Alibaba e Moonshot: 20mila chip Nvidia per l'IA Cinese

Un arsenale di acceleratori H200 alimenta la nuova frontiera dell'intelligenza artificiale Kimi tra segreti industriali e tensioni globali

Alibaba e Moonshot: 20mila chip Nvidia per l'IA Cinese

Nel cuore pulsante della rivoluzione tecnologica globale del 2026, la Cina sta dimostrando una resilienza straordinaria di fronte alle crescenti pressioni internazionali, portando avanti progetti di intelligenza artificiale che sfidano i confini del possibile. Al centro di questa narrazione troviamo Moonshot, una startup di Pechino che in breve tempo è diventata un simbolo dell'innovazione asiatica, e il gigante Alibaba, che non solo agisce come investitore, ma come vero e proprio architetto infrastrutturale del successo altrui. Recenti indiscrezioni hanno rivelato che Alibaba ha messo a disposizione di Moonshot un cluster di calcolo di proporzioni titaniche, equipaggiato con oltre 20.000 chip Nvidia H200. Questa mossa non è solo un'operazione commerciale, ma un segnale geopolitico netto che sottolinea come la disponibilità di hardware avanzato rimanga il collo di bottiglia fondamentale nello sviluppo dei modelli di linguaggio di grandi dimensioni (LLM). L'uso degli acceleratori H200, basati sull'architettura Hopper e dotati di una memoria HBM3e ultra-veloce, rappresenta una scelta strategica dettata dalla necessità di massimizzare la potenza di calcolo rimanendo all'interno di margini normativi estremamente complessi.

La vicenda si complica ulteriormente se si considera il panorama delle sanzioni imposte dal Dipartimento del Commercio degli Stati Uniti. Sebbene circolassero voci riguardanti l'impiego della più recente architettura Blackwell di Nvidia, ovvero la serie B200 il cui export in Cina è ufficialmente proibito, i dati attuali confermano che il pilastro portante dell'addestramento di Moonshot poggia sulla generazione Hopper. Tuttavia, l'entità del cluster messo a disposizione da Alibaba è tale da permettere una velocità di iterazione dei modelli Kimi senza precedenti. Il rapporto tra queste due entità è emblematico: Alibaba è uno dei principali finanziatori di Moonshot e, seguendo una prassi ormai consolidata tra i colossi del web cinesi, offre alle sue controllate e partner l'affitto della propria potenza di calcolo. Nonostante i portavoce di Alibaba abbiano cercato di minimizzare i dettagli specifici riguardanti il modello esatto dei chip, non hanno smentito l'impressionante cifra di 20.000 unità, confermando di fatto la portata dell'investimento infrastrutturale.

Un aspetto tecnico di estremo interesse riguarda il metodo di addestramento utilizzato per il nuovo modello Kimi K3. Secondo fonti vicine al settore, Moonshot avrebbe fatto ricorso alla cosiddetta tecnica della distillazione del modello, attingendo alla conoscenza di Fable, il sistema all'avanguardia sviluppato dall'americana Anthropic. Questo processo permette di ottenere prestazioni elevate anche con risorse computazionali relativamente inferiori rispetto ai giganti americani, trasferendo le capacità di ragionamento di un modello più complesso a uno più snello. Tale strategia evidenzia l'ingegnosità degli sviluppatori cinesi nel superare i limiti fisici imposti dall'embargo tecnologico. Inoltre, emerge un nuovo scenario geografico: l'ipotesi che startup come Moonshot e Deepseek riescano ad accedere a chip proibiti come i Blackwell attraverso il noleggio di data center situati in paesi terzi, come la Thailandia. Le leggi americane, pur vietando la vendita diretta e il possesso di tali chip da parte di aziende cinesi, presentano ancora zone grigie per quanto riguarda l'affitto di potenza di calcolo situata fisicamente al di fuori del territorio della Cina continentale.

Internamente al gruppo Alibaba, questa collaborazione non è priva di attriti. Molti dirigenti hanno espresso preoccupazione per il fatto che la crescita esponenziale di Moonshot stia avvenendo proprio grazie alle risorse fornite da Alibaba, creando un concorrente diretto per la famiglia di modelli Qwen, sviluppata internamente dal colosso di Jack Ma. Questo paradosso, dove un gigante nutre il proprio rivale, riflette la frammentazione e la ferocia competitiva del mercato cinese dell'intelligenza artificiale, dove l'obiettivo comune di superare l'occidente spesso collide con le ambizioni di mercato dei singoli attori. Il successo dei modelli Kimi, apprezzati per la loro capacità di gestire contesti di memoria estremamente lunghi, sta spingendo Moonshot verso una valutazione di mercato che potrebbe superare i 5 miliardi di dollari, consolidando la sua posizione tra gli unicorni tecnologici più influenti del decennio. In conclusione, mentre gli Stati Uniti monitorano con attenzione ogni transazione hardware, la Cina risponde con un mix di alleanze strategiche, ingegneria dei processi e aggiramento creativo delle restrizioni, rendendo la battaglia per l'IA un gioco a scacchi sempre più sofisticato e globale.

Pubblicato Domenica, 02 Agosto 2026 a cura di Anna S. per Infogioco.it

Ultima revisione: Domenica, 02 Agosto 2026

Anna S.

Anna S.

Anna è una giornalista dinamica e carismatica, con una passione travolgente per il mondo dell'informatica e le innovazioni tecnologiche. Fin da giovane, ha sempre nutrito una curiosità insaziabile per come la tecnologia possa trasformare le vite delle persone. La sua carriera è caratterizzata da un costante impegno nell'esplorare le ultime novità in campo tecnologico e nel raccontare storie che ispirano e informano il pubblico.


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