Il calciomercato estivo sta entrando nella sua fase più calda e uno dei nomi che sta catalizzando l’attenzione degli addetti ai lavori è indubbiamente quello di Filip Kostic. L'esterno serbo, dopo un periodo di luci e ombre a Torino, sembra essere tornato prepotentemente nei radar della Fiorentina, club che già in passato aveva accarezzato l'idea di portarlo in riva all'Arno. La situazione attuale vede una società viola molto attiva nel tentativo di regalare a Fabio Grosso profili di caratura internazionale, capaci di interpretare con dinamismo e qualità il modulo 4-3-3, dogma tattico del tecnico per la stagione che sta per cominciare. Kostic, nonostante i trentaquattro anni che si avvicinano, rimane un profilo di assoluto spessore, capace di garantire cross millimetrici e una copertura della fascia che pochi altri interpreti nel panorama europeo sanno offrire con la medesima costanza.
Analizzando l'ultima stagione trascorsa con la maglia della Juventus, emerge un quadro paradossale. Sebbene il commissario tecnico Luciano Spalletti avesse speso parole di stima per il calciatore durante alcuni incontri informali, lo spazio concesso a Kostic sotto la Mole è stato estremamente ridotto. Con appena 527 minuti complessivi collezionati nell'arco dell'intero campionato, il serbo ha vissuto mesi difficili, spesso relegato in panchina. Eppure, la sua efficienza non è mai venuta meno: tre reti e un assist rappresentano un bottino di tutto rispetto se parametrato al tempo effettivo trascorso sul rettangolo verde. Questa capacità di incidere anche a gara in corso o in contesti di emergenza è esattamente ciò che ha spinto la dirigenza della Fiorentina a riallacciare i contatti con l'entourage del giocatore.
Tuttavia, il percorso che porta a Firenze non è privo di insidie, principalmente di natura economica. Il nodo centrale è rappresentato dall'ingaggio: in bianconero, Filip Kostic percepiva una cifra vicina ai 2,5 milioni di euro a stagione. Per i parametri attuali della Fiorentina, che sta attuando una politica di razionalizzazione dei costi pur mantenendo alta l'asticella della competitività, tale somma risulta difficilmente sostenibile senza un sacrificio da parte del calciatore. La trattativa si gioca dunque sulla disponibilità del serbo a ridursi lo stipendio in favore di un progetto tecnico centrale e di un contratto magari più lungo. Ma la concorrenza non manca e complica ulteriormente i piani del direttore sportivo viola. Il Venezia, galvanizzato dalla recente promozione nella massima serie, ha effettuato un sondaggio esplorativo, cercando di capire se ci siano i margini per un colpo a effetto che garantirebbe esperienza alla rosa lagunare.
La minaccia più concreta, però, arriva dal Medio Oriente. Il club saudita Al Qadsiah ha messo nel mirino il classe 1992, mettendo sul piatto un’offerta economica che la Fiorentina non potrebbe mai pareggiare. La scelta di Kostic diventerà dunque emblematica: da un lato la possibilità di continuare a competere ad alti livelli in Italia, in una piazza calda e ambiziosa come quella toscana; dall'altro un finale di carriera dorato nella Saudi Pro League, seguendo le orme di molti altri campioni europei. Non è la prima volta che il destino del serbo si intreccia con quello dei colori viola. Bisogna tornare con la mente all'estate del 2024, quando l'affare sembrava ormai definito nei minimi dettagli. In quella convulsa sessione di mercato, le società stavano imbastendo una maxi-operazione che includeva anche il centrocampista Arthur, mentre la Fiorentina cercava disperatamente di resistere agli assalti bianconeri per Nico Gonzalez.
In quel 2024, l'improvviso stop alle trattative lasciò l'amaro in bocca a molti, con Kostic che rimase a Torino quasi da separato in casa. Oggi, a distanza di due anni, lo scenario si ripete ma con presupposti diversi. La Juventus, reduce da una stagione deludente culminata con la mancata qualificazione alla Champions League, ha l'assoluta necessità di sfoltire la rosa e abbassare il monte ingaggi. Il nome di Filip Kostic è in cima alla lista dei partenti, e oltre alle piste italiane e arabe, si registrano interessi concreti anche da parte di club in Grecia, Portogallo e Turchia. La volontà del calciatore sarà determinante: la sensazione è che lui preferirebbe restare nel calcio che conta, e la Fiorentina di Fabio Grosso rappresenta una tentazione fortissima per chi, come lui, ha ancora voglia di dimostrare di poter fare la differenza nelle domeniche di Serie A.
Per la Fiorentina, l'innesto di un calciatore come Kostic significherebbe elevare istantaneamente il tasso tecnico della squadra. Nel sistema di gioco di Grosso, le ali devono essere in grado non solo di puntare l'uomo, ma di ripiegare costantemente e di servire palloni d'oro per la punta centrale. La precisione del cross del serbo è una dote rara, quasi d'altri tempi, che si sposerebbe perfettamente con le caratteristiche degli attaccanti attualmente in rosa a Firenze. Nelle prossime settimane, i contatti tra le parti si intensificheranno: il mercato non aspetta e la data del ritiro si avvicina. La dirigenza viola spera che il richiamo della Fiesole e la prospettiva di un ruolo da protagonista assoluto possano convincere il serbo a dire di no ai petrodollari per abbracciare definitivamente la causa gigliata, chiudendo finalmente quel cerchio aperto due anni fa.

