Resident Evil in Giappone? Capcom valuta la rivoluzione per il futuro della saga

Dopo il successo di Resident Evil Requiem, il produttore Masato Kumazawa apre a scenari inediti per il decimo capitolo, tra innovazione e rispetto della tradizione.

Resident Evil in Giappone? Capcom valuta la rivoluzione per il futuro della saga

Il panorama del survival horror videoludico sta vivendo una nuova epoca d'oro, trainato costantemente dall'innovazione e dalla capacità di reinventarsi di uno dei franchise più iconici della storia: Resident Evil. In seguito al travolgente successo ottenuto dall'ultimo capitolo, Resident Evil Requiem, che ha ridefinito gli standard tecnici e narrativi della serie, l'attenzione dell'industria e dei fan è ora rivolta al futuro. Recentemente, nuove ed entusiasmanti prospettive sono emerse grazie alle dichiarazioni rilasciate da Masato Kumazawa, celebre produttore presso Capcom, durante un'approfondita intervista con la testata giapponese Futaman, pubblicata in data 1 giugno 2026. Il dibattito principale ruota attorno a una possibilità che molti appassionati hanno sognato per decenni: lo spostamento dell'azione nel cuore del Giappone.

Analizzando il percorso della saga, Resident Evil ha sempre esplorato scenari internazionali, dalle foreste del Midwest americano ai villaggi rurali dell'Europa, passando per le terre desertiche dell'Africa. Tuttavia, l'arcipelago nipponico è rimasto finora un territorio inesplorato per i capitoli principali della serie. Masato Kumazawa ha ammesso che l'idea di un'ambientazione giapponese è un argomento ricorrente all'interno del team di sviluppo di Osaka. Il produttore ha sottolineato come, essendo il nucleo creativo di Capcom profondamente radicato nella cultura nipponica, ogni membro del gruppo abbia riflettuto almeno una volta su come il terrore biologico potrebbe manifestarsi tra le strade di Tokyo o nei templi isolati delle montagne di Kyoto. Questo cambio di rotta non sarebbe solo un omaggio alle origini dello studio, ma rappresenterebbe una sfida stilistica senza precedenti, simile a quanto fatto da Konami con l'atteso Silent Hill f, che ha dimostrato quanto l'estetica orientale possa amplificare l'inquietudine e il senso di alienazione.

Uno dei temi più complessi affrontati da Kumazawa riguarda la gestione della linea temporale e l'invecchiamento dei personaggi storici. In Resident Evil Requiem, i giocatori hanno potuto osservare un Leon S. Kennedy visibilmente segnato dal tempo, un elemento che ha generato ampie discussioni sulla coerenza narrativa. Capcom ha chiarito che non esistono regole ferree e immutabili per la cronologia della saga. La flessibilità è sempre stata una caratteristica distintiva del franchise: basti pensare a come la narrazione sia stata manipolata tra Resident Evil 2 e Resident Evil 3. Secondo il produttore, la scelta di ambientare le storie in un contesto contemporaneo, prossimo al presente, è dettata dalla volontà di favorire l'immedesimazione del giocatore. Tuttavia, il destino di eroi leggendari come Chris Redfield o Jill Valentine resta legato alla necessità narrativa di ogni singolo titolo, permettendo al team di spaziare tra epoche diverse se la storia lo richiede.

Guardando verso l'orizzonte di Resident Evil 10, la sfida principale di Capcom sarà bilanciare gli elementi fondamentali che hanno reso grande il marchio con la necessità impellente di innovare per evitare la saturazione. La serie si è evoluta passando dalla telecamera fissa alla prospettiva in terza persona, fino alla rivoluzione della prima persona introdotta con il settimo capitolo. Kumazawa ha ribadito che il DNA di Resident Evil, fatto di gestione delle risorse, enigmi ambientali e una costante tensione psicologica, rimarrà intatto. Tuttavia, per mantenere alto l'interesse del pubblico nel 2026 e oltre, è fondamentale esplorare nuove frontiere. L'introduzione di un setting giapponese potrebbe offrire spunti incredibili: dalle leggende metropolitane reinterpretate attraverso il filtro della bioingegneria, all'utilizzo di architetture moderne e claustrofobiche tipiche delle metropoli nipponiche, creando un contrasto netto con le atmosfere gotiche o industriali del passato.

Sebbene il Giappone non sia ancora stato confermato ufficialmente come teatro degli eventi per il prossimo grande gioco, le parole di Kumazawa lasciano intendere che il terreno sia già in fase di preparazione. Le indiscrezioni dell'industria suggeriscono che per l'uscita di Resident Evil 10 occorrerà attendere fino al 2029, un lasso di tempo che permetterebbe a Capcom di sfruttare appieno le tecnologie di prossima generazione per creare un'esperienza horror fotorealistica e senza precedenti. In conclusione, il futuro della saga appare più solido che mai, con una visione chiara che punta a onorare il passato guardando con coraggio verso l'ignoto. Che si tratti di tornare a combattere in una nuova Raccoon City o di affrontare l'incubo tra i ciliegi in fiore di una prefettura remota, i fan sanno che Capcom è pronta a ridefinire ancora una volta il concetto stesso di paura.

Pubblicato Martedì, 02 Giugno 2026 a cura di Marco P. per Infogioco.it

Ultima revisione: Martedì, 02 Giugno 2026

Marco P.

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Editore professionista appassionato di sport come calcio, padel, tennis e tanto altro. Sarò il vostro aggiornamento quotidiano sulle nuove release di giochi nel mondo delle slot machine da casino sia fisico che online e inoltre, anche cronista sportivo.


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