso nel nucleo terrestre. Questa interazione complessa distorce la simmetria dei flussi, generando anomalie nel campo magnetico globale.
Per convalidare questa teoria, i ricercatori hanno sviluppato modelli dinamici del campo magnetico utilizzando un supercomputer, simulando 265 milioni di anni di evoluzione terrestre. Hanno confrontato un modello che includeva le LLSVP con uno che le ignorava. I risultati hanno dimostrato che solo il modello con le LLSVP era in grado di riprodurre accuratamente la configurazione attuale del campo magnetico terrestre.
Le implicazioni di questa ricerca sono vaste e toccano diversi campi della scienza. Come ha spiegato Andy Biggin, autore principale dello studio, queste scoperte sono fondamentali per comprendere le antiche configurazioni dei continenti, come la formazione e la frammentazione della Pangea. Inoltre, potrebbero contribuire a risolvere incertezze di lunga data riguardanti il clima antico, la paleobiologia e la formazione di risorse naturali.
Tradizionalmente, si presume che il campo magnetico terrestre, mediato su lunghi periodi, si comporti come una barra magnetica ideale allineata con l'asse di rotazione del pianeta. Tuttavia, i risultati di questo studio suggeriscono che questa ipotesi potrebbe non essere del tutto corretta, aprendo nuove prospettive sulla comprensione della storia geologica e climatica della Terra. Le LLSVP, agendo come enormi perturbatori nel nucleo terrestre, plasmano il campo magnetico in modi complessi e dinamici, con conseguenze significative per la superficie del pianeta e l'ambiente che lo circonda. Ulteriori ricerche sono necessarie per esplorare appieno l'interazione tra queste strutture e altri fenomeni geofisici, al fine di ottenere una visione più completa e accurata del nostro pianeta.

